Riconoscibilità - Il viaggio.

Il viaggio è tensione di ricerca e di cambiamento che determina il movimento e l'esperienza che ne deriva, quindi non è da considerarsi esclusivamente mera traslazione nello spazio. Di conseguenza anche studiare, investigare, immaginare, sognare, ricercare, vivere intensamente il nuovo, sono attività equivalenti a quelle del viaggiare.

Il viaggio è passibile di più livelli interpretativi quali quello simbolico, spirituale, psicologico, ecc., ma al di là delle interpretazioni possibili vi sono alcuni punti unanimamente condivisi. Il viaggio è evoluzione, è passaggio da uno stato ad un'altro, è cambiamento che presuppone necessariamente la scoperta e quindi il superamento dell'ostacolo.

Dal momento in cui abbiamo deciso di adottare la riconoscibilità del viaggio come obiettivo di qualità, ci siamo resi conto di quanto fosse vasto e soprattutto incredibilmente soggettivo l'immaginario legato ad esso. Anche le esigenze di chi viaggia sono fortemente soggettive, c'è chi preferisce lo zainetto alla valigia o chi non rinuncerebbe mai al vecchio portaoggetti benchè magari inutile, scomodo ed ingombrante.

Cosa può allora oggettivamente servire come strumento per chi compie questo percorso di scoperta e cambiamento, sia esso un viaggio verso paesi esotici o una semplice gita fuoriporta? Il ricordo, la memoria, l'esigenza di "fermare", per poi rivivere i momenti importanti del viaggio, della scoperta, utilizzando quindi gli strumenti a noi più naturali ed istintivi: l'occhio per le immagini, l'orecchio per i suoni, la scrittura per gli appunti.

Così, con gli strumenti per l'acquisizione delle immagini, per registrare suoni, per scrivere gli appunti, si forniscono al viaggiatore protesi del corpo aventi il compito di lasciare una traccia tangibile del percorso effettuato, permettendo di creare un "diario di bordo" utile per se stesso e come mezzo comunicativo della propria esperienza.