Spero che questo viaggio nello spazio futurista, abbia
appasionato voi
quanto ha coinvolto me.
L'architettura che è nata da questo iter progettuale
non è solo un formalismo,
in essa sono racchiusi i molteplici
interessi di uso e di localizzazione in un ambito reale
e non puramente virtuale.
Queste indicazioni sono state in parte estromesse non
perchè ritenute di secondaria importanza ma semplicemente per consentire
un'interpretazione libera e soggettiva.
Per utilizzare una metafora, è come se con una
mano avessi coperto il titolo di un quadro che voi, osservatore, stavate
guardando e vi avessi chiesto prima una vostra opinione sulle forme, i
colori, le emozioni che quell'immagine,
vi suscitava, permettendovi di non farvi influenzare dall'autore,
ma lascando che voi stessi diventaste autori di ciò
che stavate osservando.
Ma ora dopo che questo viaggio si è concluso, e
spero che il giudizio sia positivo vorreri darvi la mia chiave di lettura.
Vorrei iniziare col farvi notare che io stesso mi sono
posto sullo stesso piano di un osservatore aperto ad ogni possibilità
e forse volutamente distratto quando in precedenza ho dichiarato di non
avere tenuto in considerazione quello che
Russolo aveva scritto nel suo itolo.
La mia è stata quindi una interpretazione radicale
che partiva da tre semplici elementi:
le forme ritratte e la loro bellezza intrinseca della
loro materialicità,
il colore e il suo ruolo di identificare la forma non
con uno contorno preciso e netto ma attraverso una omogeneità di
tinte e sfumature, e la mia libera fantasia.
L'architettura da me espessa è stata sempre vista
con una locazione precisa, una verde e dispersiva pianura,
e una funsione, quella di area espositiva di dipinti e
sculture, in cui riposare e osservare.
La forma e molto aperta e non esiste nessun confine tra
interno o esterno, uomo o natura,
non esitono limiti alla capacità di osservazione
dell'intorno e dell'architettura.
Il rapporto è il medesimo, pur nella sua modestia,
che esiste tra un tempio e lo spazio circostante.
Esso tenta di diventare un insieme congiunto con l'ambiente
naturale in cui si trova,
non si impone ma nemmeno ne rimare sottomesso.
Può essere percorso internamente o esternamente,
attraversato lentamente o velocemente,
pechè la libertà di osservazione deve rimanere
a chi lo visita.