Poesia pura, permeata di una musica indefinita, porta l’ immaginazione in una lontananza che sconfina con lo spazio interminato. Il primo incanto sta qui. Bastava, dice Leopardi, un filare di piante, un viale di alberi di cui non arrivasse a “ scoprire il fine “,” una torre isolata in mezzo all’ immenso sereno”,  una strada lunghissima e drittissima”, una campagna arditamente declive in guisa che la vista in certa lontananza non arrivasse alla valle” a portarlo con l’ immaginazione all’ infinito. I limiti stessi che gli precludevano talora l’ orizzonte, davano all’ animo suo, allorchè si abbandonava alla fantasia, l’ illusione che di là potesse essere l’ illimitato. “Allora in luogo della vista lavora l’ immaginazione e il fantastico sottentra al reale. L’ anima s’ immagina quello che non vede, che quell’ albero, quello siepe, quella torre gli nasconde e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe, se la sua vista si stendesse da per tutto, perché il reale escluderrebbe l’ immaginario.”
Il paradigma    Indice