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| Il romanzo di De Carlo è la storia di una adolescenza, che in un certo senso non finisce mai. La storia di una generazione che cerca l'assoluto, la coerenza, la verità, attraverso l'incoerenza, gli smarrimenti, i tentativi di omologazione, i tentativi di entrare nel mondo "adulto" delle convenienze e del benessere. Un'amicizia lega i tre personaggi del romanzo, Marco, Misia e Livio, il narratore. Più forte dell'amore, più forte delle passioni, del denaro e del successo. Un'amicizia, nonostante le apparenti distanze, i silenzi, i tradimenti. In un primo incontro, Livio prende le difese di Misia, la salva dalle avances eccessive di un giovane "bruto". Un gesto impulsivo che segnerà la vita di tutti e due. Le lunghe, inconcludenti conversazioni adolescenziali con Marco,l'unico vero amico di Livio, il sogno di un film, unico progetto "concreto" che i due riescono a elaborare, una laurea in storia che verrà velocemente dimenticata come del tutto ininfluente nell'economia della vita del protagonista: questo è il quadro in cui iniziano a comporsi i tasselli del racconto. Il film, grande progetto di Marco, sarà l'evento che unirà i tre, in un indissolubile vincolo. Infatti i due matrimoni di Misia, quello di Livio, li innumerevoli ragazze di Marco, non avranno mai il carattere di un legame definitivo, l'amicizia tra i tre sì. Misia è forse quella che negli anni attraversa il numero maggiore di esperienze, dolorose o apparentemente serene. Quando però la gabbia le si stringe intorno, | (sia questa una gabbia dorata o di morte, come quella della droga) è sempre capace di improvvise impennate, fughe o voli che però le ridanno ossigeno, la rendono di nuovo capace di straordinaria diversità. E proprio così la definisce Livio, diversa, senza saperle dire perché e in che cosa, quando ricca e borghese, la ritrova dopo anni di separazione. Il romanzo si caratterizza proprio da questi momenti di incontro, a distanza di anni, dei tre. Nasce un figlio, Misia lo ha da Marco, lui non lo sa neppure, perché la sua nascita avviene in uno degli innumerevoli momenti di latitanza della ragazza. Ma i figli che intanto nascono, due a Livio e un altro ancora a Misia, non cambiano l'irrequietezza, la voglia di coerenza di questi ragazzi che non vogliono davvero vendere la loro anima. Il successo professionale (come regista Marco, come pittore Livio) è solo prova dell'autenticità di una vocazione, come correttamente aveva intuito Misia, ma vero successo, in questa società, vuol dire anche corrompersi, accettare compromessi: i due a volte ne sono tentati, ma la loro natura più profonda si ribella e allora è la rottura, lo strappo, la fuga. Il libro si conclude, in modo quasi circolare, con un ricongiungimento finale: hanno tutti e tre lasciato alle spalle l'ipotesi di una vita "normale", tutti e tre forse possono ricominciare insieme un altro tratto di strada, tutti e tre sono ormai definitivamente legati da questa straordinaria amicizia. |