"KLEIN E WAGNER", Hermann Hesse
Nel direttissimo,dopo il vorticoso susseguirsi degli eventi, la fuga, il passaggio del confine, dopo un turbinio di tensioni e av=
venimenti, di emozioni e pericoli, ancora profondamente sorpreso che tutto fosse andato bene, Friedrich Klein sprofondo'
completamente in se stesso. (...) Di scatto si rizzo' a sedere, premette le tempie coi pollici e si sforzo' di pensare. Era difficile,
la testa era come di vetro, svuotata dalle emozioni, dalla stanchezza e dalla mancanza di sonno. Eppure doveva pensare. Dove=
va cercare, doveva trovare, doveva scoprire un punto fermo dentro se stesso, conoscersi e capirsi un po'. Altrimenti la vita non
gli sarebbe piu' stata sopportabile. (...) Era al Sud, aveva valicato le Alpi, realizzando cosi il sogno radioso della sua giovinez
za. (...) Una potenza sconosciuta aveva disposto che si realizzassero i due desideri piu' ardenti della sua vita: lo struggente
anelito verso il Sud (...) e la brama segreta di fuga e liberta'. (...) Quella lite con il suo superiore, quella sorprendente op=
portunita' di sottrarre il denaro, tutte quelle cose, insomma che fino a quell' istante gli erano sembrate cosi importanti, gli ap=
parivano adesso niente piu' che un caso. (...) Le cose non stanno piu' come prima, sta cominciando qualcosa di nuovo (...) Il
fuggiasco, uscito dalla sua vita per entrare in una fiaba, si volto' indietro verso la citta'.
"DA SIESTA A XBALBA ", Allen Ginsberg
Cosi nella notte sogno di un imbarco,
capitani, capitani
passaggi di ferro, luci delle cabine
Brooklyn oltre le acque
la grande barca amorfa, visitatori, addii, vasto mare
UN VIAGGIO E' IL PROFITTO O LA PERDITA DI UNA VITA:
perche' l' Europa e' la mia fantasia, in molti la vedranno, in molti no
anche se e' l'unica parola familiare e non un sogno astratto.
E in un momento di sonno profetico vedo quel continente nella pioggia
strade nere, vecchia notte, un monumento sbiadisce...
E' un lungo viaggio ancora non compiuto, su antichi mari
navigando tra grigie nude dune sotto lo spurgo di luce del mondo
verso porti di geografia infantile
la nave rugginosa approdera' a...
Quali notti potrei vedere senza un centesimo fra gli arabi misteri di citta' luride
intorno alle casbah dei docks ?
Vie d'argilla, muri di fango, odori di erba grama creosoto e rancida acqua di mare
strutture scure sopra la testa
forme di macchinari e fronte dello scafo: e una luce di bar che brucia nella baracca di legno
di la' dalla velata montagna di zolfo sul molo...
Verso quale citta' navighero' ? Quali selvagge case andro' ad occupare ?
Che stanze e strade nomadi e lumi nella lunga notte sollecitano la mia attesa ?
Quale genio della sensazione in antichi saloni ? Quale jazz dopo il jazz negli azzurri
saloni futuri ? Quale amore nei caffe' di Dio ?
Cinque anni fa pensavo seduto nel mio appartamento
i miei occhi erano aperti per un'ora
nella tremenda estasi scorgevano gli immobili edifici di New York marcescenti sotto
le maree del Paradiso
C'e' un Dio
che muore in America
gia' creato nell' immaginazione degli uomini
reso palpabile per l'adorazione:
c'e' un'interna antecedente immagine della divinita'
che mi chiede di uscire in pellegrinaggio.
O futuro, inimmaginabile Dio.