- Studio di un sistema progettuale, applicato in specifico alle LOGICHE
di RICONOSCIBILITÀ e IDENTITA' dell'AMBIENTE URBANO
e dei suoi percorsi.
- Questa TESI vuole mettere a punto uno STRUMENTO DI RILETTURA
PROGETTUALE, capace di indipendenza rispetto al contesto e focalizzato
sui percorsi cittadini (intesi come spazio pubblico, inseriti nella complessità
della città stessa) COME FASE PROPEDEUTICA DI STUDIO PRIMA DELL'ATTO
PROGETTUALE VERO E PROPRIO.
- Tale dinamica di scoperta mi porta allo studio di una serie di relazioni
espresse da un modello, capaci di determinare in tempi brevi l'inquadramento
complessivo dell'ambito progettuale con l'opportunità di vagliare
i molteplici aspetti di contingenza che intervengono sul luogo.
- Il MODELLO si pone come fine di gestire la progettazione in un ambiente variabile.
SCHEMA ORGANIZZATIVO:
- Nel mio caso, il percorso di scoperta si basa sulla rilettura in progress delle possibili evoluzioni della città, ricercando elementi comuni ed eventuali spazi di progettabilità, all'interno dei quali possono essere annotati gli EVENTI o le RELAZIONI possibili (suggerite dall'immaginario di riferimento) che progressivamente vengono addotti all'universo filmico (universo di riferimento).
É la rappresentazione di un sistema non focalizzato ad un unico momento, ma alla sua trasformazione che prescinde dalla contingenza ed è utilizzabile per controllarla e gestirla progettualmente.
LETTURA SOGGETTIVA DELLA LOGICA PROGETTUALE
ATTRAVERSO IL CONTRIBUTO CINEMATOGRAFICO
- Il mio interesse come progettista è fortemente legato allo studio della qualità comunicativa che coinvolge la vita e il movimento dell'uomo all'interno di complessi spazi dinamico-architettonici.
La mia ricerca è un percorso di scoperta che affronta la riconoscibilità
e la plausibilità dei rapporti spaziali all'interno dell'ambiente
urbano riferito allo spazio pubblico come area di indagine.
- Partendo dalla rilettura di alcuni contributi filmici famosi decontestualizzati,
aventi una forte componente architettonico-compositiva, ho addotto
quegli aspetti che soggettivamente - sempre da progettista - evidenziano
le logiche di riconoscibilità ambientali, al variare sia del contesto
proposto dalle sequenze filmiche sia dal loro continuo salto temporale
che mi identifica, dal punto di vista formale (del film), una successione
di parti di tempo e parti di spazio lungo l'asse
virtuale della quarta dimensione, il TEMPO per l'appunto 11 11 T.
F. Banchoff, "Oltre la terza dimensione" Zanichelli 1993 e W.
P. Thurston, T, R. Weeks, Le Scienze, settembre. 1984, n.193.
L'opportunità di utilizzare soggettivamente porzioni di TEMPO
diverse tra loro, arricchisce e stimola il mio campo di indagine e di scoperta.
- Il film è un universo da leggere in funzione progettistica,
dal quale addurre una struttura della complessità ambientale
per costruire così un MODO di PROGETTARE e verificare con adeguati
strumenti il controllo dello spazio, consapevoli della stessa qualità
ambientale.
Il legame molto stretto che esiste tra CINEMA ed ARCHITETTURA è ormai assodato, ma la mia scelta di utilizzare alcuni FILM è ricercabile nel fatto che il CINEMA è SPESSO PRECURSORE di certi avvenimenti ed è senza dubbio testimone e chiarificatore di alcuni aspetti trascurati oltre che elemento di riflessione anche attraverso gli eccessi.
Comunicativamente un FILMATO è assimilato nell'immediatezza delle sue immagini 12 12 .."la semiotica mette al centro del suo progetto, lo studio del cinema in quanto forma di significazione e comunicazione...linguaggio tra i linguaggi", R. Barthes, I segni e gli affetti nel film, Milano 1970. Introduzione.
e si esprime all'interno di ambienti e strutture che legano fortemente
l'architettura alla complessità compositiva delle sequenze 13 13
A. Costa (a cura di) "Cinema e Architettura", in:
Cinema & Cinema, gennaio-aprile, CLUEB 1993, n. 66
- L'INNESCO del mio processo di indagine è quindi partito dall'ANALISI SOGGETTIVA dell'UNIVERSO di RIFERIMENTO dell'immagine filmica, che presenta al suo interno una serie pressoché infinita di letture e di interpretazioni.
OSSERVAZIONI SULLA PERCEZIONE E SULLA COSTRUZIONE DELLA STRUTTURA FILMICA
- Noi vediamo la realtà attraverso una visione binoculare, basandoci sul rapporto mentale della messa a fuoco retinica.
Non abbiamo una limitazione precisa dello spazio reale, la nostra vista può cogliere alcuni aspetti e non altri ma può spaziare all'interno dello SPAZIO accumulando in sequenza una serie di messaggi.
Il FILM invece, viene strutturalmente condizionato dalla natura della
pellicola su cui è impressionato, che è costituita dalle
dimensioni di ampiezza del campo di ripresa (taglio spaziale dell'inquadratura)
che viene proiettato sullo schermo, assumendo la forma di un rettangolo
più o meno grande.
- Lo SPAZIO CINEMATOGRAFICO è a DUE DIMENSIONI ed è proprio la superficie dello schermo, che rende l'immagine bidimensionale e capace di ritagliare possibili porzioni di realtà.
L'appiattimento fotografico delle linee, associato all'interruzione delle rette al contatto con i lati dello schermo e le focali delle lenti, fanno sì che L'OCCHIO DELLO SPETTATORE SI IDENTIFICHI CON L'INQUADRATURA che poi non è altro che la capacità di gestire l'immagine attraverso l'obiettivo della macchina da presa.
La fisicità della materia viene tradotta in PERCEZIONI PROSPETTICHE, dunque fittizie.
Quindi, l'OCCHIO UMANO si può soffermare sull'osservazione di vari elementi appartenenti ad una stessa porzione di spazio, la MACCHINA da PRESA NO, deve scegliere o il particolare o il totale, o i piani intermedi.
Nel cinema, è la scelta precisa di una porzione di spazio che
deve durare un determinato tempo (un dato spazio viene inquadrato per un
determinato tempo); il RAPPORTO PRIMARIO che ne scaturisce è quindi
quello basato sullo SPAZIO-TEMPO.
- La SEQUENZA infatti è una PARTE AUTONOMA DI UN FILM, è
un SEGMENTO DI FILM CHE PUO'; VIVERE AUTONOMAMENTE SENZA PERDERE
IL PROPRIO SIGNIFICATO PRIMARIO; è una specie di micro film all'interno
del film stesso, che alla fine è appunto composto dall'insieme di
numerose sequenze.
- All'interno della mia ricerca, ogni SEQUENZA che ho selezionato è costituita da una sola INQUADRATURA che mi CARATTERIZZA una CONTINUITA' questa particolare scelta mi dà l'opportunità, mediante il punto di vista dell'inquadratura stessa, di identificare una plausibile posizione spaziale all'interno dello spazio urbano dalla quale poter procedere così con le mie indagini. 14 14 M. Marie, D. Percheron, J. P. Simon, M. Vernet "Attraverso il cinema", ed. ital. A. Costa, Longanesi 1978
ASPETTI METODOLOGICI PRELIMINARI
OBIETTIVO
- Di fondamentale importanza è stato l'estraniarmi dal contesto di racconto del film.
Dallo svolgersi delle sequenze filmiche, ho voluto così leggere
la COMPLESSITA' dell'impianto architettonico-compositivo
che mi si presentava, identificando attraverso alcune CHIAVI DI LETTURA
delle gerarchizzazioni atte ad evidenziare l'obiettivo della mia ricerca.
- Dopo un lungo percorso di studio e di selezione svolto attraverso la valutazione di un vasto universo filmico, sono arrivato a scegliere undici pellicole per poi effettuare una seconda selezione che mi ha visto considerarne solo quattro.
Appartengono alla 1° fase di selezione:
BLADE RUNNER, FINO ALLA FINE DEL MONDO, METROPOLIS, BATMAN, TRON, IL VENTRE DELL'ARCHITETTO, ARANCIA MECCANICA, BRAZIL, IL SENSO DELLA VITA, IL CIELO SOPRA BERLINO, TOKYO GA.
I 4 film prescelti su cui poggia la mia sperimentazione sono:
BLADE RUNNER, FINO ALLA FINE DEL MONDO, METROPOLIS E IL VENTRE DELL'ARCHITETTO
. 15 15 Cfr. anche il paragrafo SPERIMENTAZIONE
- Procedendo in progress all'accumulo di adduzioni, ho letto soggettivamente
la DINAMICA dello scorrere dei percorsi seguiti dalle inquadrature, estrapolando
dalla struttura complessiva dei film una serie di CODICI e di CHIAVI DI
LETTURA raccolti in alcuni PARADIGMA capaci di inquadrare i canoni per
i quali riesco da progettista a decodificare la STRUTTURA di un AMBIENTE
ed ottenere la sua RICONOSCIBILITA'
- Grazie alla scelta mirata della singola inquadratura che gestisce la sequenza, ho potuto studiarne la scomposizione fino alla minima unità del singolo fotogramma leggendo la DINAMICA EVOLUTIVA della sequenza come ulteriore dimensione individuando quegli aspetti caratterizzanti l'ambiente filmico ed estrapolando gli elementi di costruzione di un MODELLO RIGOROSO e PERTINENTE.
- L'interazione sinergica di queste chiavi di lettura mi permette di
determinare, attraverso alcune operazioni di verifica, se quella particolare
situazione ambientale è da considerarsi PROGETTUALMENTE
PLAUSIBILE (ai fini della plausibilità) o se risulta non verificata
al MUTARE delle VARIABILI.
- Con il mutare di alcune variabili ambientali suggeritemi dal contributo filmico, vado ad individuare le aree del mio interesse progettuale che coinvolgono in specifico lo studio delle diverse FORME della LUCE e dei diversi aspetti che assumono le differenti FORME degli AMBIENTI URBANI (rapporto spazio/ambiente contingente).
Ho estrapolato così alcuni fattori che possono determinare la riconoscibilità di una possibile IDENTITA' AMBIENTALE all'interno di un sistema dinamico come la CITTA'
FASI DI LAVORO
ORGANIZZAZIONE SOGGETTIVA
16 16 cfr. anche paragrafo Percorso di scoperta - Contributo filmico
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1° FASE
INDIVIDUAZIONE DELLE STRUTTUREE DEGLI STRUMENTI DI ADDUZIONE - Corrispondono al racconto della struttura della mia lettura sui CAMPI e sui PIANI di lettura filmico-progettuali. |
2° FASE
- Sono le strutture che a me interessa sondare (individuano il tema di progetto) Da progettista ritengo che siano gli aspetti basilari di RICONOSCIBILITA' e IDENTITA' dei LUOGHI:
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3° FASE
- Sono quegli aspetti che identificano i miei OBIETTIVI di progetto. |
4°FASE
- Costruzione e aggregazione di un sistema organico e progressivo basato su quattro PARADIGMA di FILTRAGGIO PROGETTUALE, a sua volta composto dai due sistemi di adduzione, dagli obiettivi, dai campi di sperimentazione e ulteriormente supportato dagli strumenti che definiscono il PARADIGMA di CONTROLLO dell'EVOLUZIONE in fase di verifica. |