Il mio oggetto deve essere comodo da trasportare e deve permettermi, quando mi capita di
essere stanco o di essere in un posto particolarmente emozionante, di sedermi
superando il problema del terreno sporco o bagnato, in modo da vivere il luogo
nel posto e nel modo che preferisco, senza essere limitato dalle condizioni del terreno.
Nella scelta delle matrici formali parto, come per le altre interfacce, con le nuvole e quindi l'acqua.
Considero la goccia di pioggia che cade e si adatta alla forma del terreno.
Cosí anche il mio oggetto dovrá adattarsi al suolo e dovrá dunque essere di un materiale
non rigido, capace di seguire la conformazione del terreno.
Sará uno stuoino di stoffa che come tale rispetta gli obiettivi di leggerezza, praticitá,
sofficitá, ma allo stesso tempo segue e si adatta all'andamento del terreno.
Nel decidere la forma di partenza per le adduzioni formali mi sono ricollegato alla goccia di pioggia
che cade peró nell'acqua creando il cerchio.
ADDUZIONI FORMALI
Ipotesi 1
Ipotesi scartata perché
mi sembra poco adatta
alla funzione che deve svolgere
il mio oggetto.
Ipotesi 2
Ipotesi scartata perché
mi sembra una forma ancora
troppo statica.
Ipotesi 3
Scelgo questa soluzione perché
mi sembra la piú vivace pratica e funzionale