Evoluzione del progetto.


Matrice formale. Matrice organizzativa. Matrice topologica.


Interfaccia Interfaccia Interfaccia


"Si aprono per l'uomo ampie vedute, prospettive affascinanti. Il mondo è in trasformazione. E la parola chiave non è semplice persistenza: è evoluzione." (Ervin Laszlo - Evoluzione - Feltrinelli 1986 Milano).


Controllare il processo dinamico di sviluppo significa strutturare un sistema ad evoluzione, non prevedibile, capace di procedere verso la complessità con modalità tali che ogni esito sarà sempre riconoscibile.

"Progettare è controllare un processo dinamico di sviluppo senza sapere esattamente dove questo sviluppo porterà, ma ipotizzando solo alcune qualità di questo esito possibile, come rispondenze all'immaginario soggettivo di riferimento, anch'esso in trasformazione." (C. Soddu, E. Colabella - Il progetto ambientale di morfogenesi - Progetto Leonardo 1992 Bologna).

Gli eventi, le formalizzazioni, i bisogni concettuali e soggettivi che innescano il progetto, devono essere capaci di rispondere a degli obiettivi che saranno ancora sconosciuti, perchè non sappiamo come questi attributi potranno esplicitarsi nella forma artificiale che stiamo creando. Il controllo delle scelte progettuali è quindi intimamente legato alla definizione degli obiettivi, all'operare all'interno di una dinamica evolutiva, eliminando i detriti di categoricità ancora presenti per raggiungere quella qualità, come risposta che precede la domanda possibile. Nel nostro percorso progettuale, il catalizzatore, l'ideogramma tabi, ha permesso di strutturare le prime ipotesi, le prime formalizzazioni. Le adduzioni hanno orientato il progetto verso le prime scelte, siano esse formali o tecnologiche, il catalizzatore le richiama, orientandole e disponendole. Le prime ipotesi si sviluppano, quindi, attraverso una lettura soggettiva dei possibili bisogni e come risposta alle nuove richieste. E' a questo punto che, nel paradigma indiziario, le richieste derivate dall'esigenza di crescita di complessità del progetto, necessitano, per essere soddisfatte, di un'ulteriore passaggio evolutivo della forma organizzatrice, la quale, ampliando le proprie richieste, ritorna come richiesta più sofisticata. L'organizzazione addotta dal catalizzatore non ci garantisce, infatti, il controllo del rapporto utente-oggetto, inteso come gestione formale e topologica dello "strumento del viaggiatore", legato principalmente all'obiettivo di interazione con esso. Grande importanza ha avuto, in questa fase del progetto, l'immaginario di riferimento relativo all'obiettivo che ci eravamo posti di raggiungere: la riconoscibilità - il viaggio. Molte procedure, formalizzazioni, matrici precedentemente addotte acquistano nuove potenzialità, nuove possibilità, così, all'interno di queste nuove formalizzazioni, le nuove adduzioni accrescono la complessità e la capacità di risposta alle richieste dell'oggetto.