SCELTA DI UN MATERIALE PER LA REALIZZAZIONE DEL MIO OGGETTO
L'esigenza di realizzare l'oggetto con una fibra tessile resistente e leggera,
mi ha portato a scegliere, tra i tessuti che ho potuto trovare, il
piú conforme agli obiettivi da me prefissati.
Tra le varie materie prime tessili che ho approfondito la
piú interessante che ho trovato é una pianta dalle mille qualitá:
LA CANAPA
É UNA PIANTA in grado di fornire varie materie prime pregiate
e possiede una serie di qualitá che la rendono adatta alla realizzazione
di molteplici linee di prodotti ecologici:
--Per le sue caratteristiche agricole diiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
robustezza, é possibile coltivarla senza fare ricorso a pesticidi
e grazie alle sue radici profonde e
sottilmente ramificate migliora la qualitá del terreno;
--Date le numeruse possibilitá di impiegoiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
di tutte le parti della pianta
é possibile uno sfruttamento privo di residui;
--Dati gli alti rendimenti, il consumo di suolo é ridotto;iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
--Recenti studi in Ungheria hanno dimostrato cheiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
é possibile produrre
tessuti di canapa con una quantitá eccezionalmente bassa di
residui di sostanze inquinanti;
--La canapa fornisce all'industria cartaria una materia primalllllllllllllllllllllllllllllllllllll
alternativa al legno;
--La combustione dell'olio di canapa non produce sostanze tossiche;lllllllllllll
--Considerato l'ottimo inpiego come fibrallllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll
tecnica e la sua robustezza, puó sostituire in alcuni campi
le fibre chimiche
In Germania, negli USA e in Italia tuttavia non é possibile coltivarla. Che cosa
bisogna fare allora per far tornare la canapa nel circuito economico?
Innanzitutto é necessario togliere i divieti per la coltivazione di qualitá di
canapa con un contenuto di cannabinolo (cosí si chiama il principio attivo
stupefacente) inferiore allo 0,3 per cento, adeguando la legislazione italiana
agli ordinamenti dell'Unione Europea che, al contrario, ne incoraggiano
finanziariamente la coltivazione.