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Queste immagini rappresentano due condizioni atmosferiche
differenti. In una è chiaramente individuabile una giornata di pioggia
in una qualsiasi città, mentre nell'altra è rappresentato
un paesaggio desertico. Lo sguardo in quest'ultima, deve però focalizzarsi
sul forte vento che in certi Paesi spira durante l'arco dell'anno. Queste
semplici analisi mi hanno permesso seguendo il percorso del mio paradigma di effettuare una rilettura che ha aggiunto complessità al mio progetto.
Queste immagini che appartenevano al mio immaginario
di riferimento, sono servite come strumento di costruzione del modello dinamico
sperimentando un' intercambiabilità delle matrici formali. E' nato
così un processo di morfogenesi che dovrebbe comunque attribuire una caratteristica di
riconoscibilità di ogni modello.
Le quattro fotografie rappresentano una lettura soggettiva
di una semplice fotografia che però richiama nella mia mente il concetto
di pioggia. La soggettività è esplicitata attraverso l'immagine
dell'uomo in generale che si ripara dalla pioggia. Nel procedere delle immagini
è constatbile la dinamica evolutiva del processo di costruzione del
modello.Nel risultato finale dovrebbe essere individuabile una certa riconoscibilità
dettata dalle matrici formali utilizzate.
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Partendo dalla figura dell'uomo che sorregge
l'ombrello ho cominciato a pensare come questo oggetto sia una protesi dell'uomo che lo utilizza
ovunque ci sia la necessità. Ho estratto quelle che secondo me erano
le matrici formali e da li ho creato, dal niente seguendo solo delle regole,
quello che alla fine è risultato uno scenario possibile, sorretto
da un paradigma
che penso forte. |
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Visione delle matrici formali estratte dalla figura
dell'uomo che, si protegge dal vento. |
| L'analisi compiuta sul turbante mi ha fatto
costruire un modello con le matrici assunte dall'immagine. |
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