Lo scopo di questo capitolo è quello di identificare i criteri per una modifica del modello progettuale e dei suoi risultati, in termini di produzione di individui possibili e di capacità di generare evoluzione.

Il primo livello è legato ad una qualità che funzioni come strumento dinamico di verifica all'interno del paradigma della complessità, che non si misuri come somma di capacità di rispondere ad esigenze più o meno espresse ma come differenza tra uno scenario virtuale, immaginario, desiderato e l'esistente. Infatti quando"l'uomo è davanti ad una scelta non opera analiticamente (che alla lunga non porta ad una evoluzione ma alla ripetizione del conosciuto) ma immagina uno o più mondi virtuali optando per quello più desiderabile e scegliendo tra le varie alternative contingenti quella che appare più in sintonia con l'immagine mentale del mondo virtuale che egli, o chi per lui, ha potuto e saputo immaginare" .38

Un parametro importante è l'identità come garante di qualità, "quella qualità ambientale che protegge l'uomo dallo smarrirsi e che è definita da Lynch immaginabilità. E' quella forma, quel colore, quell'ordinamento che rende più facile la costruzione di immagini mentali dell'ambiente tali da essere bene identificate, fortemente strutturate e quindi assai utili" .39

Il secondo livello coinvolge l'immaginario che è in continua evoluzione perchè come il mondo reale si evolve anche quello immaginato si evolve verso nuovi scenari sempre più desiderabili. E' proprio in questa evoluzione, in questo accumulo successivo di significato che risiede il meccanismo che consente di misurare la rispondenza del reale all'immaginario intersoggettivo.

Il verificarsi di eccezioni non è da considerarsi un errore perchè sono necessarie in quanto capaci di ribaltare il paradigma e consentono la proliferazione di nuovi scenari virtuali.

La stessa eccezione, controllata da griglie definite da un dispositivo "On-Off" all'interno di una precisa struttura, una volta accettata sarà rimessa in gioco come richiesta successiva ed avrà un ruolo nella crescità di complessità dell'evento artificiale caratterizzando i singoli eventi.

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