Diario
di viaggio
E' iniziato tutto nell'ottobre del 1997.Eravamo alla ricerca di una tesi,
di qualcuno che ci ascoltasse e di un argomento interessante. Nel nostro
viaggiare siamo capitate, come per magia, nel posto giusto al momento giusto
dove siamo state ascoltate e, soprattutto, dove noi abbiamo cominciato
ad ascoltare per capire il nuovo linguaggio, il nuovo metodo a noi fino
ad allora sconosciuto.
Il viaggio, sin dall'inizio
è risultato essere pieno di domande, di incertezze, di imprevisti,
di cadute e di risalite.
La prima tappa che abbiamo dovuto affrontare è stata la scelta dell'occasione.
L'idea del teatro era nell'aria già da un pò di tempo, il
fatto che poi fosse itinerante è stata una conseguenza. Ci piaceva
l'idea di un teatro che, girando per il mondo, per le città e le
campagne si avvicinasse alle persone, invitandole ad entrare, a curiosare,
a sperimentare, a giocare e ad ascoltare. Un teatro itinerante proprio
come il teatro di Mangiafoco nel libro di Collodi:
"...Mentre tutto commosso
diceva così, gli parve di sentire in lontananza una musica di pifferi
e di colpi di grancassa : pì-pì-pì-,pì-pì-pì,
zum-zum-zum.
Si fermò e
stette in ascolto. Quei suoni venivano di fondo a una lunghissima strada
traversa, che conduceva ad un piccolo paesetto fabbricato sulla spiaggia
del mare... Quand'ecco che si trovò in mezzo ad una piazza tutta
piena di gente, la quale si affollava intorno ad un gran baraccone di legno
e di tela dipinto di mille colori..."
C.Collodi
"Pinocchio"
Un teatro itinerante,
dicevamo che porti in giro la magia del raccontare storie,che sia un luogo
di incontro, che si muova nella piazza, nel parco, nella periferia del
paese, della città, della metropoli.
"Bastano venti veicoli,sui
quali trasportare tende, involucri pneumatici, schermi amplificatori, antenne,
macchine elettroniche, piattaforme per improvvisare rappresentazioni, e
tutto quel materiale che puà servire a spettacoli informali. Si
arriva, si coinvolge il pubblico eccitandone la fantasia, chiamandolo a
collaborare come autore, promotore e attore di eventi imprevisti. In poche
ore l'ambiente muta: nasce una città elettrizzante e, specie di
notte, travolgente...Il nostro tentativo consiste nell'immaginare un circo
ambulante che abbia l'intensità di una città, ma non le sue
dimensioni e la sua stabilità..."
R. De
Fusco "Storia dell'architettura contemporanea"
Con il termine "teatro
itinerante" intendiamo un sistema spaziale complesso e articolato, che
si presenti agli uomini che lo incontrano come un viaggio da vivere intensamente.
"...il metodo di messinscena
usato nella rappresentazione dei misteri: l'allestimento di mansion
che raffiguravano località diverse insieme con l'uso di una platea
aperta, o spiazzo, utilizzato da attori e spettatori in ugual misura. Queste
mansion potevano essere disposte su una fila di fronte al pubblico,
o sistemate in forma semicircolare, o organizzate a formare un circolo
completo, o sparpagliate nella piazza del mercato, o anche costruiti su
carri e trascinate da un luogo all'altro."
A. Nicoll,
"Lo spazio scenico"
Ma come dicevamo, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella
di ascoltare, di leggere e di confrontarci tra noi.
Il nuovo metodo, le
nuove parole le abbiamo capite piano piano: paradigma, catalizzatore, adduzioni,
suonavano strane, difficili, ma poi capite, fatte nostre. E poi scoprire
cose nuove, pensieri diversi, e sentirsi dire che ognuno di noi, deve costruire
una propria identità e riconoscibilità di progettista di
architetto:
"Il progetto dell'ambiente
nel quale viviamo. Un naturale-artificiale che ognuno di noi tenta di forgiare
tracciando sull'esistente un modello di mondo possibile, dando forma ai
propri pensieri e desideri."
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
Per incrementare la nostra
riconoscibilità di progettista, per costruire la nostra identità
abbiamo dovuto definire i nostri obiettivi. Obiettivi che si avvicinano
alla nostra idea di architettura e che raccontano noi stesse. Quindi la
tappa successiva del nostro viaggiare è stata quella di cercare
di capirci, di guardare dentro e fuori di noi, di trovare e riscoprire
le cose che più ci piacevano, ci interessavano, di andare a vedere
i nostri schizzi, le foto, le riviste, i libri ricercando una nostra idea
di bellezza, una nostra idea di architettura.
"Un'inseguire i propri
immaginari, che si sviluppano con la casualità ed imprevedibilità
del pensiero soggettivo".
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
Abbiamo quindi individuato degli obiettivi vicini a noi, al nostro
modo di essere: movimento, interazione, scoperta; sono azioni che presuppongono
una mobilità, un coinvolgimento dell'individuo-spettatore. Scoperta
di come arrivare a conoscere, muovere come mettere in azione e interagire,
come agire reciprocamente: tre obiettivi che dipendono uno dall'altro e
fanno si che l'uomo, che fruisce delle nostre diverse occasioni progettuali,
abbia libertà di movimento e fruizione dell'evento. L'individuo
si trasformerà da spettatore dell'evento a viaggiatore all'interno
di esso.
"...subito prima dell'alba
e subito dopo il tramonto - brevi istanti nè giorno nè notte
- le vecchie strade restituiscono al cielo un poco del suo colore, assumendo
a loro volta un'arcana tonalità blu. E' l'ora in cui le strade blu
hanno un fascino intenso, e sono aperte, invitanti, enigmatiche: uno spazio
dove l'uomo può perdersi."
W.Least
Heat Moon "Strade blu"
Nel nostro continuo viaggiare,
cercare e pensare abbiamo scoperto altri obiettivi che raccontano di noi.
Obiettivi legati tra di loro: stimolanti, colore e forma.
"Colore è
vita, poichè un mondo senza colore sarebba un mondo senza vita.
i colori sono idee primordiali, generate dall'incolore luce originaria
e dal suo contrario, l'oscurità senza tinta. Come la fiamma produce
la luce, la luce genera i colori. I colori sono creature della luce e la
luce è la madre dei colori... Come il suono dà un vivo senso
di colore alla parola pronunziata, il colore dona alla forma una musicalità
intensamente spiritualizzata... Come i colori anche le singole forme hanno
specifici valori espressivi che sono di natura sensibili e concettuale
a un tempo.
In un'opera d'arte
i caratteri espressivi della forma e del colore dovrebbero essere come
sincronizzati, cioè gli effetti formali e quelli formali dovrebbero
potenziarsi reciprocamente."
J.Itten
"Arte del colore"
Attraverso il legame,
"forma e colore", vogliamo che il viaggio dell'uomo all'interno delle nostre
occasioni progettuali diventi stimolante. Il viaggiatore avrà sensazioni,
stimoli ed emozioni diverse e forti.
"Impressioni diverse
per persone diverse, dicono, ed è esatto. Così se vi dico
estate, voi ricevete un insieme di immagini private, personali, che sono
completamente differenti dalle mie. Regolare. Ma per me, estate significherà
per sempre correre lungo la strada verso il Florida Market con le monete
che mi risuonano in tasca, la temperatura allegramente oltre i quaranta,
i piedi nelle scarpe da tennis. La parola mi evoca l'immagine delle rotaie
della ferrovia GS & WM che corre verso un punto di fuga in lontananza,
così bianche luccicanti sotto il sole che quando chiudi gli occhi
le vedi ancora lì nel buio, solo blu invece che bianche."
S. King
" Stagioni diverse"
Trovati o forse riscoperti
i nostri obiettivi, che intendiamo raggiungere all'interno delle nostre
occasioni e che definiscono la nostra identità di progettista, abbiamo
costruito un nostro immaginario di riferimento che, ovviamente racconta
il nostro modo di essere.
"L'uomo infatti possiede
la capacità di immaginare, tracciare e vivere con il pensiero, mondi
assolutamente inventati, inesistenti nella realtà ma virtualmente
possibili, desiderabili oppure detestabili. Quando l'uomo è davanti
a una scelta non opera analiticamente, ma immagina uno, o più mondi
virtuali. Opta per quello più desiderabile ed in base a questa opzione
sceglie fra le varie alternative contingenti quella che appare in sintonia,
e quindi più direttamente più utilizzabile per avvicinarsi
a questo mondo virtuale... La scelta attuata deriva comunque direttamente
dalla ricerca di sintonia con l'immagine mentale del mondo virtuale che
egli, o chi per lui ha potuto e saputo immaginare.
Ma l'immaginario di
riferimento è in perenne evoluzione. Ed in evoluzione dovrebbero
essere, nei progettisti, gli scenari virtuali di ambienti fatti ad immagine
dell'uomo, i mondi possibili ai quali riferirsi."
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
Arrivate a questo punto del viaggio,
abbiamo aperto il nostro zaino e tirato fuori tutte le immagine raccolte
fino ad allora. Le abbiamo guardate e riguardate cercando di capire quali
effettivamente raccontassero di noi. Il nostro zaino, durante il viaggio
non ha mai smesso di riempirsi; la raccolta di immagini, di frasi e di
disegni è continuata e continua anche adesso. Molte di quelle figure
si sono perse, forse perchè non erano veramente nostre, altre sono
diventate parte integrante del nostro viaggiare.
(E' difficile dover
raccontare una cosa che è in continua evoluzione; che è in
continuo movimento, perchè appena la scrivi su un foglio, è
come bloccarla, è come negare il cambiamento.)
Immagini che non ci
hanno mai lasciato, sono quelle più vicine a noi, al nostro modo
di essere, sono quelle che più ci divertono e che più ci
fanno immaginare; le abbiamo divise in gruppi a seconda degli obiettivi
alle quali rispondono:
MOVIMENTO
" In quel mentre scorsero
trenta o quranta mulini a vento che si trovavano in quella pianura, e appena
Don Chiscotte li vide, disse al suo scudiero"...guarda, amico Sancio, ecco
là una trentina, o poco più, di giganti smisurati con cui
mi propongo di venire a battaglia e di ucciderli tutti""Badi bene sa"rispose
Sancio "che quelli là non sono giganti, ma mulini a vento, e quelle
che paion braccia, sono le ali, che mosse dal vento fanno andar la macina"...
Essendosi nel frattempo
levato un pò di vento, le grandi ali cominciarono a muoversi, e
Don Chisciotte, visto ciò:"Anche se muoveste più braccia
che il gigante Briareo" disse " me la pagherete".
M. Cervantes
"Don Chisciotte de la Mancia"
SPOSTAMENTO
"Quando ero giovane
e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura
m' assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando
gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta.
Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata
avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho cinquantotto sarà
forse la vecchiaia a giovarmi. Nulla ha funzionato. Quattro rauchi fischi
della sirena d'una nave continuano a farmi rizzare il pelo sul collo, e
mettermi i piedi in movimento. Il rumore di un aereo a reazione, un motore
che si scalda, persino uno sbatter di zoccoli sul selciato suscitano l'antico
brivido la bocca secca, le mani roventi, lo stomaco in agitazione sotto
la gabbia delle costole. In altre parole, non miglioro. Vagabondo ero,
vagabondo resto. Temo che la malattia sia incurabile. Metto giù
questa roba non per istruire gli altri ma per informare me stesso".
J. Steinbeck
"Viaggio con Charlie"
ARCHITETTURA FANTASTICA
"Tutti erano fermi
in ammirazione della città di Amarganta che si stendeva davanti
a loro , scintillante in pieno sole. Il bosco era su un' altura e
da lì si godeva una splendida vista su un grande lago di un bell'
azzurro quasi violetto, attorniato da ogni lato da colline boscose. E in
mezzo a questo lago sorgeva Amarganta, la città d' argento. Tutte
le costruzioni posavano su imbarcazioni, i grandi palazzi su larghe
chiatte, le case più piccole su barche e battelli. E ogni casa come
ogni imbarcazione, era in puro argento,finemente cesellato e lavorato ad
arte. Le porte e le finestre dei palazzi e delle case, le torrette e i
balconi erano di lievissima filigrana e di così squisita fattura
che in tutta Fantasia non se ne poteva trovare l'uguale."
M.Ende
"La storia infinita"
ARMONIA
"Fallingwater è
una grande benedizione fra quelle che si possono ricevere qui sulla terra.
Penso che niente abbia mai uguagliato il coordinamento, l'espressione empatica
del grande principio di serenità in cui foresta, torrente, roccia
e tutti gli elementi della costruzione formano una associzione così
quieta che veramente, se vi mettete in ascolto, non percepite alcun rumore,
nonostante vi sia la musica del torrente. Ma si ascolta Falllingwater così
come si ascolta la quiete della campagna".
F.L.Wright
COLORE
"La sabbia azzurro
chiaro si ammassava in dune azzurre, quella verde in colline verdi e quella
viola in montagne viola. Perelun si dissolveva così per diventare
un deserto, ma quale deserto!
Bastiano si era arrampicato
su una duna rosso porporino e intorno a sè non vedeva che colline
e colline a perdita d'occhio, di tutti i colori immaginabili. Ogni altura
infatti aveva una sua particolare tonalità, che non si ritrovava
in nessun'altra. La più vicina era di un bel blu cobalto, la seguente
giallo zafferano, dietro ne luccicava un'altra rosso carminio, e poi ancora
altre colore indaco, verde mela, azzurro cielo, arancione, rosa pesca,
malva, turchese, lilla, verde muschio, rosso rubino, ocra, giallo indiano,
rosso cinabro e blu lapislazzulo. E così sempre di seguito, una
dopo l'altra, da un'estremità all'altra dell'orizzonte, fino
a dove arrivava lo sguardo. Ruscelli di sabbia d'oro e d'argento
scorrevano fra le colline e dividevano i colori gli uni dagli altri".
M.Ende
"La storia infinita"
INTERAZIONE
"Cosimo era sull'elce.
I rami si sbracciavano, alti ponti sopra la terra. Tirava un lieve vento;
c'era il sole. Il sole era tra le foglie, e noi per vedere Cosimo dovevamo
farci schermo con la mano. Cosimo guardava il mondo dall'albero: ogni cosa,
vista di lassù, era diversa, e questo era già un divertimento.
Il viale aveva tutt'un'altra prospettiva, e le aiuole, le ortensie, le
camelie, il tavolino di ferro per prendere il caffè in giardino".
I.Calvino
"Il barone rampante"
In un viaggio a volte ci si può perdere, sbagliare strada o trovarsi
in una zona che non ti porta da nessuna parte, è comunque un'esperienza
da fare, che poi ti potrà servire.
"Come possiamo innescare una progettazione?
Teoricamente dobbiamo
porre qualcosa, nel nostro sistema in equilibrio, capace di scatenare un
processo in trasformazione... Nei racconti che i progettisti fanno del
loro momento di innesco del progetto, del loro personale Big Ben che da
inizio al tempo del progettare, si evince che il catalizzatore può
essere qualunque occasione, purchè capace di stimolare la formalizzazione
delle richieste... Quasi sempre esso è utile solo all'innesco e/o
come stimolo al perdurare della trasformazione, ma solitamente non compare
come componente dei risultati. In altre parole le forme che questo catalizzatore
stimola non devono necessariamente essere conservate nel progetto. Possono
essere solamente delle forme di transizione e, come tali, accettabili anche
se non specificatamente pertinenti al risultato che si vuole raggiungere...L'importante,
per tutti, è avviare il progetto, attivare la dinamica evolutiva
della forma in modo da trovarsi, finalmente, all'interno del campo specifico
del progettare."
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
La direzione giusta, l'innesco
della reazione, l'"evento" che ci ha permesso di andare avanti e di costruire
una prima struttura organizzativa è stato il libro:"Attraverso lo
specchio" di L.Carroll, in cui viene raccontato il viaggio di Alice nel
mondo dello specchio, un viaggio che si trasforma in una partita a scacchi,
una partita che Alice vuole vincere per diventare regina.
Il viaggio come gioco,
come avventura, come incontro, come emozioni, come coinvolgimento, come
quello che noi vogliamo succeda ai nostri viaggiatori all'interno del nostro
evento appena superato lo specchio.
L'obiettivo del viaggio
di Alice era quello di diventare regina; la nostra ipotesi è quella
di proporre allo spettatore: "proporgli un'immagine che lo scuota alle
fondamenta nel suo organismo e segni su di lui un'impronta incancellabile"
(A.Artuad)
Sin dall'inizio, dall'avvicinamento
allo specchio, lo spettatore verrà coinvolto in prima persona: vedrà
lo spettacolo, lo sentirà, lo odorerà, lo toccherà
e diventerà parte di esso.
"Egli sarà
scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà
sotto i suoi occhi." (A.Artuad)
Dalla scacchiera di Alice ad una tartaruga, un piccolo disegno venuto fuori
dal racconto, e dal momento che qualsiasi cosa può essere lo strumento
che ci fà costruire una prima struttura organizzativa, la tartaruga
ha innescato il progetto e il viaggio è iniziato.
"Il primo paradigma
indiziario che, per sua natura, è tanto più efficace quanto
più è aperto e non assiomatico, in altri termini, è
disponibile ad incrementare la propria complessità."
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
Per organizzarela struttura
del possibile, la struttura di dinamizzazione progettuale abbiamo stratificato
diversi riferimenti: una frase dal libro di Alice, la tartaruga e la pianta
di Stonehenge.
"Primo fra tutti il
fatto di utilizzare un paradigma indiziario, o meglio una serie di paradigmi
indiziari successivi che segneranno l'evoluzione del progetto attraverso
momenti di sviluppo lineare e, alternativamente, momenti di salto"
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
Da ognuno di questi riferimenti
abbiamo individuato delle regole di procedura diverse:
-
temporalità:
"il passaggio dalla realtà al sogno avviene con una lunga preparazione,
il tempo perchè òa barriera dello specchio si dissovla in
una nebbia di intensa luce e l'arrivo nel mondo che è programmaticamente
dato come un mondo alla rovescia, sia dolce, morbido, inserito in una continuità
e non in una frattura" (Milli Graffi). L'inizio del viaggio, l'inizio del
sogno avviene in un tempo lungo, calmo, senza interruzioni. La temporalità
del racconto di Alice è la temporalità del viaggio all'interno
della nostra occasione progettuale.
-
concentricità:
"L'energia del mondo si muove sempre in cerchio e ogni cosa tende a girare
in tondo" (J. G. Neiharat). Il disegno del corpo della tartaruga: una serie
di cerchi concentrici, come una serie di passaggi da un luogo verso un
altro, come un avvicinarsi da uno spazio più grande a uno più
piccolo.
-
allineamento: "Si
accedeva al monumento attraverso una via fiancheggiata da Menhir che determinava
un asse orientato verso il sorgere del sole nel solstizio d'estate" (Bertelli,
Briganti, Giuliano). L'allineamento del sole con le pietre, l'allineamento
come procedura di elementi, come regola di connessione tra diversi eventi.
"IL paradigma indiziario
è un ipotesi soggettiva di organizzazione non solo degli elementi/richieste
esistenti, ma soprattutto di quelle a venire, ancora sconosciuti ed imperscrutabili.
In pratica, gli strumenti
di controllo propri di un paradigma indiziario dovrebbero limitarsi al
controllo di come procedere, come aggregare eventi, come trasformare possibilità
e forme e non avere insite strutture che contengono giàuna risposta
organizzata"
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi"
A questo punto del nostro viaggiare, avendo individuato delle regole di
procedura, avendo definito delle modalità di come procedere, dobbiamo
costruire una struttura gerarchica, che ci dica come aggragare i diversi
eventi. Eventi fino ad ora sconosciuti.
La sovrapposizione
della figura della tartaruga e della pianta di Stonehenge con le tre regole
da noi individuate ci ha fornito delle indicazioni per quanto riguarda
la sequenza degli eventi, il loro ruolo e la loro dislocazione. Ogni evento
deve rispondere a diversi obiettivi e di conseguenza, ogni evento ha un
campo di possibili adduzioni che ci servono sia ad identificare delle procedure
che corrispondano alla nostra identità sia definire delle matrici
intercambiabili.
L'individuazione degli eventi a generato una matrice organizzativa che
ci ha dato una regola sulla disposizione degli eventi stessi:
-
bocca: "Oh, Kitty, come sarebbe bello se potessimo passare attraverso
lo specchio ed entrare nella casa dello specchio! sono sicura che ci sono
delle cose bellissime là dentro! facciamo finta che ci sia un modo
per passarci attraverso, Kitty. Facciamo finta che lo specchio sia diventato
tutto come un leggero velo di nebbia, e che lo possiamo attraversare. Ma
guarda si trasforma, adesso è come se fosse una specie di brina,
te lo giuro! sarà facile passarci-" (L. Carroll "Attraverso lo specchio").
Il passaggio dalla realtà al viaggio avviene attraverso la bocca,
come lo specchio di Alice ti porta nel mondo della casa dello specchio
per noi la bocca è il tramite tra realtà e sogno. La
bocca, un'entrata che ha come obiettivo principale quello di catturare
l'attenzione del viandante che rimanda all'arrivo del cantastorie nelle
piazze. Un invito ad avvicinarsi a scoprire cosa vi è nascosto dietro,
come in un gioco in cui l'immaginazione viene stimolata dalle forme e dai
colori. Una grande scultura con cui si può interagire, scoprire
e divertirsi.
-
occhio: "Il grande locale circolare era completamente buio, e Bastiano
sollevò in alto la pietra. La luce che essa emanava era più
forte di quella di una candela, ma non bastava certo a illuminare completamente
la sala. Si potè vedere soltanto che lungo le pareti, su diversi
piani, erano allineati libri su libri...Nel centro della sala circolare,
inserito a mosaico nel pavimento, c'era una scritta molto grande, che era
impossibile non vedere...Gli Amarganti naturalmente si erano subito gettati
con slancio sui libri, li sfogliavano, se li leggevano a vicenda, alcuni
si erano persino seduti sul pavimento e cominciavano a studiarne a memoria
dei brani." (M.Ende "La storia infinita"). L'occhio è inteso
come lo spazio dell'accoglienza, dell'attesa e dell'informazione dove ci
si avvicina lentamente all'atmosfera dello spettacolo. La forma e i materiali
esprimono la volontà di trasmettere messaggi e informazioni.
-
fiume: "Allora guardò una seconda volta attraverso la fessura
e vide invece un lungo corridoio, grande quanto una galleria, formato da
innumerevoli, altissime colonne. E oltre le colonne c'erano gradini e poi
altre colonne e terrazze, e di nuovo scale e una selva intera di colonne.
Ma nessuna di quelle colonne reggeva un tetto. perchè al di sopra
di tutta quella selva si vedeva chiaramente il cielo notturno." (M.Ende"La
storia infinita"). Il fiume è l'evento che si configura come
uno spazio di transizione, uno spazio lungo e stretto dove l'individuo
può solo avanzare. Il fiume si presenta come la direzione da seguire
per arrivare ad una destinazione, un ambiente diverso che diventa la meta
da raggiungere.
-
vento:
"Il vento è l'unico modo con cui una pianta può fare musica."
"Presso gli ebrei, gli arabi, i romani, i greci e gli aztechi la parola
spirito derivava dalla parola che indica il vento." "Di tutti i fenomeni
della natura il vento è probabilmente il meno compreso e il più
incontrollabile." (P.Steinhart"Tracks of the wind"). L'evento vento
è connesso al movimento. Un movimento continuo, leggeroe silenzioso
legato al passare del tempo.
-
mare:
"C'è non si sa quale dolce mistero in questo mare, i cui movimenti
soavi e terribili sembrano parlare di qualche anima nascosta nel suo profondo,
come quegli ondeggiamenti favolosi delle zolle di Efeso sul sepolto evangelista
san Giovanni. Ed è giusto che su questi pascoli marini, su queste
praterie acquose dall'ampio rollio e su questi camposanti di quattro continenti,
le onde si alzino e ricadano, e fluiscano e rifluiscano senza posa; perchè
qui milioni di spiriti e ombre miste, di sogni annegati, di sonnanbulismi,di
fantasticherie, tutto ciò che chiamiamo vite e anime giacciono sognando,
sognando sempre, rivoltandosi come dormienti nei loro letti, il mareggiare
dell'onda reso eterno solo dalla loro inquietudine." (H. Melville "Moby
DicK). Un'evento che ha come obiettivo
principale quello di essere una sorta di luogo unico, senza divisioni ne
barriere di alcun genere che diventerà il teatro stesso dell'azione.
L'azione si dispiegherà in tutti i punti
della sala dando la possibilità di estendere lo spettacolo.
-
notte:
"Noi possiamo conoscere l'oscurità e farcene in sogno una nuova
immagine." (Starhawk"Dreaming the dark). In questo
evento sarà ristabilita una comunicazionediretta fra spettatore
e spettacolo, fra spettatore e attore, perchè lo spettatore, situato
al centro dell'azione, sarà da esso circondato e da essa coinvolto.
-
sole:
"Dal puntolino sul palmo di Bastino saliva un lievissimo bagliore, appena
appena percettibile, che andava rapidamente crescendo e che dall'oscurità
vellutata gettava un raggio di luce a illuminare i due volti infantili,
così diversi fra loro, chini sul miracolo... Il germoglio cresceva
molto rapidamente, lo si vedeva addirittura crescere. Buttava foglie e
rami, formava delle gemme che poi si aprivano in meravigliosi fiori multicolori,
luminosi e fosforescenti... Boccioli e gemme sempre più grossi si
aprivano di continuo e sempre più ricchi corimbi. E tutto quel crescere
e fiorire si compiva nel più profondo silenzio... Intorno ai due,
intanto, l'infoltirsi di quella vegetazione luminosa aveva a poco a poco
creato un fitto intreccio, quasi un tessuto luminescente che li richiudeva
come una grande tenda rotonda fatta di magici tappeti" (M.Ende "La storia
infinita").Sorge, dal nulla, silenziosamente,
come una sorpresa, un nuovo spazioda scoprire legato al passare del tempo.
Catalizzatore, paradigma indiziario, paradigma organizzativo, eventi, obiettivi,
adduzioni, matrici intercambiabili, le parole prima sconosciute ora sono
parte di noi e del nostro modo di progettare e cioè del nostro modo
di essere.
Il metaprogetto del
teatro itinerante stava prendendo corpo. Le adduzioni davano idee, forme;
i dubbi, le incertezze ci facevano spaventare, domandare. Tutto questo
nella consapevolezza che:
"La forma finale è
solamente un evento, fra gli altri che sarebbero stati possibili, collocato
univocamente nello spazio ed in un punto del tempo"
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi
Il viaggio ora ha un'altra occasione di sviluppo del progetto: il contesto
ambientale.
"Il contesto di riferimento si trova infatti,
inequivocabilmente, in una situazione dinamica di crescita. Edinnescando
il nostro progetto dovremmo, per così dire, prendere al volo il
treno già in movimento dell'ambiente di riferimento...Il progetto
che cresce e l'ambiente/contesto che si evolve ssono due storie parallele
che, oltre al fatto di essere intimamente connesse e interdipendenti, sono
anche, strutturalmente, molto simili."
C.Soddu,
E.Colabella "Il progetto ambientale di morfogenesi
Il nostro teatro può
trovarsi in qualsiasi parte nel mondo, in qualsiasi paese, in qualsiasi
città.
"Accompagnato solo
da un piccolo ragno grigio a spasso sul cruscotto (uccidi un ragno e pioverà),
mi infilai nella via, girai l'angolo e, passato l'incrocio e il ponte,
arrivai sulla strada. La mia rotta prevedeva di toccare quei piccoli centri
che, quando va bene, sono segnati sulle carte stradali solo perchè
al cartografo è rimasto uno spazio vuoto da riempire: Remote, Oregon;
Simplicity, Virginia; New Freedom, Pennsylvania; New Hope, Tennesse;
Why, Arizona; Whynot,Missisipi; Igo, California. A tutti i paesini: eccomi
, sto arrivando."
W.Least
Heat Moon "Strade blu"
Il teatro incrementerà
alcuni aspetti dell'identità dell'ambiente stesso e ne verrà
lui stesso influenzato.
"Anche la forma di
una città cambia e si trasforma nel tempo, molte volte anche rapidamente.
Ma ogni città, Venezia come New York, Roma come Firenze, mantengono
la propria riconoscibilità, una propria identità e unicità"
C.Soddu
"Città Aleatorie"
Abbiamo prodotto
degli scenari in tre realtà completamente diverse, tre città
con forme, rumori colori e sensazioni differenti:
-
Venezia: "...giace
ancora dinnanzi ai nostri sguardi come era nel periodo finale della sua
decadenza: un fantasma sulle sabbie del mare, così debole, così
silenziosa, così spoglia di tutto all'infuori della sua bellezza,
che qualche volta quando ammiriamo il suo languido riflesso nella laguna,
rimaniamo incerti quale sia la città e quale l'ombra. Io vorrei
sforzarmi di tracciare le linee di questa immagine, prima che scompaia
per sempre e di raccogliere, per quanto posso, il monito che si sprigiona
da ogni onda che risuona come un rintocco funebre, quando si frange contro
le pietre di Venezia."(J.Ruskin, "The stones of Venice").
-
Pechino:
"Benchè Tienanmen significhi Porta della Pace Celeste, la piazza
è associata indelebilmente al massacro degli studenti perpretato
dai carri armati nel 1989. E' la piazza più grande del mondo, lunga
800 metrie larga 500 metri e di sicuro non una delle più belle.
Rasa al suolo negli anni Cinquanta, sacrificando le porte e gli archi maestosi,
ingresso trionfale del Palazzo, per potervi radunare più di un milione
di persone alla volta: oggi è piena di mamme con bambini che fanno
volare enormi aquiloni colorati"
-
New York: "...Passammo
sul grande ponte, col sole che attraverso il traliccio continuava a far
luccicare le macchine che passsavano e la città che sorgeva di là
dal fiume in cumuli bianchi e pani di zucchero costruiti tutti come al
tocco di una bacchetta magica con denaro che non ha odore. La città,
vista da Queensborough Bridge, è sempre una città che si
vede per la prima volta, nella sua prima folle promessa di tutto il mistero
e di tutta la bellezza del mondo... - qualunque cosa può capitare
ora che abbiamo passato questo ponte pensai - qualunque cosa..."F.S.Fitzgerald
"Il grande Gatsby".
Con la produzione degliscenari
nelle tre città in giro per il mondo il nostro viaggio sembra giunto
al termine. Ma non è del tutto vero, il nostro zaino continua a
riempirsi di immagini, le nostre mani continuano a disegnare, a scrivere,
le nostre teste continuano a pensare, immaginare, sognare. Alla fine di
tutto ci si rende conto che il viaggio non avrà mai fine e che cambierà
l'occasione ma il nostro progetto continuerà.