CATALIZZATORE
Modest P. Mussorgskj
Quadri da un' esposizione
INTRODUZIONE ALL'OPERA
Nei primi mesi del 1874 moriva il giovane architetto russo Victor Hartmann, al quale Mussorgskj era legato da vivissimo, più che fraterno, affetto. Fu quello un durissimo colpo per il musicista, che pensò subito a celebrare la memoria del suo amico con qualche importante composizione. L'occasione fu presto trovata, quando l'Accademia di Arti di S.Pietroburgo organizzò nella primavera del 1874 una mostra di pittura e disegni del defunto. Mussorgskj ebbe allora l'idea di tradurre musicalmente alcuni tra i più interessanti numeri della mostra e nacquero così i Quadri da un'esposizione.
Nella vasta letteratura pianistica di tutto l'800 i Quadri offrono una fisionomia inconfondibile e occupano un posto unico, sia per la novità della forma, sia per l'indipendenza della scrittura pianistica, sia infine per lo splendore della fantasia. I titoli potrebbero far pensare che si tratti di musica programmatica, o per lo meno dovuta a sollecitazioni extra-musicali, invece ci troviamo in presenza di un'opera dove la musica comanda da sola ed è lei che unicamente - con il suo linguaggio ad un tempo raffinato e primitivo - costituisce il centro di tutta la composizione.
STRUTTURA DELL'OPERA
I quadri si compongono in una serie di 10 pezzi, ciascuno dei quali prende il nome dal quadro di cui l'autore tentò di rendere l'espressione musicale. L'introduzione e gli interludi, detti Promenade sono basati su un tema musicale con variazioni e rappresentano l'Autore che si aggira tra i quadri. Tutto corona lo splendido finale -La porta di Kiev- che termina l'opera con una di quelle apoteosi caratteristiche di tutto il teatro russo, un potente coro riassuntivo che riprende, portandolo all'apice conclusivo, il tema conduttore della Promenade
Cfr. Alfredo Casella, prefazione a Quadri di un'esposizione, Ricordi, Milano, 1995.
Tema della Promenade
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