
Studente: Spano Giovanni Antonio
Matricola 169968
Tuttavia si tratta di una crescita non armonica
volta soltanto ad alcuni settori produttivi e di servizio prevalentemente legati al
turismo, altri vengono trascurati rimanendo arretrati o addirittura scoperti.
Queste carenze, unitamente all'assenza di una razionalità organizzativa dello spazio
territoriale e urbano, impediscono in primo luogo la composizione di una nuova immagine
culturale della città e, conseguentemente, l'acquisizione di una effettiva centralità
nella regione territoriale che gravita attorno ad essa.
La mancanza di un disegno unitario ha provocato una serie di sovrapposizioni e conflitti
tra le differenti esigenze organizzative dello spazio utile: esso ha raggiunto un tale
livello di saturazione e di compromissione da rendere non più dilazionabile una
sostanziale revisione dei metodi di gestione.
Questa tesi parte da queste considerazioni per
creare un programma di sviluppo sostenibile della città, con particolare interesse per
l'area del porto romano dove le problematiche esposte vengono particolarmente evidenziate.
Scopo della tesi è quello di creare una nuova dimensione della città riferita al porto
romano, come luogo di interesse naturalistico e dalla particolare quanto significativa
stratificazione storica a cui la struttura complessiva dell'insediamento si recapita. Una
attenta configurazione dell'area diviene pertanto il supporto di un sistema localizzativo
di servizi qualitativi per l'intera città di Olbia.
La tesi si articola, quindi, su diversi punti: una fase
preliminare di studio sull'evoluzione storica della città, una approfondita e sistematica
conoscenza delle risorse territoriali nelle sue componenti naturali, storiche ed in
particolare antropologiche , queste ultime analizzate anche attraverso lo sviluppo di
tematiche riguardanti la cultura materiale, con particolare attenzione ai fenomeni
infrastrutturali, agli oggetti concreti, ai materiali, ecc.
Una seconda fase progettuale, in cui viene presa in considerazione l'area del porto romano
come occasione per una riqualificazione a più ampia scala, quindi il progetto di un
padiglione espositivo attraverso un approccio compositivo complesso, legato alla
contrapposizione del concetto di autosimilarità a quello di autoidentità, creando da
questa contrapposizione una struttura ricorsiva-autosimilare, caratterizzata all'interno
del processo compositivo dalla negazione del concetto di antropocentrismo. Gli strumenti
per lo sviluppo del progetto sono alcuni procedimenti evolutivi cardine dell'architettura
decostruttivista come lo scaling, il folding e il graft.
Alcune tematiche sviluppate all'interno della tesi prendono in considerazione le
tecnologie avanzate e le loro implicazioni sulla vita e sulla cultura del nostro tempo. In
particolare la Realtà virtuale che assume proprio nell'architettura, ma in generale
nell'immaginario collettivo, un ruolo fondamentale coinvolgendo totalmente l'utente in una
realtà illusoria dove l'architettura è protagonista.
Uno degli scopi di questa tesi è proprio quello di analizzare ed utilizzare strumenti per
il controllo di questa "realtà". Un'architettura autoreferenziata, dove lo
scopo della realtà virtuale è sia quello di ottenere un controllo del progetto per una
futura materializzazione, sia quello di creare spazi virtuali totalmente
"vivibili". Le sperimentazioni sulla realtà virtuale sono tali da metterci in
contatto visivamente con uno spazio, e di farci al contempo percepire in modo diverso il
nostro corpo e quindi di portarci a profonde riflessioni sul rapporto che esiste tra il
nostro corpo e la totalità delle percezioni spaziali.
La possibilità di abitare mondi virtuali, reali e non reali allo stesso tempo, e di
assumere un aspetto diverso da quello usuale, ha trasformato una volta di più i nostri
canoni estetici, la nostra percezione del bello al di là dei giudizi che esprimiamo e dei
modelli che in apparenza coltiviamo. Le tecnologie virtuali, interattive, multimediali,
hanno cambiato naturalmente il nostro modo di vivere, di pensare, di vedere il mondo, di
considerare essenziali certe cose e accessorie certe altre.
La realtà virtuale come attitudine naturale, ma anche nelle sue forme più strutturate e
finalizzate, rispecchia i complessi meccanismi mediante i quali le società elaborano e
trasmettono i propri modi di organizzare il mondo.
Il progetto è considerato occasione ideale per esplorare le possibilità concrete di una
architettura modificante, teorizzata come attività testuale cioè come risultato di un
processo di trasformazione storica.