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Nella maggior parte delle abitazioni del Nord la cucina diventa luogo di unità operative autonome; non più legata ad un locale specifico ma disseminata in un diverso scenario domestico, dove sono gli oggetti a recitare il ruolo principale per la definizione funzionale dello spazio. I ritmi lavorativi hanno abituato la maggior parte degli individui a pasti rapidi; almeno due al giorno sono consumati fuori casa. Le richieste che emergono fanno riferimento ad una preparazione pratica e veloce, ad un tipo ben preciso di gestualità e ad una scansione termporale di tipo diacronico (ogni componente della famiglia utilizza il tavolo di casa in tempi diversi e in modi diversi). La tavola ritorna ad essere un rito importante nelle occasioni della comunicazione affettivo-relazionale (famiglia e cerchia amicale). Il pasto ritualizzato trova posto solo quando si inscrive nel tempo libero: viene allora investito di nuovi significati e diventa una vera e propria forma di consumo culturale. Il rito del pranzo assume quindi nuove e diverse valenze, e il tavolo può modificarela suo tradizionale forma: non è più solo luogo su cui si mangia, è allo stesso tempo luogo in cui si partecipa ad altre attività grazie alla molteplicità d'uso dei diversi strumenti. Una struttura multiuso che concentra varie funzioni, tiene conto del minimo ingombro e riduce il dispendio energetico dei movimenti … che può tornare ad essere un piccolo 'palcoscenico' su cui rinnovare un rito, quello del pranzo in famiglia. |
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Nel meridione d'Italia, più che altrove, la cucina è vista come 'luogo di tregua', come il luogo della socializzazione più spontanea in cui il cibo è un rito importante, parte di una tradizione di relazioni tra persone maggiormente votate ad un consumo dei pasti lento e accomodante, che riflette il ritmo vitale degli abitanti di questa area geografica. All'interno di questi spazi, la relazione tra conservazione, preparazione e consumo del cibo fa sì che si possa parlare di tradizione, dato che gli aspetti creativi, così come quelli comunicativi diventano fondamentali. Sono diversi i motivi che spingono una famiglia a coltivare il rituale dello stare a tavola: ci sono ragioni di economia (preparare un pasto contemporaneamente per più persone), ma è più spesso il momento dell'informazione (scambio di notizie tra i vari componenti della famiglia) che li porta ad eleggere il momento del pranzo come 'tempo dell'incontro'. Una pratica che supera spesso la dimensione del nucleo familiare per acquistare di volta in volta nuove componenti. Le richieste fanno riferimento soprattutto al forte senso della convivialità e al rituale dello stare a tavola e del consumare i pasti; si inseriscono inoltre la realtà della preparazione casereccia di vari prodotti, quindi l'uso del tavolo come piano di lavoro e … infine la predisposizione prettamente meridionale alla giovialità collettiva da cui deriva il rinnovato culto dell'ospitalità. |
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