Un pizzico di Origami
L'architetto Livius Greenaway si fece fare una copia del quadro di Giacomo Balla e la utilizzò per elaborare l'idea del progetto.
1. La scelta
L'architetto
decise di usare solo alcuni degli elementi del dipinto, che evidenziò
sulla copia.
2. Lo spunto
Mentre
selezionava gli elementi, Greenaway ebbe un'ispirazione: gli sembrò
infatti di vedere, nel quadro, l'immagine di un ORIGAMI,
cioè di un'opera di carta realizzata con una tecnica giapponese,
del quale era profondo conoscitore.
Si trattava, naturalmente, di un'interpretazione personale, ma gli servì
da spunto per iniziare a vedere il progetto; cioè
da innesco alla progettazione.
3. Come una Prospettiva
Venne
poi la parte più complessa:
l'architetto immaginò che il dipinto fosse una veduta prospettica
del futuro edificio, e che gli elementi scelti fossero perciò dei
volumi.
Fissò allora, a proprio piacimento, una linea d'orizzonte,
un punto di vista, ed una distanza dal quadro prospettico
dell'osservatore.
Successivamente, individuò la posizione nello spazio di ogni
singolo punto che definisse i volumi.
4. Assonometria
Infine,
l'architetto passò a lavorare in assonometria, per completare l'ipotesi
di progetto.
E tutto quello che non era possibile ricavare dall'immagine del quadro...
se lo inventò!
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pianta |
prospetto frontale |
prospetto laterale |
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vista assonometrica |
vista assonometrica |
vista assonometrica |
A questo punto, l'architetto fece le valigie e si recò a Milano per visitare la casa liberty di Madame Marienbad.
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