TESTI DI RIFERIMENTO

 

"Giasone a Medea : "Và attraverso

le alte stanze

dell’etere sublime, testimonia

che là dove tu viaggi

non esistono dei..."

da "Medea" di Seneca

 


..." Soffio possente d’un fatale andare,

oltre la morte; e m’è nel cuor, presente

come in conchiglia murmure di mare .

O squillo acuto, o spirito possente,

che passi in alto e gridi che ti segua !

Ma questo è il fine, è l’ Oceano, il Niente ...

E il canto passa ed oltre noi dilegua ."

da "Alexandros" di G.Pascoli

 


 

..."Tu chiedi se così tutto vanisce

in questa poca nebbia di memorie:

se nell’ora che torpe o nel sospiro

del frangente si compie ogni destino.

Vorrei dirti che no, che ti s’appressa

l’ora che passerai di là dal tempo;

forse solo chi vuole s’infinita,

e questo tu potrai , chissà, non io.

Penso che per i più non sia salvezza,

ma taluno sovverta ogni disegno,

passi il varco, qual volle si ritrovi.

Vorrei prima di cedere segnarti

codesta via di fuga

labile come nei sommossi campi

del mare spuma o ruga .

Ti dono anche l’amara mia speranza .

Ai nuovi giorni, stanco, non so crescerla:

l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi ..."

 

da "Casa sul mare" di E.Montale

 

 


 

..."Quand’ecco che d’un tratto le passò quella accanto di corsa un coniglio bianco dagli occhi rosa.

In questo non c’era niente di tanto strano, ma quando il coniglio estrasse un orologio dal

taschino , lo guardò e affrettò il passo, Alice saltò in piedi e, bruciando di curiosità, lo inseguì

di corsa, facendo appena in tempo a vederlo sparire in una buca sotto la siepe: un attimo

dopo, si infilò dietro di lui senza pensare a come sarebbe poi riuscita a tornare indietro .

Per un po’ la tana si prolungava come una galleria, ma ad un certo punto sprofondava

all’improvviso, e Alice si trovò a precipitare giù per quello che pareva un pozzo assai

profondo: giù, giù, sempre più giù...sarebbe mai finita quella caduta?..."

..."Come sarebbe bello poter entrare nella Casa dello Specchio! Sono sicura che ci sono

delle cose meravigliose! Facciamo finta che il vetro sia diventato morbido come nebbia,e che

si possa passare dall’altra parte. Ecco che diventa una specie di brina leggera..." Mentre Alice

diceva così, il vetro cominciava a sciogliersi e svanire, proprio come una luminosa nebbia

d’argento ..."

 

da "Alice nel Paese delle Meraviglie" di L.Carroll


 

 

..."Quando ricevette la prima notizia della scomparsa di Siddharta, s’appressò alla finestra, dove teneva in una gabbia d’oro un raro uccello canterino. Aprì la porticina, lo trasse fuori e lo lasciò volar via. A lungo Kamala seguì con lo sguardo l’uccello in volo . Da quel giorno in poi non volle più ricevere visite, e tenne chiusa la propria casa."

..."Il fiume tendeva alla meta, Siddharta lo vedeva affrettarsi, quel fiume che era fatto di lui

e dei suoi e di tutti gli uomini ch’egli avesse mai visto, tutte le onde, tutta quell’acqua si

affrettavano, soffrendo, verso le loro mete, molte mete: la cascata, il lago, le rapide, il mare e

tutte le mete venivano raggiunte, e a ogni meta una nuova ne seguiva, e di nuovo riprendeva

il suo cammino, di nuovo cominciava a fluire....

Tutto era una cosa sola, tutto era mescolato e intrecciato, tutte le voci, tutte le mete, tutti i

desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto

insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita..."

..."Il fiume si trova ovunque in ogni istante, e per lui non vi è che presente, neanche l’ombra

del passato, neanche l’ombra dell’avvenire...e quando l’ebbi appreso, allora considerai la mia

vita e vidi che anch’essa è un fiume...Nulla fu, nulla sarà, tutto è, tutto ha realtà e presenza."

 

Da "Siddharta" di H.Hesse


 ..."Nessun nome. Nessun ricordo oggi del nome di ieri, del nome di oggi, domani...

Non è altro che questo, epigrafe funeraria, un nome. Conviene ai morti. A chi ha concluso.

La vita non conclude, e non sa di nomi, la vita. Quest’albero, respiro tremulo di foglie nuove:

sono quest’albero. Albero, nuvola; domani, libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo.

Tutto fuori, vagabondo..."

..."Così soltanto io posso vivere, ormai. Rinascere attimo per attimo...nuovo e senza ricordi:

vivo e intero, non più in me, ma in ogni cosa fuori."

Da "Uno, nessuno e centomila" di L.Pirandello

 


 

"Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e temerità. Il coraggio,

l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia...Noi affermiamo che

la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli ! Perché dovremmo guardarci alle spalle, se

vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile ? Il tempo e lo spazio morirono ieri .

Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo

le maree multicolori o polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il

vibrante fervore notturno dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le officine appese

alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi...

Da "Manifesto del Futurismo" di F.T.Marinetti


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