E. A. Poe - Racconto delle "ragged mountains"

[…] Non avevo alcuna volitività; tuttavia mi muovevo come un automa, svolando leggero sulla città e ripercorrendo a ritroso il sentiero per il quale ero venuto. Quando raggiunsi il punto tra le montagne ove mi ero imbattuto nella iena, una nuova scossa come di batteria galvanica mi pervase e riacquistai il senso del peso, della volontà, della sostanza; ritornai insomma il mio io originario e ripresi a camminare spedito verso casa; però l'esperienza provata non aveva perduto per me nulla della sua vivezza, neppure ora riesco a considerarla un semplice sogno.

 

M. Proust - "Tempo ritrovato"

[…] Così è per il passato nostro. È inutile cercare di evocarlo, tutti gli sforzi della nostra intelligenza sono vani. Esso si nasconde all'infuori del suo campo e del suo raggio di azione in qualche oggetto materiale (nella sensazione che ci verrebbe data da questo oggetto materiale) che noi non supponiamo. Questo oggetto vuole il caso che lo incontriamo prima di morire, o che non lo incontriamo.

 

M. Ende - "Lo specchio nello specchio"

L'interno di un volto con gli occhi chiusi, e niente di più.
Oscurità. Vuoto.
Tornare a casa.
Tornare a casa, dove?
Non lo so più.
Chi… io?
Sono malato di nostalgia.
Ricorda!
La da dove sono venuto un giorno. A casa.
Hai una patria? Sei suo figlio?
Chi è che domanda?
Chi è che risponde?
Ora gli occhi sono aperti, tuttavia non c'è altro che oscurità e vuoto.

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