POLITECNICO DI MILANO

FACOLTA' DI ARCHITETTURA - A.A.1997/98

CORSO DI RILEVAMENTO E RAPPRESENTAZIONE

DISEGNO DELL'ARCHITETTURA E DISEGNOAUTOMATICO - DOCENTE: COLABELLA E.

 I LUOGHI DI LEOPARDI

 
  • STUDENTE:
  • ELENA TORRESANI matr.176429

  •  TESTO:
  • IL SABATO DEL VILLAGGIO
    La donzelletta vien dalla campagna,
    in sul calar del sole,
    col suo fascio dell'erba; e reca in mano
    un mazzolin di rose e di viole,
    onde, siccome suole,
    ornare ella si appresta
    dimani, al dý di festa, il petto e il crine.
    Siede con le vicine
    su la scala a filar la vecchierella,
    incontro lÓ dove si perde il giorno;
    e novellando vien del suo buon tempo,
    quando ai dý della festa ella si ornava,
    ed ancor sana e snella
    solea danzar la sera intra di quei
    ch'ebbe compagni dell'etÓ pi¨ bella.
    GiÓ tutta l'aria imbruna,
    torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
    gi¨ da' colli e da' tetti,
    al biancheggiar della recente luna.
    Or la squilla dÓ segno
    della festa che viene;
    ed a quel suon diresti
    che il cor si riconforta.
    I fanciulli gridando
    su la piazzuola in frotta,
    e qua e lÓ saltando,
    fanno un lieto romore;
    e intanto riede alla sua parca mensa,
    fischiando, il zappatore,
    e seco pensa al dý del suo riposo.
     
    Poi quando intorno Ŕ spenta ogni altra face,
    e tutto l'altro tace,
    odi il martel picchiare, odi la sega
    del legnaiuol,che veglia
    nella chiusa bottega alla lucerna,
    e s'affretta, e s'adopra
    di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.
     
    Questo di sette Ŕ il pi¨ gradito giorno,
    pien di speme e di gioia:
    diman tristezza e noia
    recheran l'ore, ed al travaglio usato
    ciascuno in suo pensier farÓ ritorno.
     
    Garzoncello scherzoso,
    cotesta etÓ fiorita
    Ŕ come un giorno d'allegrezza pieno,
    giorno chiaro, sereno,
    che precorre alla festa di tua vita.
    Godi, fanciullo mio; stato soave,
    stagion lieta Ŕ cotesta.
    Altro dirti non vo'; ma la tua festa
    ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
     
    GIACOMO LEOPARDI
     
  • PRIMA INTERPRETAZIONE

    Questo di sette Ŕ il pi¨ gradito giorno,

    pien di SPEME e di GIOIA:

    diman TRISTEZZA e NOIA

    recheran l'ore, ed al travaglio usato

    ciascuno il suo pensier farÓ ritorno.

    Partendo da questa interpretazione cerco nel resto del testo le ESPRESSIVITA'.

    La donzelletta vien dalla campagna,

    in sul calar del sole,

    col suo fascio dell'erba; e reca in mano

    un mazzolin di rose e di viole,

    onde, siccome suole,

    ornare ella si appresta

    dimani, al dý di festa, il petto e il crine.

    Siede con le vicine

    su la scala a filar la vecchierella,

    incontro lÓ dove si perde il giorno;

    e novellando vien del suo buon tempo,

    quando ai dý della festa ella si ornava,

    ed ancor sana e snella

    solea danzar la sera intra di quei

    ch'ebbe compagni dell'etÓ pi¨ bella.

    GiÓ tutta l'aria imbruna,

    torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre

    gi¨ da' colli e da' tetti,

    al biancheggiar della recente luna.

    PARADIGMA INDIZIARIO:

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