
Carra', Simultaneita' - la donna al balcone,1912
Nella prima generazione del mio spazio tridimensionale, considerando le
valenze
futuriste del mio "committente", e' andata via via crescendo
in me una sensibilita' diversa,
condizionata dall'esperienza della velocita'. La velocita' appunto,
produceva
effetti ben precisi sull'occhio, stabiliva nuove abitudini percettive in
quanto
alterava bruscamente un modo di vedere consolidato, fondato su un rapporto
sostanzialmente
stabile nel tempo, tra osservatore e oggetti osservati. Il treno in corsa
faceva scomparire
d'un colpo gli elementi del paesaggio intorno, che di continuo cambiavano
la loro posizione
e cominciavano ad essere visti secondo prospettive sempre diverse, in rapida
successione.
In un opuscolo intitolato Passeggiata a Milano ed a Monza sulla strada
ferrata,
pubblicato nel 1842, e' raccontato il susseguirsi ininterrotto di immagini
agli occhi del
passeggero:
"...I passati, i presenti, i futuri pare che si mischino in una riga sola, in un
sol tempo; e se lasciano alcuna volta intravedere alcuna interruzione, non l'ha
ancor l'occhio avvertita, che le ombre ricominciano e si danno la mano.
Gradatamente intanto piu' l'occhio s'inoltra verso l'orizzonte e piu' tranquilla
si rende la scena circostante; contrasto simultaneo di vista, per cui qui vedi balenare
gli oggeti, piu' in la' succedersi lentamente, piu'in la' muoversi appena e quasi riposare".