Il succo della storia


La realizzazione di questo lavoro mi ha fornito lo spunto per alcune riflessioni, che desidero lasciarvi, come ringraziamento per aver visitato il mio sito.

1. Tutta un'altra prospettiva

Nel 1973, Bruno Zevi, nel suo libro "Il linguaggio moderno dell'architettura", affermava che l'invenzione della Prospettiva, aveva dato inizio al decadimento dell'Architettura:

"La prospettiva è una tecnica grafica volta a rappresentare una realtà tridimensionale su un foglio bidimensionale. Per agevolare il compito, indusse a squadrettare tutti gli edifici, riducendoli a prismi regolari. [...] Armato di riga a T, l'architetto non pensa più all'architettura, ma solo al modo di rappresentarla."

"La prospettiva avrebbe dovuto [invece] offrire gli strumenti per acquisire con maggiore consapevolezza la tridimensionalità.[...]".

Devo ammettere che anch'io, prima di questo lavoro, non mi ero reso conto dell'enorme potenzialità del disegno prospettico.

La Prospettiva non è una semplice tecnica di rappresentazione, ma uno strumento di ricerca, di controllo spaziale.

2. Spazio al computer

" Il computer permette di simulare la realtà architettonica non staticamente, come la prospettiva, ma in ogni aspetto visuale [...].

Sperimentiamo l'ambiente, le sue dimensioni, la luce, il calore, i percorsi. Il simulatore grafico disegna piante sezioni, elevati, ci fa camminare nell'edificio e nella città, pone ad immediato confronto infinite soluzioni alternative.[...] Inoltre il computer rende democratico l'iter progettuale: l'utente potrà controllare in ogni momento il farsi della sua casa, la vedrà, anzi, ci vivrà prima che sia costruita, potrà sceglierla e mutarla."

"Ovviamente, non garantisce che gli architetti parlino il linguaggio moderno, però ne offre loro la possibilità[...]

Bruno Zevi, "Il linguaggio moderno dell'Architettura", 1973

Avevo già scoperto che il computer è uno strumento utile, più che velocizzare il lavoro progettuale, ad estenderne le possibilità. Tuttavia, è stato grazie a questo lavoro di corso che ho verificato la sua incredibile capacità di controllarne l'evoluzione nello Spazio e nel Tempo.

Visitare il mio stesso progetto, come se fosse reale, mi ha insegnato cose su di esso che neppure io conoscevo.

3. Marienbad e Greenaway

E' stato detto, della moschea di Cordoba - un luogo che e' davvero architettonicamente stupefacente -, "Non c'e' niente di piu' crudele, nella vita, che essere ciechi a Cordoba".

Peter Greenaway - regista

Uno dei problemi che avverto maggiormente durante elaborazione di un progetto è quello di riuscire a visualizzare le mie idee, di pre-vedere il luogo che vado a progettare.

Penso che un buon architetto debba possedere questa dote di pre- visione.

In questo ordine di idee, la simulazione al computer mi è sembrato un ottimo strumento di allenamento.

Un altro strumento potrebbero rappresentarlo i film. Che cos'è un film se non una rappresentazione dello spazio in movimento? E non è forse l'Architettura moderna che ha introdotto il fattore Tempo nella progettazione dello Spazio?

"L'anno scorso a Marienbad"(1961) di Alain Resnais è un film che mi ha impressionato particolarmente per la sua sperimentazione sulla rappresentazione del Tempo, della Memoria e dello Spazio.

Così pure i lavori del regista inglese Peter Greenaway.

I nomi che ho dato ai personaggi dell'architetto e della sua cliente sono quindi un piccolo omaggio all'opera di questi autori.

Perchè, come mi disse una volta Karel Thole, un famoso illustratore olandese, "Il difficile non è imparare a tenere una matita in mano. Il difficile è imparare a vedere."

Livio Cazzulani


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