LA MUSICA GENERATIVA

 

Un' album non è poi così diverso da un carillon.....Penso che i nostri nipoti un giorno ci potranno guardare stupiti chiedendoci: "Ma davvero tu ascoltavi esattamente lo stesso brano per tante volte di seguito?"

Cent'anni fa, infatti, ogni evento musicale era unico: la musica era effimera e irripetibile e perfino le partiture classiche non potevano garantire un'esatta duplicazione, Poi è arrivato il grammofono....

"Ci potrebbero essere 3 diverse opzioni: musica registrata, musica dal vivo e musica generata, quest'ultima godrebbe dei vantaggi dei suoi 2 predecessori. Come la musica dal vivo, infatti, è ogni volta diversa e come la musica registrata è indipendente dai fattori spazio/tempo. "

Brian Eno

Il precursore del concetto di generazione automatica di brani musicali è stato Mozart. Infatti il suo genio musicale gli permise tramite un meccanismo generatore basato sul gioco dei dadi di generare partiture musicali.

L'imprevedibile, ottenuto attraverso il risultato numerico casuale del lancio dei dadi diventa occasione per un incremento dell'identità del musicista stesso.

 In seguito, nella storia si sono creati correnti musicali sviluppate nell'ambito di culture differenti che, basandosi su alcuni punti fermi, hanno fatto propri  i concetti  della logica generativa quali l'unicità e l'irripetibilità degli eventi  lasciando ampi spazi all'improvvisazione: la musica folk ed in particolare il  jazz. Del resto i concerti dal vivo tenuti dallo stesso musicista di molteplici generi musicali e ripetuti svariate volte non sono mai perfettamente identici, essendoci sempre qualche variazione nell'esecuzione e caratterizzazione dell'evento musicale.

BRIAN ENO

Fra i suoi guizzi di genialità, uno dei più recenti è quello che la musica possa riprodursi in forma generativa. Tutto iniziò con l'interesse per Eno di inventare "macchine che possano riprodurre esperienze musicali". Il primo tentativo risale all'edizione di Discret Music, nel 1975, in cui due semplici cicli melodici di diversa durata si ripetono separatamente potendosi sovrapporre arbitrariamente. Come l'autore stesso spiega, un ciclo di 29 secondi e un altro di 33 secondi si sovrappongono perfettamente ogni 957 secondi (29x33).Piccole variazioni di questa tecnica sono state usate anche in  Music for Airports, On Land, Thuesday Afternoon e Neroli, che ha trovato un ulteriore sviluppo nelle installazioni artistiche, in audio e video, prodotte successivamente. Usando infatti, dai 4 agli 8 registratori a cassette, era possibile inserire nastri tutti di diversa lunghezza fatti suonare in contemporanea. Così facendo, il momento in cui i nastri avrebbero riprodotto per la prima volta lo stesso suono in synch si sarebbe ripresentato solo dopo un pò di anni. A questo proposito confessa l'autore:"Amo questi spettacoli, specialmente sapendo che la musica che sto ascoltando in ogni momento è unica, e che probabilmente non sarà mai più ascoltata esattamente in quella maniera".

Ma le sue composizioni sono pur sempre "registrazioni", quindi, benchè la combinazione di diversi output possa essere diversa all'infinito, la sua registrazione come brano di un album è per forza di cose sempre la stessa.

Ispirato alle immagini sempre diverse generate da alcuni screen saver, Eno ha cominciato a pensare alla tecnologia informatica come mezzo per arrivare a un qualcosa che fosse in grado di produrre musica sempre diversa, a un qualcosa che " facesse germogliare e crescere i semi del compositore". Questi semi nei fatti si sarebbero tradotti in set di regole e parametri, più che in precise istruzioni musicali. Rendendo queste variabili di tipo probabilistico, il pezzo si sarebbe evoluto in maniera diversa a ogni "performance". "Potrei specificare l'universo entro il quale la mia musica suonerà e le regole che la svilupperanno, e poi diventare come uno degli spettatori, restando a guardare quello che succede".

Nel 1995 Eno riceve un cd di musica da una ditta inglese, la SSEYO che, a loro dire, rispecchia esattamente questi principi. Un paio di brani sono proprio come nello stile ambient dell'autore, come prontamente ammesso dai titolari della ditta, ma ciò che lo stupisce è l'accuratezza del risultato. Entusiasta Eno ordina una copia del software di authoring e, dopo aver superato i frustranti momenti dell'apprendimento delle regole di composizione e di funzionamento proprie del programma, comincia a comporre.

Koan  così si chiama questo software (ora arrivato alla versione pro 2.6 è disponibile in versione dimostrativa su Internet), si riferisce direttamente alla scheda audio del PC, indirizzandola attraverso 150 parametri diversi che specificano timbro, inviluppo delle forme d'onda, scala, armonia, ritmo, tempo, intervallo di frequenze eccetera. Molte delle istruzioni implementate sono di tipo probabilistico e quindi, invece di programmare precisamente gli eventi come fa normalmente un sequencer, stabiliscono cosa fare a seconda degli eventi che si stanno realizzando, scegliendo fra diverse possibilità. "Alcuni dei lavori sviluppati con Koan mi “suonano” come qualunque altro che abbia composto personalmente. Essi per me simboleggiano l'evento di una nuova era musicale. Cent'anni fa, infatti, ogni evento musicale era unico: la musica era effimera e irripetibile e perfino le partiture classiche non potevano garantire un'esatta duplicazione, Poi è arrivato il grammofono...."

Affinando questo tipo di tecnica  le possibilità che ne scaturirebbero potrebbero essere notevoli; basti pensare alla caratteristica, già valida per campi meno complessi, di imparare dal proprio stesso comportamento rigenerandosi.

A tutto ciò Eno ci sta lavorando, al fine di far evolvere i brani verso una qualche direzione che li "migliori" continuamente, in modo da poter poi "salvare" i parametri generati per quella particolare combinazione come se si trattasse di un brano. Il che porterebbe questo tipo di musica ad assomigliare come tipo di evoluzione a quella della musica popolare, raffinata attraverso immemori passaggi di generazione.

"Ci potrebbero essere 3 diverse opzioni: musica registrata, musica dal vivo e musica generata; quest'ultima godrebbe dei vantaggi dei suoi 2 predecessori. Come la musica dal vivo, infatti, è ogni volta diversa e come la musica registrata è indipendente dai fattori spazio/tempo. Quella della musica generativa potrebbe essere un'area in cui molti sperimentatori potrebbero calarsi per esplorarla. Io la definirei una sorta di Artificial Intelligent Audio".

Testi tratti dal Libro di A. Ludovico, "Suoni Futuri Digitali", ed. Apogeo, Milano 2000

 

GABRIEL MALDONADO  

Compositore - Ricercatore - Performer

Ha studiato chitarra con A.Ferraro, composizione con D.Guaccero, A.Scarlato, G.Chiti, musica elettronica con W.Branchi e R.Bianchini.  

Diplomato in Musica Elettronica e in Chitarra al Conservatorio. Ha seguito seminari e corsi tenuti da K.Stokhausen e B.Truax.

Ha partecipato al secondo festival internazionale delle arti in Brasilia e alla XX Biennale di San Paolo (Brasile) in qualità di compositore di musica d’ambiente.

Alcune sue composizioni elettroniche sono state usate per l’inaugurazione del Museo d’Arte Contemporanea di Maccagno.

Ha tenuto concerti monografici in qualità di compositore-interprete nelle città di Quito, Loja, Guayaquil, Cuenca (Ecuador).

Alcune sue opere sono state trasmesse dalla RAI e dai canali televisivi delle città di Quito, Loja e Cuenca.

E’ ricercatore di nuovi paradigmi compositivi abbinati alla scienza del computer.

Autore di software per la sintesi sonora e per il controllo ad alto livello del materiale compositivo.

Autore di una teoria originale sulla generazione e sull’uso dei micro-intervalli, ha reso possibile con i suoi software la realizzazione di sistemi d'intonazione alternativi al sistema temperato, da usare nella composizione musicale.

Autore di DirectCsound, versione in tempo reale di Csound (che è il linguaggio di programmazione orientato alla sintesi del suono e alla composizione musicale più diffuso nel mondo)

Autore di VMCI (Virtual Midi Control Interface), software che implementa l'esclusivo controllo Hyper-Vectorial synthesis. Tale controllo semplifica la gestione di performance di computer music dal vivo e la composizione interattiva.

Ha tenuto corsi di perfezionamento, seminari e workshop sulla computer-music e sul linguaggio Csound in diverse città Italiane e Americane.

E’ membro fondatore delle associazioni ‘Fantalogica’, ‘Taiko-do’ e ‘Zolle di Tempo’.

Membro di “Musica Verticale”.

Contribuisce a più sessioni della “International Computer Music Conference” (University of Michigan-Ann Arbor-USA '98; Tsinghua University-Pechino-Cina '99) con dimostrazioni su DirectCsound e VMCI.

Presenta le sue ricerche al “SBC&M '99” (VI Brazilian Symposium on Computer Music) - Università Cattolica - Rio de Janeiro.  

(testo tratto dal sito http://web.tiscali.it/G-Maldonado)

 

ANDREW GARTON

Compositore - Ricercatore - Performer - Internet Artist

Nato a Melbourne in Australia, 

ha fatto esperienza nel campo della composizione elettronica sperimentale e ha effettuato varie  esibizioni di arte digitale.

Ha un forte interresse per la comunicazione di massa, e molti anni di esperienza nel campo di progetti di pubblico dominio  in Australia, sudest asiatico e Indocina.

Di recente ha mischiato la sua attività  Internet con l'interresse per sistemi musicali computerizzati; gli sono stati commissionati numerosi pezzi musicali da inserire in rete insieme a installazioni nell'ambito della musica generativa.

Garton è co-fondatore di una casa podruttrice di Web la Toy Satellite, è il principale artista di Secession Records ed è il direttore di Community Comunication on Line(c2o), un membro della UN-affiliata Associazione del Progresso della Comunicazione.

I suoi recenti lavori esplorano nuovi spazi pubblici virtuali tramite l'adozione di sistemi sonori generativi con Internet utilizzato come teatro virtuale per la loro rappresentazione.

Garton si esibisce da solo o in collaborazione con altri artisti assumendo diversi nomi tra cui "lost_time_accident", "Fierce Throat" e "Electro Patological Consort".

Infine ha contribuito nel 1997 al progetto Kunstradio's "Riciclando il futuro" 

(testo tratto dal sito www.toysatellite.com)

 

CELESTINO SODDU

Architetto -Compositore - Ricercatore - Performer - Generative artist

Born in S. Maurizio di Brunate, Como (Italy) in 1945 , architect.
Five years University Degree at Rome University "La Sapienza" in 1970.
In the same year he passed the State Examination for Professional Architects and Engineering Register,
He is teaching in the Italian University since 1971
He is full professor of Architectural and Industrial Design, Environmental Design and Technology at Milan Polytechnic, Faculty of Architecture, School of Industrial Design, Italy.
In 1971 he was Assistant Professor at the Faculty of Architecture of Reggio Calabria, in 1974 tenure Assistant Professor and in 1980 tenure associate professor of Architectural Design.
In 1978 he activated and directed the Audiovisual Centre of The University of Reggio Calabria and he founded, in 1997, the Generative Design Lab at Milan Polytechnic University to approach the most advanced possibilities in the topic of design and communication.
Beginning in 1979, his research is about the dynamic evolution of the artificial systems complexity and image, designing a sequences of original software to emulate and control architectural, environmental and industrial design processes and to improve the manufacturing industrial processes
In 1984 and 1985 he was in USA and Canada (Waterloo University., Concordia University. in Montreal, PennState University.) and, as expert of the Italian Foreign Office, in Somalia.
In 1986 he designed the first original software to control the dynamic evolution of the genius loci of artificial environments. Beginning from 1992 his researches are about the design of species, the design of the morphogenetic codes of architecture and artificial industrial objects and about the management and the innovation of the manufacturing processes.
Every his architectural project, realized like an AI generative tool, can generate a sequence of different architectures/environments characterized by the same genius loci. With this tool it is possible to evaluate the quality of the incoming architectural events during the increasing complexity of design processes. He used this tool in designing the evolution of some town environments in front of the need to preserve the identity of a particular genius loci.
He designed original software also in the field of representation, (his patent of 360 degree anamorphic technical representation is used in advanced installations) and in the field of 3D creative interpretation of 2D artwork.
In Industrial design, his generative projects are a useful tool to manage and control the quality and the complexity of the new industrial products. These projects are able to generate and endless sequence of different 3dmodels of industrial objects, all unique and unrepeteable, but all belonging to the same design concept and to the same functional requests. It is the industrial production of different and unrepeteable objects.
He has his Internet site from 1995 (http://soddu2.diap.polimi.it) where it is possible to find his researches and the works of his students. Each student of his course and of the final degree update his work weekly using a personal home page in the site. Now in this Internet site it is possible to find one thousand of home pages of students (Italian and foreign students) and one hundred of works for the final degree of the Faculty of Architecture made with his supervision.
He presented his design researches and projects in International Congresses and in workshops in Italy and also in other countries: Oxford, (UK) 1991, Lausanne (Swiss) 1991, Stockholm (Sweden) 1992, Montreal (Canada) 1992, Zurich (Swiss) 1993, Singapore 1993, Neuchatel (Swiss) 1993, Wien (Austria) 1993, Istanbul (Turkey) 1994, Freiburg (Germany) 1995, Sheffield (UK) 1995, Helsinki (Fin) 1997, Stochkolm (Sweden) 1997, Lancaster (UK) 1998, Edinburgh (UK) 1999, Brussels (Belgium) 1999, Kassel (Germany) 2000, Weimar (Germany) 2000, Schwabish Gmuend (Germany) 2000 , Las Vegas (US) 2000, Portland (US) 2000, Seattle (US) 2000.
Beginning in 1998 he organizes, with his Generative Design Lab, the annual International Conference Generative Art (GA'98 and then GA'99 and GA2000) at the Milan Polytechnic University, accompanying with an exhibition of generative design, music and artwork, with the participation of researchers from UK, Germany, Finland, USA, Israel, Canada, France, Romania, Belgium, Sweden, Netherlands, Japan, HongKong, New Zeland, Australia, Spain, Sweden, Brazil, and Italy.
Beginning in January 2000 he was in The Hong Kong Polytechnic University as Professional Research Fellow for two months.

(testo tratto dal sito www.generativedesign.com/biblio.htm)

John Eacott
after reading music at Sussex university, John embarked on a modest pop spree with roman holliday, was a co-founder and composer for loose tubes and orchestral director for test dept for their major multi-media spectaculars in Paddington, Vancouver, Valladollid and Glasgow culminating in the cd pax britannica recorded with the scottish chamber orchestra in 1990. As musical director for the david glass ensemble he wrote three shows including gormengast which played the west end and toured worldwide from 1991 to 1997. His many compositions for tv and film include the award winning, north of vortex (1992) the miramax feature three steps to heaven (1995) and documentry series in the footsteps of Alexander the great (1998). He lectures in commercial music at the university of Westminster and recorded with Goldie on the album Saturnzreturn (1998)

His obsession with generative music began using the sinclair spectrum in 1985, an interest which reignited recently when his passion for sailing led him to discover that he could write programmes which simulate complex weather patterns and predict the position of the sun and heavenly bodies.

Traditional approaches to generative composition create a wealth and richness of material by using random number generation through algorithmic process. I prefer to use existing observations as a starting point, such as the heavenly bodies, tides, seasons, fluid flow, organic growth, - even less etherial sources such as the occurence of premiership goals on a saturday afternoon - each of which, when studied, provide more information than could ever be adequately represented in music.

In the beginning... (1998-99) uses a computer model of our solar system as a basis for generative composition. the exact conditions in the solar system at any given moment provide a set of instructions which are interpreted as music. as one uses in the beginning... to explore space and time, there is a uniqueness to every moment, but also a clear sense of familiarity and repetition.

(testo tratto dal sito www.strangeattraction.com- morley gallery 6th to 22nd july 2000_file)

 

AL BILES

Basando la sua programmazione su concetti simili alla musica generativa, Al Biles ha creato GenJam (Genetic Jammer), un programma basato su un algoritmo genetico che impara a suonare assoli jazz improvvisati. Una sorta di musicista autonomo. Questo software ha la capacità di interpretare i suoni e trasformarli in messaggi midi che inviati a una qualsiasi apparecchiatura che supporta questo standard (ad esempio tutte le tastiere di un certo livello) si trasformano in suoni. Diverse esibizioni in giro per gli USA hanno portato a un capitale di 120 brani, di cui alcuni sono stati pubblicati su un CD autoprodotto  con Al Biles alla tromba e al filicorno, e Gen Jam al sax tenore e ad altri strumenti.

 

DAVID COPE

David Cope è uno studioso californiano che, nell'ambito delle sue ricerche universitarie, ha sviluppato EMI (Experiments in Musical Intelligence). EMI è semplicemente un software che, analizzando i brani, ne isola melodie e ritmi ricorrenti, componendo poi liberamente a partire da queste solide basi stilistiche. I risultati sembrano essere discreti visto che in una recente conferenza nell'Oregon il pubblico ha in maggioranza scambiato le sue composizioni come "originali" di Bach giudicando, invece, quelle composte da un docente, come prodotto di una macchina. Il limite maggiore degli algoritmi utilizzati è che, essendo basati sulla rilevazione di ripetizioni, funzionano bene con stili più costanti, come quello di Bach, e meno con artisiti più estrosi, come, per esempio Beethoven.

 

FRACTAL MUSIC e DNA MUSIC

Suonare in una tonalità diversa può essere interpretato come "trasporre", ossia aggiungere un numero fisso a una certa quantità di dati, ossia le note. E così le trasformazioni che si possono ottenere dalla geometria frattale applicata al campo musicale creano delle variazioni, musicali anch'esse, visto che sono geometriche rispetto all'insieme dei dati. "Frattalizzare" un brano musicale, significa trasformarlo secondo una certa formula iterativamente, il che può portare alla sua dissoluzione come a variazioni molto interessanti. Fra le idee innescate da questo processo c'è quella di associare le spirali genetiche ai suoni. Definita DNA Music, suona in effetti una sequenza di geni, dove le basi rappresentano le note in un sistema a 4 toni.

La musicista Alexjander insieme al biologo David Deamer, ne ha pubblicato un CD intitolato "Sequentia". Il bello è che, per alcuni ricercatori, molti pattern si sono evidenziati molto meglio grazie al loro suono, più che alla loro visualizzazione.

"Che sia un caso legato alla scelta delle note o un segno del magico manifestarsi della natura entro se stessa, affascina comunque per la matematica musicalità che riesce ad esprimere spontaneamente, dando fiato a sequenze invisibili che pure sono strutturate più efficentemente  dell'Empire State Building."

Testi tratti dal Libro di A. Ludovico, "Suoni Futuri Digitali", ed. Apogeo, Milano 2000