Facoltà di Architettura ..........................................................................................................................................................Politecnico di Milano

Studente: Cecilia Amighetti Matr. 174804

MARIO SIRONI (Sassari 1885 - Milano 1961)

Mario Sironi studiò ingenieria a Roma, ma dal 1903 si dedicò esclusivamente alla pittura, frequentando l’Accademia di Belle Arti, dove conobbe G.Balla, U.Boccioni, G.Severini.
Nel 1905 si trasferì a Milano, poi nel 1908 fu con Boccioni a Parigi e in Germania. Tornato in Italia aderì al futurismo, che significò per lui un primo momento di riflessione sul tema della civiltà urbana ed industriale (Il Camion, 1914 ; Composizione con elica, 1915).
Nel primo dopoguerra fu uno dei più convinti sostenitori di quel ritorno alla origini e alla tradizione italiana (attraverso un linguaggio figurativo arcaicizzante, caratterizzato dalla riduzione geometrica e della loro vigorosa plasticità) che diede luogo al movimento del Novecento italiano (La famiglia del pastore, 1920 ; Fabbriche e ferrovia, 1921 ; Paesaggio urbano, 1921 ; La malinconia, 1928 ; Bevitore con tazza, 1930).
Ma negli anni del fascismo fu soprattutto notevole il suo contributo, teorico e pratico, alla definizione di un’arte che di fatto si sarebbe affermata come strumento di diffusione ideologica : in questo senso devono essere letti i suoi interventi sulla pittura murale (1923-1933) e sulla restaurazione di un rapporto complementare fra architettura, pittura e scultura, in funzione di una nuova arte pubblica.

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