Giacomo Balla
(Torino 1871 - Roma 1958)
Pittore autodidatta, nel 1895 inizia a lavorare a Roma, dove dipinge
i suoi primi quadri con tecnica divisionista.
Dopo un viaggio a Parigi (1900), espone a Roma numerosi ritratti e opere
anche a sfondo sociale, mentre il suo studio, frequentato da Boccioni
e Severini, diventa un luogo di incontro, di discussioni e di nuove
ricerche.
Conosciuto Marinetti, Balla é tra i firmatari del Manifesto
del Futurismo (1910), movimento al quale aderisce perché vicino
agli studi che aveva giá intrapreso sulla ricerca di effetti di
luce particolari (Lampada ad arco, Museo di New York) e di dinamismo.
Accanto
alle prime Compenetrazioni iridescenti
del 1912-14 (altre ne esegue tra il 1918
e il 1920) si pongono opere in cui Balla studia le forme in movimento (Bambino
che corre sul balcone, Automobile in corsa, Dinamica di un cane al guinzaglio,
L'archetto del violinista) e il movimento inteso come espressione plastica
astratta: rotatorio, ellissoidale e a spirale.
Pur continuando nelle sue ricerche di carattere sperimentale, Balla si
é occupato anche di arredamento (arazzi), di scenografia (per i
balletti di Djagilev nel Fuoco di artificio di Stravinskij), di arte decorativa
in genere, influendo anche sulla scultura e sull'architettura.
Negli ultimi anni Balla dipinge secondo un naturalismo verista, che peraltro,
sia pure saltuariamente, non aveva mai del tutto abbandonato.
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