la ricerca di una propria identita' creativa con l'identificazione di obiettivi soggettivi porta alla definizione di primitive matrici elaborative, vere procedure di maturazione progettuale. il raggiungimento di un personale paradigma organizzativo di idee e' il culmine di un macro processo di formalizzazione regolato da comuni requisiti di base e da personali interpretazioni. come una storia da raccontare, cosi' un progetto che esca dalla mia soggettivita' deve riuscire a comunicare le mie stesse emozioni, soddisfare in modo oggettivo i miei personali obiettivi.

mi sento di considerare la rotondita' come meta cui tendere: il cerchio e' forma perfetta, un poligono con infinito numero di lati. puo' generare situazioni indefinite, sistemi aperti a soggettive personali interpretazioni, sempre differenti e molteplici, senza definire precise posizioni. il cerchio puo' richiudersi su se stesso, segno di coerenza; in natura e' espressione di uniformita' ed equilibrio; difficilmente puo' interagire con altri eventi, mantenendo una propria identita'.

contrariamente la concretezza si evidenzia nella spigolosità progettuale data dall'essenziale sfaccettatura, dalla netta definizione di eventi interagenti. poche possibilità sono date all'immaginazione, realistiche le ipotesi di scelta, poche e rigorose le situazioni presentate. cio' permette una maggiore interagibilità tra elementi costituenti, maggiore adattabilita', piu' razionale e meno dispersivo utilizzo dello spazio.

Dieci poligoni in un cerchio,
cominciando dal triangolo equilatero in ordine crescente: il cerchio e' un poligono con un numero infinito di lati
 
   
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