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- Gli argomenti che affrontano prettamente i campi GEOMETRICO
FORMALI e PSICOLOGICI, vanno visti come letture puramente soggettive,
in quanto rispecchiano tutto ciò che il progettista stesso
elabora nel momento in cui affronta le prime fasi di approccio
e di ispirazione del progetto attingendo direttamente dal proprio
soggettivo, dal retroterra culturale (esperienza/vissuto) e dal
contributo teorico.
- Tutti i possibili livelli di lettura operati sono mirati
al progetto; fanno parte di quell'elaborazione di materiale e
di dati capaci di suggerire al progettista una strada rispetto
ad un'altra ma pur sempre focalizzata al progetto.
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RIAPPROPRIAZIONE delle LOGICHE PERCETTIVE
PERCEZIONE VISIVA - PSICOLOGIA e GESTALT
17 17 Le teorie ivi espresse sono tratte da: J. M.
Darley et altri, "Psicologia I°: Sensazioni e percezione",
il Mulino 1984
La Gestalt, sostiene che il processo percettivo è legato ai modi sociali di appropriazione della realtà e che un certo numero di tendenze organizzative innate influenzino il modo in cui vediamo; il processo percettivo coglie anziché somme o giustapposizioni di particolari, totalità immediatamente strutturate secondo forme o configurazioni globali.
Nel momento in cui l'ambito del percepito si presenta come un tutto (per esempio la città come un tutto che definisce quell'ambiente), esso è anche un tutto "significativo" secondo un rapporto complesso tra soggetto e realtà che implica al tempo stesso un investimento dell'IO nell'oggetto, un'attribuzione immediata del percepito e una potenziale appropriazione pratica e sintetica della realtà esterna.
Secondo la psicologia gestaltica, esempi di tendenze organizzative innate apparentemente universali sono i PRINCIPI di RAGGRUPPAMENTO secondo cui nell'uomo esiste la tendenza ad organizzare una serie di stimoli in gruppi sulla base della:
VICINANZA, SOMIGLIANZA, CHIUSURA, CONTINUITA' SIMMETRIA.
1. Vicinanza.
I punti che compongono il primo raggruppamento possono essere
visti come insiemi di righe o di colonne, indifferentemente. Quindi
non predomina alcuna organizzazione, ma basta che avviciniamo
i punti sulla direzione verticale (raggruppamento di mezzo) perché
si imponga l'impressione che ci siano quattro distinte colonne.
Oppure possiamo avvicinare i punti sulla direzione orizzontale
(terzo raggruppamento) per avere l'impressione che ci siano cinque
righe di punti.

2. Somiglianza. Le due configurazioni di punti sono
state costruite disponendo diversamente cerchi bianchi e cerchi
neri. Il raggruppamento di sinistra dà l'impressione di
essere organizzato per righe, quello di destra per colonne. E'
facile constatare che tale impressione deriva dal modo con cui
sono stati disposti i cerchi simili.

3. Chiusura. Il modo più semplice per verificare
l'efficacia di questo principio di organizzazione è metterlo
in conflitto con un principio già esaminato, quello della
vicinanza. Il disegno a sinistra mostra delle asticelle che si
aggregano a coppie in virtù della vicinanza. Nel disegno
a destra si vede che tali aggregazioni vengono distrutte per dare
vita a nuovi accoppiamenti: infatti vengono percepite come sottounità
la coppie di asticelle che formano i lati verticali dei quadrati.

4. Continuità di direzione. Consideriamo
la figura di sinistra. Non abbiamo esitazione nel dire che è
composta di un arco di cerchio e di un segmento. Eppure come si
vede nelle altre due figure ci possono essere altri modi di scomposizione.
Si impone il primo perché, nel selezionare (percettivamente)
una figura si segue un principio particolare: si organizzano in
sottounità quelle parti (punti in questo caso) che rispettano
la stessa direzione.

5. Simmetria. I tracciati simmetrici si organizzano
come sottounità.
ORGANIZZAZIONE FIGURA-SFONDO
- È un principio questo, che fa emergere la tendenza a
percepire le cose emergenti contro uno sfondo; normalmente questo
tipo di aggregazione è così efficiente ed automatica
che ha luogo senza essere notata.
COSTANZA di GRANDEZZA
- Si intende la tendenza quasi automatica a compensare i cambiamenti
nella grandezza dell'immagine retinica causati da cambiamenti
nella distanza visiva, in altre parole la grandezza rimane costante
perché la relazione tra l'oggetto e le cose che lo circondano
resta la stessa,
COSTANZA della FORMA
- E' la tendenza a percepire gli oggetti come se avessero
la stessa forma nonostante questa abbia delle variazioni notevoli
quando si proiettano sulla retina (es. porta che si apre: la sua
immagine cambia da rettangolo a trapezio, ma l'esperienza fa sì
che venga sempre percepita come rettangolo); ciò dipende
dal fatto che la forma degli oggetti è nota sia dalla conoscenza
che uno ha della loro posizione nello spazio sia dalla conoscenza
formale propria.
COSTANZA del COLORE
-E' un altro processo percettivo che dà stabilità
alle nostre percezioni; cioè al variare della composizione
della luce si tenderà sempre a riconoscere nel percepito
(già noto) il suo colore originario.
Per interpretare gli accordi soggettivi dei colori non ci si deve
basare solo sulle componenti cromatiche e sui loro singoli valori
espressivi. Conta anzitutto l'accordo nella sua totalità,
quindi la reciproca posizione dei colori, il loro orientamento,
la loro intensità, luminosità, lucentezza od opacità,
i vari rapporti quantitativi, di struttura e di ritmo. 18 18 J.
Itten, "Arte del colore", il Saggiatore
1982
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