Paradigma organizzativo

Il paradigma organizzativo è quel punto essenziale del nostro iter progettuale in quanto rappresenta la struttura su cui è appunto organizzato il progetto stesso. Nel paradigma c'è il "come" del nostro progetto, cioè è racchiusa la nostra idea di progetto, al di là di tutti gli aspetti prettamente formali o funzionali di quello che sarà il nostro prodotto. Il paradigma è un ordine in cui sono appunto ordinate le nostre adduzioni, la gerarchia e la nostra concezione di progetto. Deve essere per noi un punto di riferimento costante che ci permette di partire da delle adduzioni fino ad arrivare a dei possibili scenari tutti organizzati dal paradigma stesso.

 

1 - IL PROBLEMA DELLE INTERFACCE

Il problema delle interfacce è un problema importante per la qualità del prodotto finito, poichè sono l`unico mezzo che ha l`utente per mettersi in comunicazione con l`oggetto. Questo dilemma è il punto di partenza per il mio paradigma organizzativo che prende come riferimento il SOLE. Tale astro, rappresentato in modo esplicativo, è infatti formato da un corpo e da un numero indefinito di raggi che si sviluppano su tutta la sua superficie: tramiti tra il corpo e l`uomo. Cosí anche il mio progetto dovrá strutturarsi con l`obbiettivo di ottimizzare le interfacce sviluppandole a 360 gradi intorno al corpo dell`oggetto.

 

2 - OGGETTO COME PERCORSO

Se un oggetto deve essere per il viaggio deve essere in qualche modo relazionato a questo non solo per utilizzo, ma anche per struttura e organizzazione. Per questo ho deciso che se il viaggio è un percorso allora anche i miei scenari devono contenere un percorso; e cosí come il viaggio non è mai rettilineo cosí il percorso del mio oggetto non deve essere per forza lineare. Ma la non linearità non implica la molteplicità di mete che rende il viaggio vario, ma imprevedibile. Da questo punto di partenza ho stabilito il mio secondo paradigma organizzativo comunque relazionato al problema delle interfacce. Ho infatti pensato che le mie interfacce dovessero seguire un percorso non necessariamente lineare, ma il meno imprevedibile possibile.

 

PARDIGMA ORGANIZZATIVO

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WB01416_.gif (123 byte) A- Interfaccia in entrata con l'utente WB01416_.gif (123 byte) D- Memoria
WB01416_.gif (123 byte) B-  Interfaccia in entrata con il mondo
WB01416_.gif (123 byte) E- Interfaccia in uscita
WB01416_.gif (123 byte) C- Elaboratore

Il mio paradigma organizzativo è esplicativo della struttura delle interfacce, soprattutto per quanto riguarda il percorso che avviene internamente all'oggetto. Tutto parte da un input, uno stimolo esterno  dato dall'utente.   Questo viene catturato dall'evento A che l trasmette all'evento B, facendolo passare dall'evento C: l'elaboratore dove l'informazione recepita viene elaborata. Quando l'input raggiunge l'evento B fa partire uno stimolo visivo che ripassa dall'elaboratore e viene immagazzinato nell'evento D: la memoria. Dopo essere stato immagazzinato ed elaboraro viene inviato all'evento E sottoforma di informazione. È qui che ci viene fornita la risposta al nostro stimolo di partenza, e il compito dell'interfacia in uscita è quello di rendere visibile e verificabile questo percorso di elaborazione subito dall'input.