INTRODUZIONE
Esposizione del problema progettuale
"Quando dobbiamo intraprendere un progetto proviamo tutti, non solo chi si trova alle prime esperienze progettuali , un senso di vuoto.
Questo anche se abbiamo , o pensiamo di avere , un obiettivo preciso del nostro progettare , legato ad una specifica (e soggettiva) idea di qualitá dell' ambiente nel quale vivere.
Il senso di vuoto deriva innanzitutto dal fatto che il nostro riferimento concettuale non é ancora progettuale.
Anche se é teso a perseguire una possibile qualitá ambientale é teorico , estremamente complesso e contiene richieste non strutturate e formalizzate.
E' quindi un obiettivo difficile da esplicitare direttamente in una forma complessa , senza che ció avvenga attraverso un processo di elaborazione successiva e quindi lungo una temporalitá progettuale."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 189 C.Soddu E.Colabella
Tuttavia , pur nella consapevolezza di queste limitazioni di esplicitazione , é necessario iniziare la descrizione del progetto da quell' insieme di richieste , idee e riferimenti che costituiscono il primo passo di approccio soggettivo al problema progettuale.
Il progetto di morfogenesi presentato definisce i propri obiettivi in base ad un immaginario soggettivo di riferimento.
Esso comprende ,senza eccezioni , ció che dell' idea di automobile utilitaria é stato soggettivamente ricordato , valutato ed auspicato come rispondente a possibili e concettualmente importanti bisogni del vivere umano.
Questo immaginario di riferimento , che in seguito diviene la misura utilizzabile per la verifica della qualitá del progetto , é stato costruito considerando , soprattutto , gli aspetti di immagine .
Altri aspetti come quello dell' abitabilitá interna , pur importantissimo in questo tipo di oggetti , non é stato sviluppato come fattore gerarchicamente primario ma solo come griglia di plausibilitá.
Questo in considerazione che lo scopo sperimentale di questo progetto é la verifica , preferenzialmente sul piano dell' immagine , della molteplicitá di possibili differenti sviluppi di un codice genetico strutturato in logica compositiva.
Qualitá ed immaginario virtuale
Prima di descrivere obiettivi ed immaginario di riferimento del progetto é peró indispensabile precisarne il ruolo in relazione alla qualitá del progetto.
"Non si puó ragionevolmente (e praticamente ) accettare che la qualitá totale possa essere quantificata mediante procedure analitiche , soprattutto se attuate mediante sommatoria di parametri parziali.
E' molto piú interessante , e sicuramente piú operabile , un approccio alla misura della qualitá che non avvenga per misure successive , ma per differenze. Che segua e ripercorra quello che é , in pratica , il modo di porsi dell' uomo davanti alle scelte.
L' uomo infatti possiede , forse a differenza degli altri esseri viventi , la capacitá di immaginare , tracciare e vivere col pensiero , mondi assolutamente inventati , inesistenti nella realtá ma virtualmente possibili , desiderabili oppure detestabili.
Quando l'uomo è davanti ad una scelta non opera analiticamente (anche perché si rende conto che ciò non può portare , alla lunga , ad un'evoluzione ma solo alla ripetizione del già esperito) , ma immagina uno o più mondi virtuali. Opta per quello piú desiderabile ed in base a questa opzione sceglie tra le varie alternative contingenti quella che appare in sintonia , e quindi piú direttamente utilizzabile per avvicinarsi a questo mondo virtuale."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 34 C.Soddu E.Colabella
Operare una scelta significa comparare l' esistente , nella sua complessitá , agli scenari possibili , alle immagini virtuali che , soggettivamente , o collettivamente , riusciamo a configurare mentalmente e che rappresentano il
termine di paragone , soggettivo ma concreto rispetto al quale valutare l' accettabilitá dell' esistente.
"Quest' approccio logico porta, in primo luogo , a rivalutare operativamente la portata della rappresentazione del virtuale , e tenteremo di riprendere questa indicazione più avanti.
In secondo luogo , quest'approccio ripropone , ma anche ridefinisce, le due considerazioni fondamentali in qualsiasi indagine sulla qualità.
Due considerazioni che sono, oltretutto, consequenziali:
l' ingerenza , la predominanza , o , forse , il monopolio della sfera soggettiva nella determinazione della qualitá e , come conseguenza , la forte dipendenza della misura della qualitá dalla capacitá creativa del soggetto , ovvero dalla capacitá di configurare mondi possibili capaci di superare la realtá.
E questa produzione di immaginario deve svolgersi dinamicamente.
Mano a mano che il mondo reale/progettato si evolve ( nel progetto e/o nella realtá ) anche il mondo virtuale di riferimento cresce , amplifica le potenzialitá auspicabili , si impadronisce di ogni evento del reale per operare proiezioni sul miglioramento della qualitá possibile.
La freccia tra mondo reale e mondo possibile misura , in negativo e momentaneamente , la qualitá raggiunta dal reale. Traccia la differenza tra l' ambiente esistente ed il raggiungimento di quello tra gli scenari virtuali possibili che la stessa realtá ha suscitato , che appare piú desiderabile mentre lo ripercorriamo e viviamo mentalmente."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 36 C.Soddu E.Colabella
La descrizione degli obiettivi soggettivi che segue è rappresentativa della situazione riguardante l'inizio del tempo progettuale , quando il processo di progettazione non è ancora stato attivato.
Nelle sezioni successive , quando sarà esposto l'evento innescante e catalizzatore che consentirà di produrre il disequilibrio necessario all'inizio del tempo progettuale , potrò descrivere il variare degli obiettivi in ordine allo sviluppo degli altri elementi progettuali.
Incremento di riconoscibilità
Come in seguito evidenzierò nel capitolo riguardante l ' immaginario di riferimento , esistono automobili che più di altre comunicano
attraverso la propria forma di appartenere alla specie automobile utilitaria .
Sono i modelli che traducono nelle loro forme e dimensioni le tre
prerogative inscindibili dall ' idea di automobile utilitaria:
-Compattezza
-Economicitá
-Versatilitá d' uso
Queste tre caratteristiche debbono essere presenti nel modello come un unico aspetto , dal momento che solo la loro composizione é
identificativa della specie.
Comunicativitá
Il riferimento é alla carica comunicativa della forma della vettura , alla capacitá ,piú o meno presente nei modelli, di
comunicare sensazioni a chi li osserva nelle strade.
E' obiettivo del progetto creare una specie di automobili che suscitino più sensazioni , anche contrastanti , mutabili al variare del punto di vista .
La stessa vettura osservata dal frontale piuttosto che dal retrotreno , deve essere in grado di comunicare sensazioni che identificano quella
particolare parte della carrozzeria.
In riferimento ai messaggi inviati all' osservatore , ho individuato un ventaglio di possibili contenuti espressi dalla comunicativitá:
-Tranquilla
-Simpatica
-Permalosa
-Giocosa
-Triste
Funzionalità
La funzione base di mezzo di trasporto dell' automobile si arricchisce di differenti sfumature di significato in relazione al contesto di utilizzo.
Una determinata caratteristica auspicabile per un particolare tipo di utilizzo della vettura , puó risultare superflua o indesiderata se
cambiano le condizioni dell' uso.
Sulla base di queste considerazioni l' obiettivo " funzionalitá " definisce il campo di utilizzo della vettura e delimita il contesto ambientale che
sará proprio della specie " automobile utilitaria ", in riferimento alla sua immagine ed a ció che dovrá trasparire a prima
vista osservando la vettura.
Non si vuole tuttavia con questo , delimitare categoricamente i margini di sfruttabilitá e renedere la vettura specialistica .
Il mio obiettivo é anzi quello di una specie versatile nelle condizioni di uso , con individui piú o meno predisposti ad un particolare utilizzo
ma aperti ad altre possibili eventualitá di impiego.
In particolare la versatilitá per l' utilitaria deve far principalmente riferimento a questi aspetti:
- Impiego cittadino
- Impiego lavorativo
- Impiego nel tempo libero
- Impiego in condizioni gravose
Non compaiono tra gli aspetti della funzionalitá le richieste di prestazione di cui ovviamente ogni automobile deve essere dotata .
Ció non significa che sia stata saltata a pié pari un' analisi funzionale sistematica. Le analisi di prestazione sono utilizzate a
posteriori , come verifica della congruitá dell' approccio operato.
Tecnologia
L' aspetto tecnologico in un oggetto come l'automobile gioca un ruolo fondamentale nella definizione della identitá della vettura stessa.
In riferimento agli aspetti di immagine , l' impiego di particolari materiali puó indicare contenuti di alta o bassa tecnologia a prescindere
dalle reali caratteristiche tecniche della meccanica.
Allo stesso modo la forma della carrozzeria e l' assemblaggio delle varie parti che la compongono, sono indicativi del contenuto innovativo del
modello.
L' obiettivo consiste nell' evidenziare questo ulteriore aspetto comunicativo
- Bassa tecnologia ( aspetto rustico )
- Media tecnologia ( aspetto normale )
- Alta tecnologia (aspetto futuristico )
"Ma come in tutte le attivitá umane , e specialmente in quelle progettuali , gli obiettivi da raggiungere divengono sempre piú complessi e sofisticati , acquistano connotazioni di qualitá possibili mano a mano che il lavoro si svolge.
L' immaginario di riferimento che possediamo all' inizio di un percorso progettuale si nutre dello stesso progetto , cresce costruendo ulteriori mondi possibili sulle ceneri del giá esperito , sulla traccia delle forme generate."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 83 C.Soddu E.Colabella
Ho costruito un quadro di riferimento costituito da immagini, forme ed esempi , che
espongono la mia idea di "automobile utilitaria" . In sostanza si tratta di un insieme di possibili raffigurazioni alle quali poi riferirsi
nel corso dell' iter progettuale.Non si tratta di forme predefinite poiché di fatto queste ridurrebbero la possibilitá di sviluppo
dell' idea , bensí di possibili alternative di riferimento riguardanti la mia sfera soggettiva. Il contesto progettuale in continua evoluzione
non permette una rappresentazione statica dell' immaginario di riferimento che anzi parallelamente si evolve per essere in grado di rispondere
alle nuove richieste .Per questo motivo la descrizione che segue deve essere considerata come riferita all' inizio del tempo progettuale .L' universo
di adduzione fa riferimento a tre ambiti di studio ed elaborazione dell' immagine:
Il primo é il campo del design automobilistico che ho considerato nel
duplice aspetto di quadro di adduzione e di strumento di verifica a posteriori della plausibilitá , in termini di immagine , degli scenari prodotti dal progetto.
Gli altri due fanno riferimento al mondo dei fumetti ed all'opera di W. Kandinsky. Questi ultimi potrebbero essere valutati , al di fuori del contesto di questo progetto , come inconciliabili con l'ambito definito dalla progettazione dell' automobile. Il senso del riferimento é tuttavia da ricercare nell' esigenza di definire un immaginario di riferimento che consideri realtá strutturalmente diverse.
Uno scenario iniziale unico e pertinente infatti proporrebbe scelte prematuramente categoriche e definitive nello sviluppo del progetto , chiudendo anzitempo lo stesso processo evolutivo.
Quadro automobilistico
Ognuno di noi attinge ad una propria , soggettiva rappresentazione della storia dell' automobile.
"Una rappresentazione , quindi che non é un catalogo ma , comunque venga attuata , un soggettivo affiorare nella contemporaneitá di matrici formali.
Un ridisegno e risignificazione di eventi formali la cui trasformazione semantica e funzionale é incontrollabile a priori e si evolve nel tempo soggettivo del progettare.
E se questa lettura puó da un punto di vista di una disciplina diversa , essere considerata casuale e contingente , ció non toglie che forse é anche possibile che sia , proprio per queste peculiaritá , piú consona di altre alla progettazione.
Il che significa piú rispondente alle necessitá di stimolare la crescita del progetto , strutturando sempre nuovi , incoerenti ed imprevedibili punti di vista capaci di catalizzare la crescita di complessitá dell' oggetto che si sta tracciando , e quindi la sua capacitá di risposta globale alle possibili imprevedibili e soggettive richieste che verranno poste.
Ció comunque , non vuole e non deve essere una giustificazione a posteriori di semplificazioni riduttive dello spessore compositivo e della stessa qualitá progettuale. Una qualitá che puó anche prescindere dai riferimenti formali utilizzati , ma non puó presupporre un consapevole approccio logico."
Da "Il progetto ambientale di morfogenesi" pg. 57 C.Soddu E.Colabella
All' interno del vasto panorama automobilistico che il mercato ha proposto dagli anni '60 sino ai nostri giorni , ho individuato alcune vetture che piú di altre esprimono la mia idea di automobile utilitaria.
Si tratta di modelli che, per immagine e filosofia costruttiva , sono riconoscibili come individui unici appartenenti ad una stessa specie.
Esiste infatti una riconoscibilitá /caratterizzazione come specie , che puó in questo caso essere riferita alla filosofia adottata da un' industria nella realizzazione delle automobili.
Ritrovo quindi in queste vetture alcuni dei temi cardine del progetto di morfogenesi .
La Fiat 500 :cenni storici : Il progetto Fiat 500 ha inizio nel 1952 sulla base di due studi di automobili utilitarie condotti nel primo dopoguerra.
Dei due quello che dalla stampa specialistica dell' epoca viene ritenuto "piú classico" non trova un seguito , l' altro , invece , ispirato dal
design della "600" , si svilupperá sino alla costruzione del primo prototipo. E' subito chiara , quindi , la volontá di realizzare un modello
di nuova concezione , che si scosti da quei canoni di classicitá , che prevedevano una carrozzeria rigorosamente divisa in tre volumi. Questo
é il commento del mensile "Quattroruote" riportato nel numero di luglio del 1957 :" Comunque il nostro giudizio finale é che , ... , si tratta di
una linea , migliorabile sí , posteriormente ( poco slanciata ), ma in complesso accettabile." L' accoglienza del mercato fu invece notevolmente
piú calda , e la nuova utilitaria Fiat venne , dopo un primo momento di difficoltá , venduta in grande quantitá. Il prezzo relativamente basso infatti , rese accessibile
la vettura ad una piú ampia fascia di persone . Tuttavia pur essendo concepita come vettura economica , la Fiat 500 presentava caratteristiche
tecniche innovative ( telaio portante , freni sulle quattro ruote ) , ma soprattutto si configurava come un prodotto prettamente industriale , ottimizzato
nelle sue componenti per essere prodotto in serie. In sostanza é stata un' automobile che ha ben interpretato le esigenze del tempo , e che
ha fissato per il futuro nuovi standard costruttivi e di design in un modo molto originale , tanto che la sua produzione é continuata per piú
di 15 anni.
La Renault "4":cenni storici : "La R "4" ,..., é una delle piú tipiche espressioni del concetto francese di vettura utilitaria...una
particolare utilitaria , che risponde , diremmo quasi alla lettera , alla sua classificazione , cioé una vettura che vuole solo essere utile , e non
si preoccupa di essere elegante." E' il giudizio di apertura dell' articolo sulla Renault "4" , pubblicato nel numero di febbraio del 1964 dalla rivista
"Quattroruote". E' curioso notare come la critica specializzata puntualizzi sempre la mancanza di "eleganza" o di "linee classiche" in riferimento al
design dei modelli di utilitarie , commettendo un errore di valutazione secondo il quale viene sí riconosciuta all' automobile utilitaria una
propria identitá autonoma nel panorama automobilistico , ma sempre in relazione con i canoni stilistici propri di altre categorie di vetture.
I primi anni 60 sono infatti anni di sperimentazione da parte delle Case automobilistiche , in cui questa nuova categoria di automobili , fortemente
sponsorizzata dalle mutate esigenze di trasporto cittadino , sta ancora cercando una propria identitá di specie. La R. "4" non é compatta
come la 500 o la Morris "Mini" e pur mantenendo dimensioni contenute ha una carrozzeria dotata di quattro portiere e di un bagagliaio abbastanza
capiente , dotato di quell' apertura a portellone che ai nostri giorni é dotazione di tutti i modelli di utilitaria. Affidabilitá , robustezza e
grande versatilitá d' uso sono gli aspetti salienti di questa vettura che é stata prodotta per piú di venti anni.
La Morris "Mini"cenni storici : dopo circa sette anni di gestazione , il progetto della "Mini" viene definito nel 1959 con la messa in produzione
del nuovo modello sotto il marchio Austin in Gran Bretagna e Morris nel resto dell Europa. Le misure molto ristrette sono vicine a quelle della "500"
amche se , per impostazione tecnica e design , i due modelli presentano ben pochi punti in comune. L' assenza della coda , l' ampia carreggiata e
l' importanza del volume dell' abitacolo in relazione al frontale , conferiscono al corpo vettura una compattezza caratteristica . La scelta del motore
e della trassmissione anteriori hanno reso la vettura adatta anche alll' uso sportivo che in numerose occasioni ( rallies soprattutto ) si é
concretizzato con importanti vittorie anche nei confronti di vetture ben piú potenti.
La Citroen "2CV"La Cytroen 2CV è la più anziana tra i modelli che ho scelto come immaginario di riferimento . Viene presentata come prototipo nel 1939 e offerta in
vendita nel 1945 sino quasi ai giorni nostri.Probabilmente tale longevità è dovuta alla forte personalità della linea della carrozzeria che la rende
immediatamente riconoscibile.Di fatto la sua storia smentisce lo scetticismo con il quale viene accolta al suo debutto ed anzi raggiunge il
ragguardevole traguardo dei tre milioni di unità prodotte in tutto il mondo.
Esternamente si presenta con un frontale caratterizzato dagli ampi parafanghi ad orecchio di elefante nettamente distinti dalla carrozzeria sui quali
sono sistemati i fari in modo simile alle lanterne delle vecchie carrozze.Il cofano motore comprende la mascera anteriore di raffreddamento del
motore ed avvolge tutto il lato superiore del frontale.Il fianco evidenzia i due volumi della vettura composti dall'abitacolo e dal frontale.Superfici
vetrate e piani portiera stanno su un unico piano dal quale sono in rilievo i parafanghi bombati. Il profilo del tetto come quello dei finestrini descrive
una curva che inizia dal paraurti posteriore sino al lato inferiore del parabrezza.Il retrotreno ricorda modelli in produzione negli anni '50 , spiovente e
privo del terzo volume . Una particolarità in produzione sino al 1962 era il sistema di chiusura del baule ridotto ad una semplice tela in luogo del
classico portello di lamiera.Nel complesso la marcata distinzione tra i vari elementi che compongono la carrozzeria conferisce all'insieme l' aspetto
di un oggetto assemblato per parti.
I comics
Nel mondo dei fumetti ogni personaggio trova nei propri tratti somatici la rappresentazione della propria personalitá
.Questa forte caratterizzazione conferisce ai comics il pregio dell' immediatezza nella comunicazione di sensazioni anche di complessa
rappresentazione.
Il riferimento al mondo dei fumetti nasce con il proposito di sperimentare attraverso il progetto di morfogenesi un’interazione tra i comics ed un contesto molto diverso come quello della progettazione automobilistica.
Il senso del riferimento è da ricercare nell’ esigenza di definire un immaginario di riferimento che consideri realtà strutturalmente diverse.
Uno scenario iniziale unico e pertinente infatti proporrebbe scelte prematuramente categoriche e definitive nello sviluppo del progetto , chiudendo anzitempo lo stesso processo evolutivo.
Per la descrizione delle modalità che permettono ( ovviamente limitatamente a quanto riguarda questo ambito progettuale ) questa interazione rimando al capitolo sulle eccezioni.
Charlie Brown: cenni storici : Charlie Brown é un personaggio creato da Charles Schulz , pubblicato per la prima volta in una rivista
americana nel 1950. E' un bambino molto timido , sempre un po' a disagio nel rapporto con gli altri , soprattutto con chi ha nei suoi confronti ( e sono
tanti ) un atteggiamento di superioritá. Per questo suscita immediatamente nel lettore una grande simpatia e un sentimento di solidarietá
nell' affrontare quotidianamente le dure realtá della vita. Il suo grande viso tondo , sproporzionato rispetto al corpo , raramente é
animato da un sorriso che anzi spesso lascia il posto ad un espressione pensierosa , con sopracciglia aggrottate ed una smorfia di disappunto/
rassegnazione. E' un po' l' immagine di una persona generalmente snobbata , ma fortemente apprezzata da quei pochi che ne comprendono il
valore
Mikey Mouse cenni storici : nasce dalla fantasia di Walt Disney negli anni '30. La storia di Mikey Mouse ( da noi meglio conosciuto come
Topolino ) é molto lunga ed articolata dato il grande successo mondiale raggiunto sia sulle pagine dei fumetti che sugli schermi del cinema
e della televisione. Le prime storie lo vedono protagonista di avventure tratte dal quotidiano , e mettono in evidenza la furbizia e la spigliatezza del
personaggio che é in grado di venire a capo di situazioni anche molto complicate. La vena indagatrice di Topolino viene sviluppata dai
caratteristi , sino a farne , soprattutto nelle storie italiane , una sorta di detective al servizio del bene in una cittá ( Topolinia ) sempre piú
minacciata dai malfattori. Le doti di risolutezza e di abilitá nel risolvere situazioni intricate , vengono ulteriormente a far parte del carattere
di Topolino.
La banda bassotticenni storici: sono personaggi relativamente giovani rispetto agli altri di Disney avendo fatto la loro comparsa
nelle storie di Paperino , negli anni 50. I componenti della banda sono tre , perfettamente uguali tra di loro , non fosse per il numero di riconoscimento
appuntato al petto ( residuo del penitenziario che frequentemente li ospita ) che tristemente sostituisce ormai , dopo tanti arresti , il loro vero nome .
Ogni particolare del loro abbigliamento o del comportamento non lascia dubbi sulle attitudini criminali dei Bassotti : portano una maschera nera
calata sugli occhi ( nessuno ha mai potuto vedere un Bassotto a volto scoperto ) , una specie di divisa da galeotto e conservano sempre un ghigno
obliquo che non promette niente di buono. Questo perché i Bassotti vivono la propria condizione come una vocazione che nonostante
abbia fruttato solo arresti e sconfitte , non puó essere negata e che anzi vá difesa con orgoglio. Di fronte alla sorte eternamente
avversa la banda non si arrende mai , cosí che ad ogni avventura crimonosa viene profuso lo stesso entusiasmo di sempre. Per questo i Bassotti non
suscitano nessuna disapprovazione da parte del lettore che anzi almeno una volta vorrebbe vedere questi poveri brutti ceffi premiati dalla loro
testardaggine.
Alcide il maialecenni storici:Alcide il maiale é un personaggio della serie "Lupo Alberto" di Silver. Fa parte della famiglia di animali
che abitano una fattoria in cui si svolgono le avventure del personaggio principale della striscia. Il suo ruolo é spesso quello dell' osservatore
esterno alle vicende , ruolo che impersona con animo sconsolato di fronte a quelle assurditá che al contrario gli altri personaggi prendono
estremamente sul serio. Cosí , mentre nel fumetto tutto é sottosopra ed accadono le cose piú imprevedibili o assurde , Alcide
volge idealmente lo sguardo al lettore e , con un' espressione pacata , si produce in un sorriso ironico di commento alle stranezze che puntualmente
gli capita di vedere.
Riferimenti all' opera di W. Kandinsky
cenni storici: l' opera di Kandinsky abbraccia un periodo che va dalle prime esperienze artistiche
del pittore datate fine ottocento , sino al periodo parigino dei primi anni quaranta. Il mio riferimento é a quest' ultimo periodo della produzione
artistica del maestro russo ed in particolare ad un' opera intitolata "Blue Sky"
del 1940.Nel dipinto sono rappresentate delle figure astratte dai contorni molto netti su di uno sfondo uniformemente blu. Ricordano vagamente
i piccoli organismi visibili solo alla lente del microcospio , che nuotano sospesi in uno spazio infinitamente piccolo. Ogni figura é diversa
dalle altre anche se il ricorrere di alcune forme e trame decorative , fa presumere che gli elementi siano "parenti" tra di loro e che in un immaginario
tempo in cui sono nati , siano stati generati dallo stesso genitore. La sensazione é che le figure , roteando e spostandosi senza peró
mai sovrapporsi , stiano fluendo in una direzione verticale rispetto al quadro , il che fa presumere che in un altro istante probabilmente non saranno
visibili le stesse forme , ma quelle che le succedono .
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