IL GIOCO COME OCCASIONE EDUCATIVA E FORMATIVA
Vogliamo che la nostra idea di gioco, sopra esplicitata da testi e immagini, sia finalizzata all'educazione.
Anna Bondioli: Gioco e educazione, Franco Angeli editore, Milano, 1996.
"Questo libro prende le mosse dall'idea che il gioco, prima e oltre che un'attività, sia un'area di esperienza, un atteggiamento nei confronti di sé e del mondo che consente una presa di distanza dalla vita vissuta. La separazione del gioco dalla vita ordinaria ne è un carattere distintivo ma si tratta più di una circoscrizione mentale che fisica, un distanziamento che, paradossalmente, consente il contatto. Chi gioca si isola temporaneamente per entrare, del tutto coinvolto, in un'altra dimensione, cui aderisce pienamente. [...] Il disrimine tra gioco e lavoro, tra gratuità e serietà, tra finzione e verità non appartiene solo all'individuo ma all'intera società, la quale legittima alcune attività come ludiche, circoscrive gli spazi e i tempi della loro esecuzione, ... diffonde una particolare culutra ludica e autorizza un mercato di prodotti per il gioco e per il tempo libero. E' l'adulto, prima del bambino, portatore di tale cultura."
"Per l'adulto il gioco è svago, divertimento, ricreazione, da svolgersi in tempi, occasioni, luoghi deputati - le vacanze, il tempo libero, il 'privato' -; perde quella qualità onnipervasiva che sembra caratterizzare la realtà ludica dei bambini, i quali, agli occhi degli adulti, appaiono sempre pronti a trasformare tutto in gioco e per i quali la distinzione tra serietà e gioco, finzione e realtà, risulta ancora piuttosto sfumata."
"L'adulto che gioca riattiva una modalità infantile di rapporto col mondo; il bambino che gioca compie un'esperienza di vita mediante la quale si proietta nel futuro, si immagina più grande, si prospetta diverso da quello che è. Differenza di prospettiva, quella tra regressione e crescita, che non impedisce comunque ad ambedue - adulto e bambino - di avere accesso a una medesima area di esperienza, in cui si attua una riconciliazione tra sé e mondo mediante l'accettazione - o la creazione - di un mondo diverso, possibile, immaginato, fine a se stesso."
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