Diario di viaggio
        E' iniziato tutto nell'ottobre del 1997.Eravamo alla ricerca di una tesi, di qualcuno che ci ascoltasse e di un argomento interessante. Nel nostro viaggiare siamo capitate, come per magia, nel posto giusto al momento giusto dove siamo state ascoltate e, soprattutto, dove noi abbiamo cominciato ad ascoltare per capire il nuovo linguaggio, il nuovo metodo a noi fino ad allora sconosciuto.
Il viaggio, sin dall'inizio è risultato essere pieno di domande, di incertezze, di imprevisti, di cadute e di risalite.
        La prima tappa che abbiamo dovuto affrontare è stata la scelta dell'occasione. L'idea del teatro era nell'aria già da un pò di tempo, il fatto che poi fosse itinerante è stata una conseguenza. Ci piaceva l'idea di un teatro che, girando per il mondo, per le città e le campagne si avvicinasse alle persone, invitandole ad entrare, a curiosare, a sperimentare, a giocare e ad ascoltare. Un teatro itinerante proprio come il teatro di Mangiafoco nel libro di Collodi:

"...Mentre tutto commosso diceva così, gli parve di sentire in lontananza una musica di pifferi e di colpi di grancassa : pì-pì-pì-,pì-pì-pì, zum-zum-zum.
Si fermò e stette in ascolto. Quei suoni venivano di fondo a una lunghissima strada traversa, che conduceva ad un piccolo paesetto fabbricato sulla spiaggia del mare... Quand'ecco che si trovò in mezzo ad una piazza tutta piena di gente, la quale si affollava intorno ad un gran baraccone di legno e di tela dipinto di mille colori..."

C.Collodi "Pinocchio"
 
 Un teatro itinerante, dicevamo che porti in giro la magia del raccontare storie,che sia un luogo di incontro, che si muova nella piazza, nel parco, nella periferia del paese, della città, della metropoli.

"Bastano venti veicoli,sui quali trasportare tende, involucri pneumatici, schermi amplificatori, antenne, macchine elettroniche, piattaforme per improvvisare rappresentazioni, e tutto quel materiale che puà servire a spettacoli informali. Si arriva, si coinvolge il pubblico eccitandone la fantasia, chiamandolo a collaborare come autore, promotore e attore di eventi imprevisti. In poche ore l'ambiente muta: nasce una città elettrizzante e, specie di notte, travolgente...Il nostro tentativo consiste nell'immaginare un circo ambulante che abbia l'intensità di una città, ma non le sue dimensioni e la sua stabilità..."

R. De Fusco "Storia dell'architettura contemporanea"
 
Con il termine "teatro itinerante" intendiamo un sistema spaziale complesso e articolato, che si presenti agli uomini che lo incontrano come un viaggio da vivere intensamente.

"...il metodo di messinscena usato nella rappresentazione dei misteri: l'allestimento di mansion che raffiguravano località diverse insieme con l'uso di una platea aperta, o spiazzo, utilizzato da attori e spettatori in ugual misura. Queste mansion potevano essere disposte su una fila di fronte al pubblico, o sistemate in forma semicircolare, o organizzate a formare un circolo completo, o sparpagliate nella piazza del mercato, o anche costruiti su carri e trascinate da un luogo all'altro."

A. Nicoll, "Lo spazio scenico"
 
        Ma come dicevamo, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di ascoltare, di leggere e di confrontarci tra noi.
Il nuovo metodo, le nuove parole le abbiamo capite piano piano: paradigma, catalizzatore, adduzioni, suonavano strane, difficili, ma poi capite, fatte nostre. E poi scoprire cose nuove, pensieri diversi, e sentirsi dire che ognuno di noi, deve costruire una propria identità e riconoscibilità di progettista di architetto:

"Il progetto dell'ambiente nel quale viviamo. Un naturale-artificiale che ognuno di noi tenta di forgiare tracciando sull'esistente un modello di mondo possibile, dando forma ai propri pensieri e desideri."

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
Per incrementare la nostra riconoscibilità di progettista, per costruire la nostra identità abbiamo dovuto definire i nostri obiettivi. Obiettivi che si avvicinano alla nostra idea di architettura e che raccontano noi stesse. Quindi la tappa successiva del nostro viaggiare è stata quella di cercare di capirci, di guardare dentro e fuori di noi, di trovare e riscoprire le cose che più ci piacevano, ci interessavano, di andare a vedere i nostri schizzi, le foto, le riviste, i libri ricercando una nostra idea di bellezza, una nostra idea di architettura.

"Un'inseguire i propri immaginari, che si sviluppano con la casualità ed imprevedibilità del pensiero soggettivo".

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
            Abbiamo quindi  individuato degli obiettivi vicini a noi, al nostro modo di essere: movimento, interazione, scoperta; sono azioni che presuppongono una mobilità, un coinvolgimento dell'individuo-spettatore. Scoperta di come arrivare a conoscere, muovere come mettere in azione e interagire, come agire reciprocamente: tre obiettivi che dipendono uno dall'altro e fanno si che l'uomo, che fruisce delle nostre diverse occasioni progettuali, abbia libertà di movimento e fruizione dell'evento. L'individuo si trasformerà da spettatore dell'evento a viaggiatore all'interno di esso.

"...subito prima dell'alba e subito dopo il tramonto - brevi istanti nè giorno nè notte - le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo a loro volta un'arcana tonalità blu. E' l'ora in cui le strade blu hanno un fascino intenso, e sono aperte, invitanti, enigmatiche: uno spazio dove l'uomo può perdersi."

W.Least Heat Moon "Strade blu"
 
Nel nostro continuo viaggiare, cercare e pensare abbiamo scoperto altri obiettivi che raccontano di noi. Obiettivi legati tra di loro: stimolanti, colore e forma.

"Colore è  vita, poichè un mondo senza colore sarebba un mondo senza vita. i colori sono idee primordiali, generate dall'incolore luce originaria e dal suo contrario, l'oscurità senza tinta. Come la fiamma produce la luce, la luce genera i colori. I colori sono creature della luce e la luce è la madre dei colori... Come il suono dà un vivo senso di colore alla parola pronunziata, il colore dona alla forma una musicalità intensamente spiritualizzata... Come i colori anche le singole forme hanno specifici valori espressivi che sono di natura sensibili e concettuale a un tempo.
In un'opera d'arte i caratteri espressivi della forma e del colore dovrebbero essere come sincronizzati, cioè gli effetti formali e quelli formali dovrebbero potenziarsi reciprocamente."

J.Itten "Arte del colore"
 
Attraverso il legame, "forma e colore", vogliamo che il viaggio dell'uomo all'interno delle nostre occasioni progettuali diventi stimolante. Il viaggiatore avrà sensazioni, stimoli ed emozioni diverse e forti.

"Impressioni diverse per persone diverse, dicono, ed è esatto. Così se vi dico estate, voi ricevete un insieme di immagini private, personali, che sono completamente differenti dalle mie. Regolare. Ma per me, estate significherà per sempre correre lungo la strada verso il Florida Market con le monete che mi risuonano in tasca, la temperatura allegramente oltre i quaranta, i piedi nelle scarpe da tennis. La parola mi evoca l'immagine delle rotaie della ferrovia GS & WM che corre verso un punto di fuga in lontananza, così bianche luccicanti sotto il sole che quando chiudi gli occhi le vedi ancora lì nel buio, solo blu invece che bianche."

S. King " Stagioni diverse"
 
Trovati o forse riscoperti i nostri obiettivi, che intendiamo raggiungere all'interno delle nostre occasioni e che definiscono la nostra identità di progettista, abbiamo costruito un nostro immaginario di riferimento che, ovviamente racconta il nostro modo di essere.

"L'uomo infatti possiede la capacità di immaginare, tracciare e vivere con il pensiero, mondi assolutamente inventati, inesistenti nella realtà ma virtualmente possibili, desiderabili oppure detestabili. Quando l'uomo è davanti a una scelta non opera analiticamente, ma immagina uno, o più mondi virtuali. Opta per quello più desiderabile ed in base a questa opzione sceglie fra le varie alternative contingenti quella che appare in sintonia, e quindi più direttamente più utilizzabile per avvicinarsi a questo mondo virtuale... La scelta attuata deriva comunque direttamente dalla ricerca di sintonia con l'immagine mentale del mondo virtuale che egli, o chi per lui ha potuto e saputo immaginare.
Ma l'immaginario di riferimento è in perenne evoluzione. Ed in evoluzione dovrebbero essere, nei progettisti, gli scenari virtuali di ambienti fatti ad immagine dell'uomo, i mondi possibili ai quali riferirsi."

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
        Arrivate a questo punto del viaggio, abbiamo aperto il nostro zaino e tirato fuori tutte le immagine raccolte fino ad allora. Le abbiamo guardate e riguardate cercando di capire quali effettivamente raccontassero di noi. Il nostro zaino, durante il viaggio non ha mai smesso di riempirsi; la raccolta di immagini, di frasi e di disegni è continuata e continua anche adesso. Molte di quelle figure si sono perse, forse perchè non erano veramente nostre, altre sono diventate parte integrante del nostro viaggiare.
(E' difficile dover raccontare una cosa che è in continua evoluzione; che è in continuo movimento, perchè appena la scrivi su un foglio, è come bloccarla, è come negare il cambiamento.)
Immagini che non ci hanno mai lasciato, sono quelle più vicine a noi, al nostro modo di essere, sono quelle che più ci divertono e che più ci fanno immaginare; le abbiamo divise in gruppi a seconda degli obiettivi alle quali rispondono:

MOVIMENTO

" In quel mentre scorsero trenta o quranta mulini a vento che si trovavano in quella pianura, e appena Don Chiscotte li vide, disse al suo scudiero"...guarda, amico Sancio, ecco là una trentina, o poco più, di giganti smisurati con cui mi propongo di venire a battaglia e di ucciderli tutti""Badi bene sa"rispose Sancio "che quelli là non sono giganti, ma mulini a vento, e quelle che paion braccia, sono le ali, che mosse dal vento fanno andar la macina"...
Essendosi nel frattempo levato un pò di vento, le grandi ali cominciarono a muoversi, e Don Chisciotte, visto ciò:"Anche se muoveste più braccia che il gigante Briareo" disse " me la pagherete".

M. Cervantes "Don Chisciotte de la Mancia"
 
SPOSTAMENTO

"Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m' assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho cinquantotto sarà  forse la vecchiaia a giovarmi. Nulla ha funzionato. Quattro rauchi fischi della sirena d'una nave continuano a farmi rizzare il pelo sul collo, e mettermi i piedi in movimento. Il rumore di un aereo a reazione, un motore che si scalda, persino uno sbatter di zoccoli sul selciato suscitano l'antico brivido la bocca secca, le mani roventi, lo stomaco in agitazione sotto la gabbia delle costole. In altre parole, non miglioro. Vagabondo ero, vagabondo resto. Temo che la malattia sia incurabile. Metto giù questa roba non per istruire gli altri ma per informare me stesso".

J. Steinbeck "Viaggio con Charlie"
ARCHITETTURA FANTASTICA

"Tutti erano fermi in ammirazione della città di Amarganta che si stendeva davanti a loro , scintillante in pieno sole. Il  bosco era su un' altura e da lì si godeva una splendida vista su un grande lago di un bell' azzurro quasi violetto, attorniato da ogni lato da colline boscose. E in mezzo a questo lago sorgeva Amarganta, la città d' argento. Tutte le costruzioni posavano su imbarcazioni, i grandi palazzi su larghe  chiatte, le case più piccole su barche e battelli. E ogni casa come ogni imbarcazione, era in puro argento,finemente cesellato e lavorato ad arte. Le porte e le finestre dei palazzi e delle case, le torrette e i balconi erano di lievissima filigrana e di così squisita fattura che in tutta Fantasia non se ne poteva trovare l'uguale."

M.Ende "La storia infinita"
 
ARMONIA

"Fallingwater è una grande benedizione fra quelle che si possono ricevere qui sulla terra. Penso che niente abbia mai uguagliato il coordinamento, l'espressione empatica del grande principio di serenità in cui foresta, torrente, roccia e tutti gli elementi della costruzione formano una associzione così quieta che veramente, se vi mettete in ascolto, non percepite alcun rumore, nonostante vi sia la musica del torrente. Ma si ascolta Falllingwater così come si ascolta la quiete della campagna".

F.L.Wright
 
COLORE

"La sabbia azzurro chiaro si ammassava in dune azzurre, quella verde in colline verdi e quella viola in montagne viola. Perelun si dissolveva così per diventare un deserto, ma quale deserto!
Bastiano si era arrampicato su una duna rosso porporino e intorno a sè non vedeva che colline e colline a perdita d'occhio, di tutti i colori immaginabili. Ogni altura infatti aveva una sua particolare tonalità, che non si ritrovava in nessun'altra. La più vicina era di un bel blu cobalto, la seguente giallo zafferano, dietro ne luccicava un'altra rosso carminio, e poi ancora altre colore indaco, verde mela, azzurro cielo, arancione, rosa pesca, malva, turchese, lilla, verde muschio, rosso rubino, ocra, giallo indiano, rosso cinabro e blu lapislazzulo. E così sempre di seguito, una dopo l'altra, da un'estremità  all'altra dell'orizzonte, fino a dove arrivava lo sguardo. Ruscelli di sabbia d'oro  e d'argento scorrevano fra le colline e dividevano i colori gli uni dagli altri".

M.Ende "La storia infinita"
 
INTERAZIONE

"Cosimo era sull'elce. I rami si sbracciavano, alti ponti sopra la terra. Tirava un lieve vento; c'era il sole. Il sole era tra le foglie, e noi per vedere Cosimo dovevamo farci schermo con la mano. Cosimo guardava il mondo dall'albero: ogni cosa, vista di lassù, era diversa, e questo era già un divertimento. Il viale aveva tutt'un'altra prospettiva, e le aiuole, le ortensie, le camelie, il tavolino di ferro per prendere il caffè in giardino".

I.Calvino "Il barone rampante"
 
        In un viaggio a volte ci si può perdere, sbagliare strada o trovarsi in una zona che non ti porta da nessuna parte, è comunque un'esperienza da fare, che poi ti potrà servire.

        "Come possiamo innescare una progettazione?
Teoricamente dobbiamo porre qualcosa, nel nostro sistema in equilibrio, capace di scatenare un processo in trasformazione... Nei racconti che i progettisti fanno del loro momento di innesco del progetto, del loro personale Big Ben che da inizio al tempo del progettare, si evince che il catalizzatore può essere qualunque occasione, purchè capace di stimolare la formalizzazione delle richieste... Quasi sempre esso è utile solo all'innesco e/o come stimolo al perdurare della trasformazione, ma solitamente non compare come componente dei risultati. In altre parole le forme che questo catalizzatore stimola non devono necessariamente essere conservate nel progetto. Possono essere solamente delle forme di transizione e, come tali, accettabili anche se non specificatamente pertinenti al risultato che si vuole raggiungere...L'importante, per tutti, è avviare il progetto, attivare la dinamica evolutiva della forma in modo da trovarsi, finalmente, all'interno del campo specifico del progettare."

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
La direzione giusta, l'innesco della reazione, l'"evento" che ci ha permesso di andare avanti e di costruire una prima struttura organizzativa è stato il libro:"Attraverso lo specchio" di L.Carroll, in cui viene raccontato il viaggio di Alice nel mondo dello specchio, un viaggio che si trasforma in una partita a scacchi, una partita che Alice vuole vincere per diventare regina.
Il viaggio come gioco, come avventura, come incontro, come emozioni, come coinvolgimento, come quello che noi vogliamo succeda ai nostri viaggiatori all'interno del nostro evento appena superato lo specchio.
L'obiettivo del viaggio di Alice era quello di diventare regina; la nostra ipotesi è quella di proporre allo spettatore: "proporgli un'immagine che lo scuota alle fondamenta nel suo organismo e segni su di lui un'impronta incancellabile" (A.Artuad)
Sin dall'inizio, dall'avvicinamento allo specchio, lo spettatore verrà coinvolto in prima persona: vedrà lo spettacolo, lo sentirà, lo odorerà, lo toccherà e diventerà parte di esso.
"Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi." (A.Artuad)
        Dalla scacchiera di Alice ad una tartaruga, un piccolo disegno venuto fuori dal racconto, e dal momento che qualsiasi cosa può essere lo strumento che ci fà costruire una prima struttura organizzativa, la tartaruga ha innescato il progetto e il viaggio è iniziato.

"Il primo paradigma indiziario che, per sua natura, è tanto più efficace quanto più è aperto e non assiomatico, in altri termini, è disponibile ad incrementare la propria complessità."

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
Per organizzarela struttura del possibile, la struttura di dinamizzazione progettuale abbiamo stratificato diversi riferimenti: una frase dal libro di Alice, la tartaruga e la pianta di Stonehenge.

"Primo fra tutti il fatto di utilizzare un paradigma indiziario, o meglio una serie di paradigmi indiziari successivi che segneranno l'evoluzione del progetto attraverso momenti di sviluppo lineare e, alternativamente, momenti di salto"

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
Da ognuno di questi riferimenti abbiamo individuato delle regole di procedura diverse: "IL paradigma indiziario è un ipotesi soggettiva di organizzazione non solo degli elementi/richieste esistenti, ma soprattutto di quelle a venire, ancora sconosciuti ed imperscrutabili.
In pratica, gli strumenti di controllo propri di un paradigma indiziario dovrebbero limitarsi al controllo di come procedere, come aggregare eventi, come trasformare possibilità e forme e non avere insite strutture che contengono giàuna risposta organizzata"
C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
 
        A questo punto del nostro viaggiare, avendo individuato delle regole di procedura, avendo definito delle modalità di come procedere, dobbiamo costruire una struttura gerarchica, che ci dica come aggragare i diversi eventi. Eventi fino ad ora sconosciuti.
La sovrapposizione della figura della tartaruga e della pianta di Stonehenge con le tre regole da noi individuate ci ha fornito delle indicazioni per quanto riguarda la sequenza degli eventi, il loro ruolo e la loro dislocazione. Ogni evento deve rispondere a diversi obiettivi e di conseguenza, ogni evento ha un campo di possibili adduzioni che ci servono sia ad identificare delle procedure che corrispondano alla nostra identità sia definire delle matrici intercambiabili.
        L'individuazione degli eventi a generato una matrice organizzativa che ci ha dato una regola sulla disposizione degli eventi stessi:                     Catalizzatore, paradigma indiziario, paradigma organizzativo, eventi, obiettivi, adduzioni, matrici intercambiabili, le parole prima sconosciute ora sono parte di noi e del nostro modo di progettare e cioè del nostro modo di essere.
Il metaprogetto del teatro itinerante stava prendendo corpo. Le adduzioni davano idee, forme; i dubbi, le incertezze ci facevano spaventare, domandare. Tutto questo nella consapevolezza che:
"La forma finale è solamente un evento, fra gli altri che sarebbero stati possibili, collocato univocamente nello spazio ed in un punto del tempo"
C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi
 
        Il viaggio ora ha un'altra occasione di sviluppo del progetto: il contesto ambientale.

"Il contesto di riferimento si trova infatti, inequivocabilmente, in una situazione dinamica  di crescita. Edinnescando il nostro progetto dovremmo, per così dire, prendere al volo il treno già in movimento dell'ambiente di riferimento...Il progetto che cresce e l'ambiente/contesto che si evolve ssono due storie parallele che, oltre al fatto di essere intimamente connesse e interdipendenti, sono anche, strutturalmente, molto simili."

C.Soddu, E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi
Il nostro teatro può trovarsi in qualsiasi parte nel mondo, in qualsiasi paese, in qualsiasi città.

"Accompagnato solo da un piccolo ragno grigio a spasso sul cruscotto (uccidi un ragno e pioverà), mi infilai nella via, girai l'angolo e, passato l'incrocio e il ponte, arrivai sulla strada. La mia rotta prevedeva di toccare quei piccoli centri che, quando va bene, sono segnati sulle carte stradali solo perchè al cartografo è rimasto uno spazio vuoto da riempire: Remote, Oregon; Simplicity,  Virginia; New Freedom, Pennsylvania; New Hope, Tennesse; Why, Arizona; Whynot,Missisipi; Igo, California. A tutti i paesini: eccomi , sto arrivando."

W.Least Heat Moon "Strade blu"
Il teatro incrementerà alcuni aspetti dell'identità dell'ambiente stesso e ne verrà lui stesso influenzato.

"Anche la forma di una città cambia e si trasforma nel tempo, molte volte anche rapidamente. Ma ogni città, Venezia come New York, Roma come Firenze, mantengono la propria riconoscibilità, una propria identità e unicità"

C.Soddu "Città Aleatorie"
 Abbiamo prodotto degli scenari in tre realtà completamente diverse, tre città con forme, rumori colori e sensazioni differenti:     Con la produzione degliscenari nelle tre città in giro per il mondo il nostro viaggio sembra giunto al termine. Ma non è del tutto vero, il nostro zaino continua a riempirsi di immagini, le nostre mani continuano a disegnare, a scrivere, le nostre teste continuano a pensare, immaginare, sognare. Alla fine di tutto ci si rende conto che il viaggio non avrà mai fine e che cambierà l'occasione ma il nostro progetto continuerà.