"Quando l'uomo è davanti
ad una scelta non opera analiticamente (anche perché si rende
conto che ciò non può portare, alla lunga, ad un'evoluzione ma
solo alla ripetizione del già esperito), ma immagina uno o più
mondi virtuali. Opta per quello più desiderabile ed in base a
questa opzione sceglie fra le varie alternative contingenti
quella che appare in sintonia, e quindi più direttamente
utilizzabile per avvicinarsi a questo mondo virtuale".
(C.Soddu
E.Colabella, Il progetto ambientale di morfogenesi, Progetto
Leonardo, Bologna, 1992)
L'immaginario di riferimento
per il processo metaprogettuale è costituito dalle opere di due
architetti: Antoni Gaudì e Louis Khan. Ho scelto questi due autori
perché i codici di riconoscibilità che ho riscontrato nelle
loro opere erano particolarmente adatti per il lavoro di ricerca
che mi accingevo a compiere sulla casa unifamiliare. fig.6
fig.7
fig.8
fig.9
fig.10
In alcune opere di Gaudì ho riscontrato quelle irregolarità formali che possono essere ricondotte ad una procedua compositiva che si potrebbe definire randomizzata, che riproduce il processo di crescita delle formazioni biologiche, strutturandosi quindi come particolarmente adatta per essere analizzata attraverso un software generativo:
fig.11
fig.12
fig.13
fig.14
Ha costituito per me una fascinazione particolare anche l'uso espressivo del mattone a vista, riscontrabile sia nelle opere di Kahn che in quelle di Gaudì:
fig.15
fig.16
fig.17
In Kahn ho riscontrato in particolar modo una metodologia compositiva che
scompone l'organismo edilizio in più elementi monofunzionali, caratterizzati dall'avere
forme geometricamente ben definite. Kahn ricompone queste forme attraverso un gioco che
appare quasi casuale, come è possibile riscontrare in alcune sue opere:


