AUTORITRATTO

  

"… l’immaginazione, funzione specificamente umana che permette all’uomo , e a nessun altra specie animale, di ‘informare’ (mettere in forma, modellare), di trasformare il mondo che lo circonda; l’immaginazione, unico meccanismo di fuga, unico modo di evitare l’alienazione ambientale, soprattutto sociologica…"

(Henri Laborit – ‘L’elogio della fuga’)

 

Questo pensiero riassume in breve il nostro modo di intendere la nostra futura professione. Siamo entrambe convinte che l’IMMAGINAZIONE e la CREATIVITA’ siano stimoli essenziali per innescare l’idea progettuale e che la LIBERTA’ di ideazione e di formalizzazione debba essere svincolata da canoni e modelli precostituiti onde evitare l’alienazione creativa. Ciò significa che a nessuna di noi due alletta la prospettiva di fossilizzarsi sui ‘modelli’ del passato, né tantomeno di piegarsi al pensiero di altri, per famosi o geniali che siano.

Vorremmo piuttosto crescere e stratificarci professionalmente giorno per giorno, esperienza dopo esperienza … riuscire ad assorbire il possibile dal mondo che ci circonda e poi restituirlo così come noi lo vediamo e lo sentiamo.

Sarebbe entusiasmante creare un modo tutto nostro di fare architettura o design che sia, una nostra interpretazione del pensare e dell’ideare che ci renda RICONOSCIBILI.

Riconoscibilità, ecco il concetto che maggiormente ci accomuna a questo corso di tesi, la speranza di veder emergere nel corso di questa esperienza una nostra identità ‘deviata’, ovvero che abbia una sua direzione indipendente, quindi riconoscibile ed identificabile.

Siamo convinte che infondo ciò che più conta nel mondo dei creativi sia il CONCETTO, l’IDEA e non tanto la sua realizzazione; ma per ottenere un risultato ‘altro’ è necessario pensare in forma deviata altrimenti si rischia di seguire itinerari già percorsi o di raggiungere traguardi già esplorati.

 

" … poter sentire tutto in tutte le maniere, vivere tutto da tutte le parti, essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo, realizzare in sé tutta l’umanità di tutti i momenti in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante … mi sono moltiplicato e in ogni angolo della mia anima ho messo un altare di Dio differente …"

(Pessoa)

Un altro pensiero per raccontare in breve chi siamo e a cosa aspiriamo … quali sono le costanti che sono fin ora emerse nel ‘nostro’ vivere, osservare e assorbire il mondo.

Una forte curiosità e una sempre crescente sete di conoscenza ci spingono perennemente verso tutto ciò che è nuovo, diverso, verso tutto ciò che non conosciamo ancora … e questo nostro spaziare attraverso culture, pensieri o dimensioni che siano non può che rivelarci la nostra predisposizione all’APERTURA, alla voglia di pensarci come un’accogliente insenatura, un porto dove ogni giorno barche sempre nuove e sempre diverse trovano rifugio, portano novità.

Ci lega inoltre, nonostante entrambe legate ad una facoltà di concezione prettamente tecnica, la consuetudine di affrontare l’impegno progettuale, così come la vita di tutti i giorni con un approccio d’impronta prettamente umanistica … questo giustifica la nostra esigenza di legare costantemente tutto ciò che ideiamo all’UOMO, alle sue esigenze, alle sue origini, alla sua psicologia e …

Infine l’amore e la passione per il VIAGGIO, inteso sia nella sua accezione più conosciuta che in quelle meno consuete, ci spinge a volerci rigenerare e rimettere in discussione, a confrontarci con ciò che ci circonda, a cercare la comunicazione, ad essere aperte e propense allo scambio.

Consideriamo la nostra professione, così come la vita in genere, una continua SFIDA aperta … e chiunque o qualsiasi cosa attorno a noi potrebbe rivelarsi un potenziale ‘avversario’ con cui misurarsi … TUTTO QUESTO SIAMO NOI!