OBIETTIVI GENERALI.

" La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi e altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto".

(Galileo Galilei).

Questo scritto di Galileo Galilei, esprime oltre ad una infinita fiducia nella capacità umana di comprendere l'universo anche una implicita spiritualità propria di alcuni dei più grandi scienziati mai esistiti come Newton e Einstein.

Noi non ci poniamo l'ardito compito di comprendere l'universo, e con esso Dio; questo progetto si pone più semplicemente l'obiettivo di costruire un percorso architettonico che possa portarci a percepire l'intima essenza del legame con Dio e l'universo e nel contempo definire la struttura dei rapporti tra i percorsi "conoscitivi" della città e quello da noi determinato.

Il laico che vanta indipendenza di giudizio e azione rispetto alle posizioni e alle imposizioni di un potere teocratico qualsiasi, non necessita di un luogo espressamente dedicato per riconoscere Dio, tuttavia è importante anche e soprattutto per un laico mantenere un contatto anche fisico con la divinità. La fisicità di questo rapporto viene espressa attraverso le architetture e il loro legame con il movimento degli astri da noi tendenziosamente letto.

Per concretizzare i mezzi adeguati ad indagare e mantenere questo contatto è fondamentale leggere la natura stessa del rapporto tra spirito e materia. Gli archetipi costituiscono il legame tra la materia e lo spirito, fra il corpo e il pensiero, agiscono su tutti i sensi: così ad esempio si può parlare di una forma pungente, di un odore acuto, di un colore penetrante. "Questi archetipi sono il nutrimento del pensiero creativo, cioè dello spirito che risiede nel mondo esterno, senza tempo." (AA.VV. Fonti archeologiche della magia).


L'ANTICO RAPPORTO TRA UOMO, SOLE E CIELO.

"E due grandi luminari Iddio creò, grandi nel loro scopo per l'uomo. Il maggiore a governar di giorno, il minore di notte ad alternarlo".

(Milton, Sansone agonista).


Dio ha scritto l'universo nei termini mirabilmente espressi da Galileo. Egli si esprime e si manifesta a noi attraverso le leggi che regolano l'universo, noi forse non possiamo comprendere i pensieri di Dio (obiettivo che si poneva Einstein "Non mi interessa questo o quel particolare fenomeno fisico, io voglio sapere cosa pensa Dio!") ma possiamo percepirlo nel suo creato.

Immerso nella natura perchè elemento di essa, l'uomo ha sempre avuto un rapporto stretto con gli astri; con il Sole principalmente, che da calore e vita, e con la Luna che con la sua luce rischiara le notti e che con il mutare continuo ma periodico della sua forma consente la misurazione e il conteggio di lunghi periodi di tempo.

La regolarità dei cicli degli astri: il sorgere e tramontare del Sole, per esempio, o l'evolversi delle fasi lunari, così come il movimento regolare e preciso della sfera celeste con tutte le sue splendenti stelle ha sempre affascinato l'uomo tanto da fargli percepire questi avvenimenti come l'espressione diretta della perfezione divina. Ciò è tanto vero che, in passato molti templi venivano costruiti con criteri legati al movimento degli astri.E' proprio in questa capacità di percepire che possiamo trovare il legame primordiale tra noi e Dio. Per costruire questa interfaccia faremo così riferimento a ciò che è immediatamente percepibile nell'universo e che ha affascinato per millenni la civiltà umana: la volta celeste e la sua perfetta meccanica.

Siamo convinti che è il viaggio all'interno di questo mondo ci permetterà di scoprire i caratteri e le potenzialità del codice di comunicazione tra Dio e l'uomo. Queste potenzialità, legate intimamente al campo delle funzionalità estetico-simboliche saranno quelle in grado di istruire il progetto.


L'ASTRONOMIA E LA FONDAZIONE DEI TEMPLI E DELLE CITTA'.

Lo studio degli antichi luoghi di culto siano essi cristiani oppure pagani, è sempre stato di grande interesse per i rapporti esistenti da tempo immemorabile, e più o meno esplicitamente espressi, tra i momenti dei riti solenni e gli allineamenti dei templi con gli astri.

Le testimonianze archeologiche dell'importanza attribuita dagli antichi agli allineamenti di molti dei loro monumenti, specialmente quelli sacri, con i punti dell'orizzonte, sono moltissime, e ciò che più importa sono sparse in tutto il mondo. Cominciamo a prendere ad esempio alcune delle più importanti testimonianze preistoriche di questa diffusa consuetudine mistico-simbolica.

In Irlanda, nella vallata del fiume Boyne, si trovano molte tombe neolitiche caratterizzate da enormi tumuli di terra che racchiudono in ipogei litici i resti di antichi guerrieri o prestigiosi capi tribù.

Tra questi tumuli il più grande e spettacolare è certamente quello di Newgrange il quale, contornato da un grande muro ricoperto da materiale quarzoso, è impreziosito da magnifiche incisioni eseguite su enormi pietre antistanti l'entrata. Il tumulo contiene un lungo corridoio di diciannove metri di lunghezza che porta a tre camere sui cui muri vi sono incisioni rappresentanti spirali, losanghe e altri segni. Sopra l'entrata si trova una finestra rettangolare attraverso la quale nei giorni vicini al solstizio invernale un raggio di Sole nascente penetra nel corridoio e va a colpire l'estremo recesso di questa tomba.

Il megalitismo Inglese, i cui resti costellano le campagne di tutta l'isola, ha lasciato importantissimi segni di antichi culti solari e lunari in monumenti le cui strutture sono allineate sui punti dell'orizzonte ove levavano o tramontavano il Sole e la Luna nei giorni più iportanti dell'anno; oppure quando l'astro delle notti giungeva alle sue diverse stazioni. Kintraw, Balleroy, Stonehnge ed una infinità di altri monumenti megalitici costituiscono gli esempi più classici di queste antichissime tradizioni. Anche in Italia si trovano innumerevoli esempi di questo tipo: dai dolmen della puglia alla stupenda area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta nella qualequasi tutte le strutture importanti all'orizzonte.In tempi più recenti abbiamo esempi molto più raffinati della stessa specie di monumenti di quella che abbiamo analizzato nel periodo pre-protostorico. In particolare ci soffermeremo ad analizzare alcuni esempi, che divideremo in due grandi categorie. Ovvero i monumenti architettonici e la categoria dell'ordinamento urbanistico secondo linee determinate dagli allineamenti astrali. Alcuni degli esempi che analizzeremo condividono lo stesso atteggiamento di mistica adorazione dei fenomeni astronomici ma lo innalzano simbolo della potenza e della gloria divina.


INDIVIDUAZIONE DELLA ZONA DI INTERVENTO.

"Cert'isola, se mai parlar ne udisti
giace a Delo di sopra, e Siria è detta,
Dove segnati dal corrente Sole
I ritorni si veggono".

(Odissea XV, 403).

Nell'antica Grecia, stando alle testimonianze scritte esistevano dei luoghi particolarmente attrezzati dai quali venivano fatte osservazioni dei punti di levata del Sole ai solstizi. "Un Isola", dice il poeta, ma quanti sono i luoghi nel mondo fortemente segnati da orientamenti Ad Sidera?

Recenti studi compiuti sulla struttura urbana di Mantova hanno evidenziato la presenza di un unico progetto del quale fanno parte le quattro torri della città. Questo progetto in sintesi colloca le quattro torri, apparentemente slegate tra di loro all'interno di un singolare ma non certo unico disegno.

Esse come un codice crittografato individuano per la città vari dati astronomici, e allineamenti quali: la levata del Sole al solstizio invernale, il tramonto al solstizio d'estate nonchè l'alba e il tramonto degli equinozi. Questo di per se non implica la necessità di localizzare il progetto a Mantova ma il fascino suscitato dal parallelo fra le immagini delle antiche torri d'osservazione astronomica e le torri del Sole mantovane ci ha fatto propendere per questa scelta, in fondo Mantova non era, anche se in tempi lontani, un isola anch'essa.

Questo, come dicevamo non è l'unico esempio di progettazione caratterizzata da un paradigma "astronomico" un altra realizzazione di questa specie è la cattedrale di S.Andrea proprio nel centro della città. Non esistono prove documentali che confermino le deduzioni che esporremo qui di seguito, ma la nostra convinzione è che le architetture siano dei documenti e che la loro interpretazione, sia pure in modo tendenzioso, sia l'unico mezzo per entrare più approfonditamente nella complessità dell'opera senza fermarsi alla lettura dell'oggettivo.

Forse è superfluo specificare che ciò che è stato ottenuto con S.Andrea rappresenta per noi non solo un riuscito esempio di connubio tra paradigmi diversi, ma anche un chiaro punto di riferimento di qualità della dinamica evolutiva da raggiungere.

Leon Battista Alberti ha progettato questa cattedrale secondo un paradigma di matrice geometrica molto complesso, non ci è dato sapere se il paradigma che a questo si sovrappone sia stato previsto dallo stesso architetto, sappiamo che la realizzazione del suo progetto è avvenuta dopo la sua morte e che altri come Fancelli e Juvarra hanno lavorato alla Fabbrica di S.Andrea. Tutto questo poco importa ai fini della nostra personalissima lettura della dinamica evolutiva che ha condotto alla realizzazione del tempio. Infatti non è importante che la stratificazione sia avvenuta per merito di una sola persona o più (anche le nostre città sono il prodotto di più mani e questo non ha certamente compresso la loro struttura-riconoscibilità), ciò che più importa è che la complessità del modello sia cresciuta esponenzialmente.

In un sistema come quello dell'universo non è specificato alcun centro, la responsabilità di individuarlo in modo tendenzioso e funzionale al progetto (quando le condizioni ce lo permettono) spetta a noi. Mantova dunque rappresenta l'occasione per noi più ghiotta per le nostre finalità.