L'uso della prospettiva e dell'illusione ottica hanno reso possibile una visione più globale dell'opera, facendola apparire in modo diverso dalla realtà. Secondo noi questi processi hanno contribuito si a una nuova visione dell'insieme ma , ci fanno pensare, come queste stesse siano limitative in quanto non possono farci toccare con mano ciò che non esiste. Questa limitazione ci appare più evidente quando andiamo ad analizzare accuratamente le parti dell'opera permettendoci di capire che si tratta esclusivamente di una alterazione della realtà.Ingannando i nostri sensi, non siamo in grado di esprimere il nostro immaginario cioè, siamo influenzati nel vedere, riconoscere ciò che l'artista, in modo ingannevole ci vuole far percepire ma che non corrisponde alla realtà tangibile. In definitiva per noi, queste prospettive, illusioni ci conducono a una realtà che inganna i nostri sensi e che quindi riteniamo una limitazione per l'uomo alle soglie del 2000. Nel nostro lungo percorso d'apprendimento abbiamo appurato che l'uomo in diversi secoli e con diversi strumenti, ha sempre cercato di modificare la realtà visiva aumentando i limiti della percezione e della riconoscibilità degli oggetti in architettura, nelle arti figurative. Tutti questi espedienti ci hanno portato a un livello sofisticato di rappresentazione della Semi-realtà. Semi-realtà in quanto si tratta di ingannare i nostri sensi illudendo il nostro apparato di percezione e quindi il nostro cervello.