4 FASE
Un nuovo mondo da scoprire:
THE
3D SPACE TUNNEL


INTRODUZIONE:

Le due animazioni che state per vedere sono il risultato conclusivo di questo percorso.
La prima è una visione aerea per meglio riconoscere lo spazio ricostruito dalla tela 2d ritratta nel quadro RUSSOLO.
La seconda invece mostra in modo molto concreto il tipo di spazio da me ricercato.
MA ADESSO CONCENTRATEVI SUI VOSTRI OCCHI:
Confronto:
Immagine iniziale<------------------------------------> Immagine finale

WIEV 3D

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ANIMAZIONE


Epilogo:

Spero che questo viaggio nello spazio futurista, abbia appasionato voi
quanto ha coinvolto me.
L'architettura che è nata da questo iter progettuale non è solo un formalismo,
in essa sono racchiusi i molteplici
interessi di uso e di localizzazione in un ambito reale e non puramente virtuale.
Queste indicazioni sono state in parte estromesse non perchè ritenute di secondaria importanza ma semplicemente per consentire un'interpretazione libera e soggettiva.
Per utilizzare una metafora, è come se con una mano avessi coperto il titolo di un quadro che voi, osservatore, stavate guardando e vi avessi chiesto prima una vostra opinione sulle forme, i colori, le emozioni che quell'immagine,
vi suscitava, permettendovi di non farvi influenzare dall'autore,
ma lascando che voi stessi diventaste autori di ciò che stavate osservando.
Ma ora dopo che questo viaggio si è concluso, e spero che il giudizio sia positivo vorreri darvi la mia chiave di lettura.
Vorrei iniziare col farvi notare che io stesso mi sono posto sullo stesso piano di un osservatore aperto ad ogni possibilità e forse volutamente distratto quando in precedenza ho dichiarato di non avere tenuto in considerazione quello che
Russolo aveva scritto nel suo itolo.
La mia è stata quindi una interpretazione radicale che partiva da tre semplici elementi:
le forme ritratte e la loro bellezza intrinseca della loro materialicità,
il colore e il suo ruolo di identificare la forma non con uno contorno preciso e netto ma attraverso una omogeneità di tinte e sfumature, e la mia libera fantasia.
L'architettura da me espessa è stata sempre vista con una locazione precisa, una verde e dispersiva pianura,
e una funsione, quella di area espositiva di dipinti e sculture, in cui riposare e osservare.
La forma e molto aperta e non esiste nessun confine tra interno o esterno, uomo o natura,
non esitono limiti alla capacità di osservazione dell'intorno e dell'architettura.
Il rapporto è il medesimo, pur nella sua modestia,
che esiste tra un tempio e lo spazio circostante.
Esso tenta di diventare un insieme congiunto con l'ambiente naturale in cui si trova,
non si impone ma nemmeno ne rimare sottomesso.
Può essere percorso internamente o esternamente, attraversato lentamente o velocemente,
pechè la libertà di osservazione deve rimanere a chi lo visita.

Immagini finali di progetto:

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