IL TRAMONTO DELLA LUNA

Quale in notte solinga
sovra campagne inargentate ed acque
la' 've zefiro aleggia,
e mille vaghi aspetti
e ingannevoli obietti
fingon l'
OMBRE lontane,
infra l'onde tranquille
e rami e siepi e collinette e ville;
giunta al confin del cielo,
dietro Apennino od Alpe, o del Tirreno
nell'infinito seno
scende la
LUNA; e si scolora il mondo;
spariscon l'OMBRE, ed una
oscurita'la valle e il monte imbruna;
...
tal si dilegua, e tale
lascia l'eta'mortale
la
giovinezza. In fuga
van l'
ombre e le sembianze
dei dilettosi inganni; e vengon meno
le lontane speranze,
ove s'appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
resta la vita. In lei porgendo il guardo,
cerca il confuso
VIATORE invano
del cammin lungo che avanzar si sente
meta o ragione; e vede
che a se'l'umana sede
esso a lei veramente e'fatto estraneo.
D'intelletti immortali
degno trovato, estremo
di tutti i mali, ritrovar gli eterni
la
vecchiezza...
Voi collinette e piagge,
caduto lo splendor che all'occidente
inargentava della notte il velo,
orfane ancor gran tempo
non resterete; che dall'altra parte
tosto vedrete il cielo
imbiancar novamente, e sorger l'
ALBA : ...
Ma la vita mortal, poi che la bella
giovinezza spari', non si colora
d'altra luce giammai, ne'd'altra aurora. ...





Le OMBRE correlano l'uomo alla Natura.

Il REALE e' il punto di partenza del percorso.




La LUNA e'il punto di ancoraggio col reale;
da essa ha inizio un percorso interiore
che si svolge parallelamente a quello reale.




























La vecchiezza e' una dimensione analoga a quella del tramonto,
cosi' come la giovinezza e' accostabile al paesaggio lunare.







L' ALBA costituisce il punto di rottura del percorso intrapreso.



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