INTRODUZIONE

Techne e Arte generativa

"L'Arte Generativa non è una tecnologia, non è solo uno strumento informatico ma è un modo di pensare il possibile, un modo di vivere la propria creatività. L'Arte Generativa costruisce il possibile creando regole evolutive che generano eventi che, se da una parte, sono imprevedibili e sorprendenti, dall'altra rispecchiano fedelmente l'identità e riconoscibilità dell'idea, ne sono la naturale rappresentazione. L'Arte Generativa è un modo di pensare e di progettare che ritrova uniti dallo stesso entusiasmo architetti e matematici, poeti e musicisti, fisici e semiologi, filosofi e pittori, ingegneri e designers."

C.Soddu , "Generative Art", ed Dedalo, Milano 1998

Come dicevano gli antichi Greci, l'uomo che agisce per techne, è pantoporos («scopritore di tutte le strade possibili», Eschilo, Prometeo), ha lo «sguardo acuto» (Esiodo, Teogonia), la rapidità del fulmine e del dardo «sempre sveglio» (Eschilo, Prometeo incatenato, v. 358), l’astuzia di Ulisse, l’ingegnosità di Prometeo (Esiodo, Teogonia, v. 559 ed Erga, v. 54), l'abilità di Efesto (Iliade, XVIII, 503 e ss.) e la sapienza di Atena.

Da queste citazioni si intuisce il significato della parola "Techne" che esprime in greco tutto ciò che afferisce al mondo della produzione artistica, come la realizzazione di un dipinto, di una scultura o di un edificio e lo fa con un vocabolo che indica per contro tutto ciò che legato ad una logica quantitativa, che discende dall’applicazione di leggi esatte, di carattere scientifico, lontane dalla libera espressione soggettiva. È come se gli antichi Greci, che tanta parte hanno avuto nello sviluppo delle scienze esatte, Matematica e Geometria in testa, abbiano voluto dirci che anche l’arte possiede una struttura che non è arbitraria, che anche la creatività, deve farsi linguaggio, deve obbedire a regole.

Allo stesso modo l’arte generativa utilizza delle regole evolutive per lo sviluppo della creatività, della libera espressione soggettiva. Esse  si basano sulla definizione di codici capaci di generare eventi che, se da una parte, sono imprevedibili e sorprendenti, dall'altra rispecchiano fedelmente l'identità e riconoscibilità dell'idea, ne sono la naturale rappresentazione.

La metodologia utilizza il computer come strumento per l’accelerazione di questo processo; la sua velocità nell’elaborare i codici evolutivi permette di creare un numero potenzialmente infinito di risultati differenti con tratti concettuali e simbolici comuni: il progetto di specie.

Fatte queste premesse questa tesi ha il fine ambizioso di mostrare attraverso un progetto di morfogenesi (generazione e modificazione di forme) la trasversalità che l'approccio generativo sviluppa tra differenti discipline e in particolare tra  musica e architettura.

Utilizzando la metodologia sviluppata presso il Laboratorio di Progettazione Generativa tenuto dal prof. Soddu e dalla prof.ssa Colabella, attraverso l'adozione di una struttura paradigmatica di controllo delle scelte progettuali, svilupperò degli scenari musicali di specie (ovvero con tratti concettuali comuni pur conservando  differenti individualità) che, opportunamente combinati con matrici di trasformazione e procedure, genereranno uno spazio tridimensionale virtuale che metterà alla prova il paradigma stesso e la sua evoluzione.

In ultimo verrà presentato un'esemplificazione di scenario architettonico musicale. L'ausilio di un'interfaccia midi mi permetterà di sottolineare e simboleggiare i caratteri di unicità e irripetibilità  tipici di un processo di arte generativa .