INNESCO DEL PROGETTO
Il contesto ambientale
Deve a questo punto essere valutata la compresenza , nel momento di innesco del progetto , di un sistema dinamico che comunque é giá in evoluzione , e col quale il progetto deve continuamente collegarsi: l'ambiente nel quale il nuovo evento sará collocato.
"Il contesto di riferimento si trova infatti , inequivocabilmente , in una situazione dinamica di crescita. Ed innescando il nostro progetto dovremmo , per cosí dire , prendere al volo il treno giá in movimento dell' ambiente di riferimento."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 193 C.Soddu E.Colabella
"La dinamica evolutiva dell' oggetto di riferimento , letta attraverso tutte le trasformazioni , evoluzioni ed adattamenti successivi dovuti sia alle nuove tecniche produttive sia alle richieste che cambiano.
Il progetto che cresce e l'ambiente/contesto che si evolve sono due storie parallele che , oltre al fatto di essere intimamente connesse ed interdipendenti , sono anche , strutturalmente , molto simili.
Possono essere ambedue raccontate come strutture morfogeneticamente in evoluzione.
L' approccio al contesto ,inoltre ,deve essere considerato con attenzione per ció che riguarda la plausibilitá ed accettabilitá delle analisi dinamiche che possono essere attuate.
Se infatti é indubbio che il contesto/ambiente di riferimento é in evoluzione , la dinamica evolutiva che noi leggiamo , e riproponiamo come modello dinamico capace anche di innescare il progetto , é frutto di una valutazione e interpretazione estremamente soggettiva sia che si tratti di un contesto artificiale che naturale ."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 195 C.Soddu E.Colabella
"Non é infatti pensabile che un ridisegno dinamico operato sull'evoluzione in atto nel contesto possa corrispondere ,
esplicitare una veritá .
E' al massimo una delle veritá possibili. O meglio un posizionare gli eventi leggibili da un particolare punto di osservazione all' interno di un paradigma anch' esso soggettivo , e frutto di un nostro bisogno concettuale di ordine. E' un far emergere possibili sequenze simboliche capaci di riempirsi del nostro immaginario.
Noi infatti possiamo analizzare la dinamica evolutiva del contesto attraverso parametri e valori che sono tra loro intercambiabili ancora prima che differenti."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 195 C.Soddu E.Colabella
"Per leggere un ordine dinamico possibile , individuiamo delle unitá che riteniamo plausibili , e le collochiamo in un albero di relazioni successive .
In altre parole individuiamo arbitrariamente delle unitá , degli individui/oggetti /eventi possibili che noi riconosciamo in una specie ed ai quali affidiamo il compito ( a posteriori ) di essere portatori di una capacitá di autoconservazione /evoluzione della stessa specie.
E realizziamo questa sistematizzazione alle varie scale."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 195 C.Soddu E.Colabella
Ho quindi individuato tendenziosamente alcuni modelli di automobile ( quelli presenti nell' immaginario di riferimento ) che ho considerato protagonisti nella storia dell' utilitaria e che, di conseguenza , ho inserito nel progetto come una sorta di primo evento formalizzato del primo ciclo richiesta/risposta formalizzata del mio iter progettuale.
Il fatto che le quattro vetture scelte ( Fiat 500 , Renault 4 , Morrisi Mini e Citroen 2CV ) appartengano ad un panorama automobilistico vecchio di trent'anni non indica che non sia stato considerato il periodo successivo sino ai nostri giorni ( o quello precedente ) , quanto che idealmente il progetto si pone di riprenderne la via tracciata, in ordine alle valutazioni soggettive sul grado di qualità espresso dalla produzione automobilistica degli anni '60.
I primi anni 60 sono anni di sperimentazione da parte delle Case automobilistiche , in cui l' automobile utilitaria , fortemente sponsorizzata dalle mutate esigenze del trasporto cittadino , viene presentata in modelli molto differenti tra di loro , tanto che la scelta di una vettura piuttosto che di un'altra non era semplice questione di costi o di prestazioni , ma indicava un gusto , un carattere , quasi uno stile di vita dell' acquirente.
Per questo motivo i quattro modelli scelti nell' immaginario di riferimento , vengono posti idealmente ( e come vedremo in seguito anche strutturalmente ) come primi individui dell ' evoluzione che il progetto di morfogenesi avrà il compito di simulare nell' intento di incrementarne la riconoscibilità individuale e di specie.
Paradigmi indiziari e soggettivitá
Il punto di partenza é stato la riproposizione al computer dei modelli di automobile utilitaria giá presenti e citati nell' immaginario di riferimento, scelti per la loro grande riconoscibilitá di individui unici appartenenti ad una stessa specie.
E' stato un modo soggettivo di strutturare e formalizzare il mio immaginario di riferimento nello spazio tridimensionale e quindi di rendere gestibili ai fini del design di morfogenesi , tutte le indicazioni , formali e non , contenute nell'immaginario di riferimento , negli obiettivi del progetto e nelle considerazioni sul contesto ambientale.
Operativamente ho costruito i modelli facendo uso di linee che tracciano il contorno degli eventi-unitá individuati (parafanghi , cofano , sportelli ecc. ), affidandomi agli algoritmi del programma di cad per la creazione delle superfici comprese tra le linee stesse.
Il risultato è un modello virtuale composto dall' insieme di singoli eventi generati dalla formalizzazione di alcune linee di generazione di superfici , scelte tra le infinite possibili.
Se la forma di ogni singola superficie dipende direttamente dalle linee di generazione che ne stanno alla base , ció non é altrettanto vero per quanto riguarda l' impianto complessivo del modello .
Infatti é possibile notare come ,a prescindere dalle caratteristiche contingenti ( fari , parafanghi , sportelli ecc. ) , ogni modello presenti una struttura organizzativa simile , diversa solo nella scala e nelle proporzioni che identificano i volumi della carrozzeria.
Da questa prima formalizzazione ho tratto le indicazioni per la costruzione di un paradigma che controlli ed organizzi
nello spazio tridimensionale le modalità di aggregazione (procedure) dei vari singoli eventi (matrici formali) .
"Le variabili che vengono considerate e valutate durante la progettazione del codice genetico formale sono essenzialmente due: le matrici formali e le procedure.
In particolare le matrici formali definiscono l' individuo , l'oggetto contingente , e le procedure definiscono la specie compositiva progettata."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 144 C.Soddu E.Colabella
Attraverso un programma di "render" che consente la resa fotografica del disegno ,ho operato una prima verifica di rispondenza ,sul piano dell' immagine , tra il modello virtuale e la reale vettura .
Questa operazione sará ripetuta anche in seguito ogni volta che una nuova scelta di formalizzazione necessiterá di una verifica di plausibilitá della sua immagine.
" L'utilitá di queste riletture del contesto si basa , comunque ,proprio sulla sua forte componente soggettiva.
Se fosse un dato di fatto incontrovertibile sarebbe inutilizzabile come innesco del progetto , anzi annullerebbe la necessitá stessa del progetto che dovrebbe solo esplicitarsi come una estrapolazione della dinamica esaustiva cosí definita.
Essendo invece un disegno soggettivo , racconterá una prima possibilitá di sviluppo , diverrá il primo paradigma indiziario che , per sua natura , é tanto piú efficace quanto piú é aperto e non assiomatico , in altri termini , é disponibile ad incrementare la propria complessitá."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 197 C.Soddu E.Colabella
Intercambiabilitá ; evoluzione del paradigma attraverso 4 storie parallele
Un primo passo per accertare la disponibilitá del paradigma individuato si concretizza nella sperimentazione della intercambiabilitá delle unitá caratteristiche di ognuno dei quattro modelli riproposti che a questo punto del progetto possono assurgere alla funzione di matrici formali.
"Simulare questi processi al calcolatore puó essere essenziale per due scopi: incrementare la capacitá operativa della rappresentazione come strumento di controllo della progettazione , e quindi della qualitá progettuale ; incrementare ,tramite il potenziamento della rappresentazione del virtuale , il processo di slittamento progressivo dalla sfera soggettiva all' intersoggettivitá intesa come simultaneitá di infinite potenziali soggettivitá."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 40 C.Soddu E.Colabella
"Se accettiamo la sostituibilitá di una forma possibile con un' altra , accettiamo che ció dipenda dal fatto che tali forme non siano necessarie al raggiungimento della qualitá ricercata. O meglio , che non siano giá necessarie nel momento in cui sono scelte ."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 47 C.Soddu E.Colabella
"..in realtá tali forme non si pongono come necessarie , ed é quindi possibile una sostituzione tra innumerevoli virtuali forme congruenti , intese come modalitá diverse e parallele di raggiungere il medesimo scopo."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 47 C.Soddu E.Colabella
Ho avviato di conseguenza quattro storie di evoluzione parallele , nate ognuna sulla base dei quattro paradigmi ( concettualmente si tratta di uno solo ) inizialmente individuati .
Una prima evoluzione ha portato alla costruzione di quattro modelli virtuali ( A , B , C , D ) di cui , mentre per gli
aspetti specifici rimando alla tabella , vorrei esplicitare il valore in termini di complessitá e di qualitá.
Emerge una storia virtuale parallela , nata dalla biforcazione che l' alternativa possibile tra le forme ha creato , ma che ripropone , in un' ennesima variante interna , i medesimi caratteri di specie.
In sostanza i modelli virtuali ottenuti sono sensibilmente diversi da come erano , ma perfettamente riconoscibili come appartenenti alla stessa specie.
E' apprezzabile anche il numero delle alternative di formalizzazione offerte dal paradigma e la capacitá dello stesso di ricordare le scelte precedenti , che permangono visibili sotto la sovrapposizione delle nuove.
Le procedure di aggregazione delle matrici formali subiscono dei cambiamenti strutturali e di scala , modificando gli interfaccia che ordinano la connessione tra le matrici stesse.
Ne consegue alla scala maggiore ( quella del paradigma ) , un' evoluzione determinata dall' accettazione di queste nuove forme , che avrá in seguito il valore di ricordo/ riferimento allo stato di evoluzione precedente.
Procedendo quindi sulla stessa linea , e rinnovando il ciclo richiesta/ risposta formalizzata , ho di nuovo simulato un' evoluzione simile alla precedente per verificare il grado di adattabilitá del paradigma ad un' ulteriore interscambio di matrici formali.
Il risultato ottenuto ( modelli E , F , G , H ) ricalca gli esiti del precedente , ma non conferisce al progetto un impulso verso uno scenario sufficientemente evoluto.
Si impone a questo punto un salto logico che elimini i detriti di categoricitá che i riferimenti progettuali , in questo momento del progetto , ancora portano con sé.
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