Ogni attraversamento d'interfaccia si accompagna un mutamento di condizione
e quel nulla che separa e congiunge ospita la condizione di "attiva
paralisi" come condizione necessaria per il suo superamento. Oggi
è in atto una tendenza verso una diminuzione del senso, una perdita
di significato dell'interfaccia.
L'intenzione è di creare un evento che sia quanto meno ripetitivo,
che sia sempre mutevole, che riesca a stupire, che lasci il segno, che rappresenti
un sistema aperto a nuovi sviluppi; che oltre ad essere dei passaggi forniscano
uno stimolo alla personalizzazione nelle forme, nella posizione, nelle modalità
in cui permette tale passaggio; che tenga conto maggiormente della gestualità,
che rivaluti gli altri sensi (udito, tatto...) oltre alla vista, che faccia
propri integrandoli gli apporti o i meccanismi tecnologici. L'architettura
organizza lo spazio che circonda l'uomo come un tutto perchè nessuna
delle parti ha autonomia funzionale e tutte sono valutate soltanto da come
formano lo spazio nel quale si situano e sono delimitate.
L'architettura si riferisce a tutto l'uomo e cioè al complesso
delle sue necessità fisiche e mentali (o virtuali) che noi individuiamo
in tre campi :
- Il campo della funzione simbolica mette in " primo
piano l'oggetto. L'attenzione è concentrata sull'efficacia del rapporto
fra la cosa e il segno che la significa. Il simbolo, funzione dell'espressione
visiva, entra in architettura quando alcune configurazioni trasmettono
un significato convenzionale16".
La forma simbolica è individuata come "medio onnicomprensivo
capace di strutturare una risposta multipla e simultanea a soggettività
diverse cioè le forme simboliche potranno essere riempite",
17 "ogni
qual volta il contesto di riferimento cambia, di contenuti contingenti".
18
- Il campo della funzione estetica mette in " primo
piano il soggetto. Il segno estetico non opera su una realtà singola,
come fa il segno simbolico, ma riflette in se la realtà come tutto19 " . Inoltre
non agisce sulla realtà ma si proietta a tutte quelle realtà
che l'uomo ha vissuto o che può ancora vivere, a tutto l'universo
delle cose e dei fatti. La funzione estetica sarà adattiva rispetto
alle varie idee di bellezza soggettive.
- Il campo della funzione pratica individua varie matrici formali
e tecnologiche e si pone criticamente rispetto al consenso sociale come
modo, spontaneamente comprensibile, di usare una cosa. Le architetture
generate devono essere adattive, quindi disponibili ad utilizzazioni diverse,
gestuali e sensoriali ed aperte ad integrare nuovi dispositivi tecnologici.
La struttura delle interfacce generabili è composta da un nucleo
soglia e da un intorno, direttamente connesso, di spazi filtro progressivi.
L'organizzazione si evolve con sequenze variabili degli elementi costitutivi
individuati e dei livelli di partenza e di arrivo e perciò è
disponibile ad essere supporto di successivi e non prevedibili significati
e, perchè nò, utilizzazioni ? (sfilate e concerti a Trinità
dei Monti erano impensabili al momento del progetto).
Questi campi non sono mai indipendenti ma al contrario sono difficilmente
scindibili così i vari aspetti si sovrappongono e si stratificano. |